EvdUna rassegna pubblicata su Jama illustra lo stato dell’arte sulle conoscenze acquisite su diagnosi e trattamento della diarrea cronica, partendo dalla definizione e illustrando le diverse sintomatologie in cui si può presentare, oltre che le principali possibili cause.

Sintomi e diagnosi differenziale

La diarrea cronica è definita come la presenza di feci molli o acquose che persistono per più di 4 settimane e colpisce circa il 6-7% degli adulti negli Stati Uniti. Oltre il 90% dei pazienti con diarrea cronica presenta un'eziologia non infettiva.

Le cause più comuni sono la sindrome dell'intestino irritabile con diarrea (Ibs-D) e la diarrea funzionale.

La differenza principale tra le due condizioni è che la prima si manifesta tipicamente con dolore addominale ricorrente, alleviato o peggiorato dopo la defecazione, mentre la seconda è una condizione in cui più del 25% delle evacuazioni nei 3 mesi precedenti sono sì molli o acquose, ma senza essere associate a dolore addominale significativo.

La diarrea cronica può essere dovuta anche a un'origine a carico dell'intestino tenue, come la celiachia o la sovracrescita batterica dell'intestino tenue, che hanno come caratteristica di essere tipicamente associate a diarrea di grande volume e perdita di peso, con o senza steatorrea.

Com’è noto, la celiachia è una malattia autoimmune definita da enteropatia scatenata dall'esposizione al glutine alimentare in individui geneticamente predisposti, mentre la sovracrescita batterica dell'intestino tenue è caratterizzata da un eccesso di batteri nell'intestino tenue.

Evacuazioni frequenti e di scarso volume, con o senza urgenza e presenza di muco in eccesso, sono invece più tipiche della diarrea cronica dovuta a patologie del colon, come la diarrea da acidi biliari e la colite microscopica.

La diarrea da acidi biliari è caratterizzata da un eccesso di acidi biliari nel colon, mentre la colite microscopica è caratterizzata da infiammazione cronica riscontrabile nelle biopsie del colon, nonostante un aspetto endoscopico normale.

Diagnosi

La valutazione della diarrea cronica include test sierologici per la celiachia (transglutaminasi tissutale immunoglobulina A, insieme alle immunoglobuline A totali) e analisi delle feci per la calprotectina fecale al fine di valutare la presenza di malattie infiammatorie croniche intestinali.

I pazienti con sanguinamento gastrointestinale, perdita di peso inspiegabile, età pari o superiore a 45 anni, diarrea notturna, steatorrea e/o anemia sideropenica dovrebbero sottoporsi a colonscopia per valutare la presenza di cancro del colon-retto, nonché a endoscopia del tratto digestivo superiore. Durante la colonscopia, si raccomandano biopsie casuali per valutare la presenza di colite microscopica, che colpisce il 13% dei pazienti con diarrea cronica.

Strategie terapeutiche

Se la valutazione non identifica una causa di diarrea cronica, le diagnosi più probabili sono sindrome dell'intestino irritabile con diarrea (Ibs-D) o diarrea funzionale e il paziente dovrebbe essere trattato con modifiche dello stile di vita, come pasti a orari regolari, esercizio fisico, assunzione di almeno 8 tazze di liquidi non contenenti caffeina al giorno, limitazione della caffeina a 3 tazze o meno al giorno ed evitamento di alcol e bevande gassate.

Per il trattamento generale della diarrea cronica, possono essere prescritti interventi dietetici, come l'assunzione di una dieta povera di oligosaccaridi fermentabili (legumi, grano, cipolle, aglio), disaccaridi (lattosio), monosaccaridi (fruttosio) e polioli (sorbitolo, mannitolo), oppure farmaci, come agonisti degli oppioidi (loperamide), anticolinergici (iosciamina, diciclomina) o antagonisti del recettore 5-idrossitriptamina 3 (5-Ht3) (ondansetron). Queste terapie in genere migliorano la diarrea nel 50-80% dei pazienti.

 

Bibliografia

Singh P, et al. Chronic, Noninfectious Diarrhea: A Review. JAMA 2026. doi:10.1001/jama.2026.0872.