EvdÈ un disturbo del movimento correlato al sonno che colpisce circa il 3% degli adulti (dati Usa) in misura clinicamente significativa e che può causare notevoli disturbi del sonno. Una recente review pubblicata su Jama ha fatto il punto sulle conoscenze finora acquisite sulla fisiopatologia, la diagnosi e le cure più adeguate in base ai dati scientifici disponibili. A questo scopo sono state effettuate ricerche su PubMed e Cochrane per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2010 e l'11 agosto 2025.

Sintomatologia e diagnosi
La sindrome delle gambe senza riposo (Restless legs syndrome, Rls) è caratterizzata da un bisogno impellente di muovere gli arti, in genere le gambe, spesso accompagnato da sensazioni sgradevoli (ad esempio, indolenzimento, formicolio). I sintomi, provocati dall'immobilità, si alleviano durante il movimento e sono tipicamente presenti o più gravi la sera o la notte. Questi possono portare a difficoltà ad addormentarsi, a mantenere il sonno o a riaddormentarsi.
È un disturbo piuttosto diffuso: circa l'8% degli adulti statunitensi manifesta sintomi di Rls con qualsiasi frequenza e il 3% manifesta sintomi moderatamente o gravemente dolorosi almeno due volte a settimana.
La sindrome delle gambe senza riposo viene diagnosticata in base all'anamnesi clinica; la polisonnografia non è raccomandata per quesro scopo.

Associata a diverse comorbidità
Si tratta di pazienti che spesso presentano una qualità di vita compromessa e tassi elevati di malattie cardiovascolari (29,6% con coronaropatia, ictus o insufficienza cardiaca), depressione (30,4%) e ideazione suicidaria o autolesionismo (0,35 casi/1000 anni-persona).
La sindrome delle gambe senza riposo è comune tra i pazienti con sclerosi multipla (27,5%), malattia renale allo stadio terminale (24%) e anemia sideropenica (23,9%); durante la gravidanza e soprattutto nel terzo trimestre (22%); con neuropatia periferica (ad esempio, diabetica, idiopatica; 21,5%); e con morbo di Parkinson (20%). Altri fattori di rischio includono la storia familiare di Rls, l'origine nordeuropea, il genere femminile (2:1 vs sesso maschile) e l'età avanzata (prevalenza di Rls del 10% negli adulti ≥65 anni).

Le terapie
L'integrazione di ferro con solfato ferroso (325-650 mg al giorno o a giorni alterni) o ferro per via endovenosa (1000 mg) deve essere iniziata in caso di livelli di ferritina sierica inferiori o uguali a 100 ng/mL o di saturazione della transferrina inferiore al 20%. Se possibile, i farmaci associati alla Rls, inclusi antidepressivi serotoninergici, antagonisti della dopamina e antistaminici H1 ad azione centrale (ad es. difenidramina), devono essere interrotti.
I gabapentinoidi (ad es. gabapentin, gabapentin enacarbil, pregabalin) rappresentano la terapia farmacologica di prima linea. Negli studi clinici randomizzati, circa il 70% dei pazienti trattati con gabapentinoidi ha avuto un miglioramento significativo o molto significativo dei sintomi della Rls rispetto a circa il 40% con placebo (p < 0,001).
Gli agonisti della dopamina (ad esempio ropinirolo, pramipexolo, rotigotina) non sono più raccomandati come farmaci di prima linea a causa del rischio di peggioramento iatrogeno dei sintomi della Rls, che ha un'incidenza annuale del 7-10% con questi farmaci.
I pazienti che non migliorano con il trattamento di prima linea o che presentano un peggioramento della Rls spesso traggono beneficio da oppioidi a basso dosaggio (ad esempio, metadone 5-10 mg al giorno).

Bibliografia

Winkelman JW, Wipper B. Restless Legs Syndrome: A Review. JAMA 2026; 335: 703–14. doi:10.1001/jama.2025.23247