Le particelle fini, caratterizzate dal loro diametro aerodinamico pari o inferiore a 2.5 micrometri e designate con l'abbreviazione PM2.5 sono state associate a molte patologie cardiovascolari e polmonari. Sono considerate un importante fattore di rischio per la salute e secondo l'OMS uccidono più di quattro milioni di persone all'anno. L'esposizione cronica al particolato è quindi un fattore di eccesso di mortalità, ma, mentre le notizie quotidiane ci ricordano costantemente gli effetti nocivi dell'inquinamento atmosferico, non si sa ancora tutto sulla loro pericolosità.
È stato presentato all’Istituto Superiore di Sanità il volume sui numeri delle neoplasie, frutto della collaborazione tra AIOM, AIRTUM, Fondazione AIOM, PASSI, PASSI d’Argento e SIAPEC-IAP. I nuovi casi del 2020 sono 377mila, aumentati soprattutto nelle donne. Cresce l’incidenza di melanoma e pancreas in entrambi i sessi ed è evidente l’efficacia dello screening colo-rettale anche sulla sopravvivenza.
Si stima che l’asma grave sia responsabile del consumo di circa il 50% delle risorse dedicate all’asma e che tra i circa 300.000 asmatici gravi italiani più dell’80% soffra di altre comorbidità. Sono questi i dati da cui parte la campagna di sensibilizzazione “Dottore ho l’asma. È grave?” promossa da AAIITO, patrocinata da Federasma ed Allergie Onlus, in collaborazione con l’Associazione Asma Grave e Respiriamo insieme.
È stato pubblicato su Neurological Sciences uno studio dell'Università di Padova che mette in luce, per la prima volta, come l'infezione da SARS-CoV-2 può manifestarsi non solo tramite segni respiratori o sintomi mentali generalizzati, ma anche con segni neuropsicologici altamente specifici come l’agrafia e l’afasia di conduzione.
Una nuova ricerca presentata alla ESCMID Conference on Coronavirus Diseas ha confermato che gli uomini con Covid-19 hanno esiti peggiori rispetto alle donne, probabilmente legati al fatto che hanno livelli più elevati di infiammazione. I dati indicano che gli uomini hanno un rischio più alto del 62% di morte associata a Covid-19 rispetto alle donne, dopo aggiustamenti per vari fattori.
In Italia il controllo glicemico tra i pazienti con diabete di tipo 1 (T1D) è migliorato durante il blocco della pandemia: lo rivela uno studio italiano che ha incluso soggetti con diabete di tipo 1 che durante questo periodo avevano interrotto l’attività lavorativa.
Il super archivio STORM dei pazienti Covid-19, coordinato dall'Università di Milano-Bicocca in sinergia con l'ASST di Monza, alla base di una ricerca pubblicata su Science che suggerisce nuove prospettive per gli interventi terapeutici.