la letteratura descrive numerose presentazioni asintomatiche e/o atipiche del Covid-19 che suggeriscono una attenta vigilanza per cercare di arginare l’aumento della diffusione della malattia nella popolazione da parte di pazienti non riconosciuti come affetti da Covid-19 e di contenere il rischio di inutili esposizioni al SARS-CoV-2 di medici e personale sanitario.

I numeri indicano che i pazienti guariti sono in aumento, un dato che apre un altro scenario, quello della riabilitazione che, secondo gli esperti, è la chiave per affrontare il recupero motorio e respiratorio post Covid-19. Via dunque a precisi test dinamometrici e valutazioni muscolari, farsi seguire scrupolosamente in ambulatorio da professionisti, compiere esercizi in maniera cauta senza affaticamento.

Ecco il Progetto narrativo di anestesisti-rianimatori che racconta con un Blog aperto il vissuto degli operatori sanitari. “Vedere i sopravvissuti del coronavirus uscire dalla terapia intensiva mi fa credere che non è tutto perduto”. “Oggi la commozione era più grande delle lacrime versate sentendo i bollettini quotidiani, dei turni no, della paura di non farcela e di non vedere la fine”. “Passato tutto questo ricorderò solo gli occhi: gli occhi dei colleghi, degli infermieri, dei pazienti".

La pandemia da Covid-19 ha cambiato profondamente la vita di ciascuno, così come ha cambiato il modo di affrontare le patologie da parte del Sistema Sanitario. Per questo è ancora più importante conoscere l'identikit del paziente con infezione da coronavirus: a rispondere è una prima indagine su circa 1.600 ricoveri in Terapia Intensiva avvenuti in Lombardia nelle settimane iniziali di diffusione del contagio.