L'infertilità, definita come l'impossibilità di concepire dopo dodici mesi di rapporti non protetti, rappresenta un pesante onere per la salute pubblica mondiale, con ripercussioni psicologiche, sociali ed economiche. Poiché l'accesso alle tecnologie di riproduzione assistita è spesso limitato dai costi elevati, l'attenzione della ricerca si è spostata verso fattori modificabili, come la dieta. Un recente studio nazionale condotto negli Stati Uniti su un campione rappresentativo di 2.582 donne tra i 20 e i 45 anni (dati NHANES 2013-2018) ha evidenziato un legame significativo tra il consumo di alimenti ultra-processati (UPF) e una minore probabilità di fertilità.
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