Atto Indirizzo

  • EvdLa pubblicazione dell'Atto di Indirizzo per il contratto 2019 - 2021 della Medicina Generale non trova consensi unanimi tra i sindacati di categoria. Fimmg, apprezza e chiede una rapida approvazione del Governo e della calendarizzazione da parte della SISAC. Per Snami, le linee proposte sono un viatico per il depauperamento progressivo della MG. Secondo Smi, l'Atto non recepisce nulla di quanto chiesto ripetutamente dalla categoria in questi ultimi due anni.
  • “Il cosiddetto Acn ponte dei medici di medicina generale, nato con la dichiarata funzione di transizione - sottolinea in una nota la Uil Fpl - si è rivelato nei fatti un punto d’arrivo anziché un trampolino verso una riforma strutturata. Il Governo deve aprire immediatamente un nuovo tavolo di confronto, coinvolgendo le parti sociali, per delineare insieme un percorso chiaro e attuabile. La posta in gioco è troppo alta per permettersi ulteriori rinvii. La medicina di prossimità va pensata e regolata dentro un unico Acn, che non lasci spazio ad ambiguità: chi fa cosa, dove, come e quando, con regole certe, risorse adeguate e una visione che restituisca centralità e autorevolezza al ruolo del medico sul territorio".
  • Il sindacato dei Mmg passa all'attacco e sollecita la Conferenza delle Regioni a sbloccare entro maggio l’Atto di indirizzo per il rinnovo dell’Acn 2025-2027. Riprendendo l’appello del Ministro Schillaci sulle liste d’attesa, il sindacato avverte: senza un nuovo accordo per i medici di famiglia, gli obiettivi della riforma rischiano di rimanere solo dichiarazioni di principio. Chiesto un incontro urgente al presidente Massimiliano Fedriga per superare l’attuale asimmetria con la dirigenza medica ospedaliera.
  • Il segretario generale Fimmg, Silvestro Scotti, lancia un appello per un confronto reale e costruttivo sulla Medicina di famiglia e denuncia l’esclusione dai tavoli decisionali su riforme cruciali per la sanità territoriale e l’attuazione del Pnrr. La Federazione sollecita l’avvio di un nuovo Atto d’indirizzo, mirato a modernizzare il settore e a garantirne una sostenibilità a lungo termine.
  • Alcuni presidenti regionali hanno contestato l’atto di indirizzo, approvato  dagli assessori alla sanità delle Regioni e avallato dal Ministero della Salute, che delinea le linee guida del nuovo ruolo dei medici di famiglia nella Medicina del territorio prossima ventura sotto l’egida del Pnrr. Campania, Veneto, Toscana e Lazio chiedono che il Mmg diventi dipendente del Servizio Sanitario Nazionale o che possa scegliere tra convenzionamento e dipendenza. Una posizione che pare non essere stata scalfita nemmeno dall’incontro interlocutorio svoltosi tra i presidenti di Regioni e il Ministro della Salute che ha continuato ad esprimere la propria contrarietà alla dipendenza dei medici di medicina generale.