CdC

  • "Scatole vuote" così la Fimmg veneziana definisce le tre Case di Comunità inaugurate nella città metropolitana. E punta il dito sul fatto che l’Ulss 3 Serenissima non abbia condiviso con la categoria l’organizzazione di tali strutture in cui attualmente mancano i medici di medicina generale e gli infermieri.
  • EvdSulle Case di Comunità c'è forse un'inaspettata corrispondenza "d'amorosi sensi" tra gli esponenti sindacali e professionali dei medici delle cure primarie e la cosiddettà 'base'. La bocciatura è unanime e a confermarla ci sono anche i risultati di un sondaggio del Movimento Cinque Stelle sulla riforma Moratti che ha coinvolto i medici meneghini, le cui risposte hanno travalicato i limiti territoriali, delineando i dubbi, sempre più coriacei, sul fatto che le CdC possano essere la risposta appropriata all'esigenza di prossimità e capillarità dell'assistenza territoriale. Le perplessità evidenziate nel sondaggio sulla reale funzionalità delle CdC infatti trovano una certa analogia con quanto dichiarato da Claudio Cricelli, presidente della Simg, in una recente intervista.
  • Le CdS, avviate in Lombardia, presentano un panorama piuttosto eterogeneo per tipologie organizzative, cioè quantità e qualità dei servizi offerti e presenza di personale. Poche rispondono completamente agli standard nazionali e regionali, anche se la situazione va considerata in continua e progressiva evoluzione. Questo, in sintesi, è quanto emerge dai primi risultati dello studio, ancora in corso, su “Case della Comunità e riforma dell’assistenza territoriale” realizzato dal Centro Studi di Politica e Programmazione Socio-Sanitaria dell'Istituto Mario Negri.
  •  In vista della deadline del 30 giugno 2026, i dati Agenas e della Fondazione Gimbe evidenziano un sistema territoriale a due velocità: l’assistenza domiciliare supera i target, mentre Case della Comunità, Ospedali di Comunità e Fascicolo sanitario elettronico restano incompiuti. Per i Mmg si profila il rischio di lavorare in un contesto privo di adeguato supporto organizzativo, professionale e tecnologico. Senza un’accelerazione su reclutamento, integrazione professionale e fiducia dei cittadini, la sanità di prossimità rischia di restare un progetto sulla carta, più vicino a un adempimento burocratico che a una reale trasformazione del Ssn.
  • EvdMarcello Gemmato, responsabile nazionale per la sanità di Fratelli d’Italia, nelle innumerevoli dichiarazioni apparse su vari organi stampa, dopo la vittoria elettorale di FdI, boccia i modelli e gli standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Ssn, previsti dal Pnrr, in particolare le Case e gli Ospedali di Comunità e sottolinea che: “Per offrire una concreta medicina di prossimità serve puntare sulla rete dei medici di famiglia e dei farmacisti dotati di strumenti diagnostici di base”.  Ma c’è un ma, forse più di uno, tra cui quello che attualmente la rete costituita dagli studi dei Mmg, a differenza di quella delle farmacie, appare sempre più frastagliata e a macchia di leopardo, vista la grave carenza sul territorio dei medici di medicina generale.
  • EvdIl sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha annunciato che tutte le Case della Comunità saranno operative entro giugno 2026. Nel corso dell’audizione alla Commissione Affari Sociali della Camera, ha inoltre delineato un rilancio della Medicina generale, con l’introduzione di borse aggiuntive, incarichi anticipati, proroghe per i medici senior e una riforma del percorso formativo orientata alla specializzazione.
  • È un quadro eterogeneo quello descritto dalla seconda fase dell’indagine conoscitiva sulle CdC in Regione, realizzata dal Dipartimento di Politiche per la Salute dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri Irccs di Milano. Ad oggi, nessuna delle CdC lombarde risponde completamente agli standard nazionali e regionali, anche se la situazione è migliorata rispetto alla prima rilevazione dello scorso settembre. Risulta ancora  molto sporadica e frammentata la presenza dei medici di medicina generale.
  • Da disponibilità presunta a protesta crescente: le parole del Ministro Schillaci sulla propensione dei Mmg a esercitare 12 ore nelle Cdc hanno scatenato una reazione sindacale sempre più estesa. Dopo le prime riserve espresse da Snami, anche Smi prende posizione, contestando sia il contenuto dell’annuncio sia la mancanza di confronto con i rappresentanti della Mg. “Non ci risulta che la categoria sia stata consultata”. Dichiara lapidaria Pina Onotri segretaria generale Smi.
  • EvdIl Sindacato dei Medici Italiani (Smi), durante l'audizione presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, ha tenuto a sottolineare che la realizzazione delle  Case di Comunità (CdC), necessita di uno studio sulla realtà dei carichi di lavoro dei Mmg, facilmente deducibili dai flussi informativi che mensilmente sono inviati alle Regioni. Per Smi trentotto ore alla settimana sono un miraggio per i medici di medicina generale poiché i pazienti in carico, soprattutto quelli più fragili, richiedono ben più di 20 ore di attività alla settimana, a meno di non contrarre la disponibilità all'assistenza riducendola alle sole ore di apertura di studio previste dall'Acn.
  • Il futuro dei Mmg si gioca sull'equilibrio tra nuove responsabilità strutturali (Missione 6 del Pnrr) e mantenimento dell'autonomia libero-professionale. Questo, in sintesi, il concetto espresso dai vertici Fimmg Silvestro Scotti e Nicola Calabrese in audizione al Senato sul disegno di legge per il potenziamento dell’assistenza (Ddl 1825). Il sindacato promuove l'integrazione territorio-ospedale, ma pone condizioni nette: fondi certi per il personale delle Case della Comunità, diagnostica negli studi contro le liste d'attesa e nessun intralcio al rinnovo dell'Acn.
  • "L'operatività delle Case di Comunità è legata all’applicazione dell’Acn (in vigore dal 15 gennaio), con tre Mmg per turno per struttura. Ora la responsabilità passa alle Regioni". Questo è quanto ha tenuto a sottolineare il segretario generale della Fimmg Silvestro Scotti commentando i dati Agenas che evidenziano ancora ritardi nell’attivazione delle nuove strutture di assistenza territoriale.
  • Simeu ipotizza di spostare parte dell’attività verso i presidi di prossimità per alleggerire la pressione sugli accessi ospedalieri nei Pronto soccorsi. Ma senza percorsi tutelati e protocolli chiari, le urgenze a bassa complessità non possono essere gestite in sicurezza dalla Medicina generale. Il nodo non riguarda solo la redistribuzione dei professionisti, ma la costruzione di condizioni operative realmente protette per chi cura e per chi si affida alle cure.
  • EvdIl ministro della Salute Orazio Schillaci ha rilanciato il ruolo dei medici di medicina generale, annunciando la loro disponibilità a coprire turni di 12 ore al giorno nelle Case di Comunità, sette giorni su sette. Una dichiarazione che ha fatto rumore, soprattutto perché arriva in un momento in cui il potenziamento dell’assistenza territoriale, considerato cruciale per il futuro del Ssn, è ancora oggetto di confronto tra le parti.
  • EvdAgenas ha pubblicato le Linee di indirizzo per l’attuazione del modello organizzativo delle Case della Comunità (CdC) hub previste dal Pnrr e tracciate nel Dm 77/2022, stabilendo standard uniformi su tutto il territorio nazionale. La CdC hub rappresenterà uno dei nodi, insieme alla CdC spoke, della più ampia rete di offerta dei servizi sanitari, sociosanitari e socioassistenziali e al tempo stesso è parte dei luoghi di vita della Comunità locale del territorio su cui insiste. Nelle CdC hub dovrà essere garantita la presenza medica h.24, 7 giorni su 7, anche attraverso il servizio di continuità assistenziale insieme alla presenza infermieristica h.24, 7 giorni su 7.
  • Il Sindacato medici italiani (Smi), visto il testo di legge Benigni, ha chiamato a raccolta la categoria per analizzare l'ipotesi contenuta nel Pdl di riorganizzazione della medicina territoriale. Obiettivo: raccogliere, attraverso un questionario online, orientamenti, dubbi e criticità per definire una posizione comune da presentare sui tavoli istituzionali.
  • EvdIl Ministro della Salute, in un’intervista rilasciata alla Stampa in merito al ruolo dei Mmg, rassicura, non parla di dipendenza, ma tiene a sottolineare che ci saranno delle novità: “Il cittadino manterrà il rapporto di fiducia con il proprio medico, ma in aggiunta, in caso di bisogno, troverà nella CdC un altro medico di medicina generale che, grazie al Fse, avrà a disposizione tutte le informazioni necessarie per una appropriata presa in carico".
  • EvdCresce il consenso sulle perplessità espresse dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato in merito alla realizzazione delle CdC. Smi tiene a sottolineare che le CdC non sono la risoluzione della crisi che investe i Mmg. Il sindacato ha il timore che si voglia far fronte alla carenza dei medici di famiglia spostandoli da una parte all’altra del territorio. Anche i pediatri della Fimp scendono in campo evidenziando le criticità delle Case della Salute e chiedono di ritornare a investire su prossimità e capillarità.