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Cimo
Basta colpevolizzare medici e sanitari per le disfunzioni del servizio sanitario
Il segretario Nazionale Anaao Assomed Pierino Di Silverio e il presidente Nazionale Cimo-Fesmed Guido Quici hanno commentato duramente i provvedimenti sulle liste d’attesa varati dal Governo: “Volere abbattere le liste d'attesa partendo dal presupposto che i responsabili vadano individuati nei medici e dirigenti sanitari è inaccettabile oltre che falso. E rispediamo al mittente metodi d’altri tempi, e di altri Paesi, con i quali realizzare addirittura la 'stretta’ sui volumi di attività, come se già non fossero previsti, e attuati, controlli in merito. È un’offesa alla nostra professionalità che rigettiamo”.
Come fermare la diaspora dei medici dal servizio sanitario?
Secondo il Sindacato dei Medici Italiani (Smi) al personale medico devono essere date risposte concrete sia in termini economici sia in termini di tutele per impedire la desertificazione del Ssn. Per Anaoo-Assomed la professione medica "può risollevarsi solo con una drastica terapia d’urto. I numeri sono ormai noti a tutti, le cause e le analisi pure e anche i rimedi".
Contratto medici e dirigenti sanitari: avviare subito le trattative
"Vorremmo conoscere le ragioni per le quali si continua a rimandare sine die la pubblicazione dell’atto di indirizzo del contratto dei medici e dei dirigenti sanitari – hanno dichiarato Pierino Di Silverio, segretario di Anaao Assomed, e Guido Quici, presidente della Federazione Cimo-Fesmed a latere del recente incontro in Aran -. Inoltre, è inaccettabile dover aspettare la conclusione del contratto del comparto per poter iniziare a discutere di quello dei medici".
Giuro di non dimenticare. Storie di medici ai tempi del Covid
Realizzato dal sindacato Cimo, il volume contiene le storie di 28 sanitari impegnati in prima linea nei reparti Covid dei nostri ospedali in questo lungo, lunghissimo, periodo di pandemia. Storie che si riferiscono prevalentemente all’impatto, allo spaesamento, alla fatica, alle paure, al dolore, all’impegno e alla determinazione professionale.
I medici a gettone sono un pericolo per la sanità pubblica
L'avvertimento è dello Smi e prende spunto dalla richiesta dell'Anac che sollecita, su tale problematica, l’intervento del ministro della Salute. A dare rilevanza al fenomeno ci sono anche i dati del sondaggio di Cimo, secondo i quali il 37,6% dei medici è pronto a lasciare il Ssn per lavorare come gettonisti. "Ci chiediamo - evidenzia Smi - quanto è costata l’esternalizzazione dei servizi sanitari allo Stato. Con le stesse risorse si potevano allineare gli stipendi dei medici italiani a quelli del resto d'Europa ed evitare la grande fuga dal servizio sanitario pubblico".
I no della Cimo al Dl liste d'attesa e all'autonomia differenziata
L’appello dei segretari regionali del sindacato medico riuniti a Bologna: “Il Decreto sulle liste d’attesa sposta l’attenzione su tematiche poco inerenti per la riduzione dei tempi e premia il settore privato senza chiarire né il controllo sull’appropriatezza delle prestazioni erogate, né l’impegno datoriale sui rinnovi dei contratti dei medici. Mentre il Ddl Calderoli mina la Costituzione italiana e l'unità del Paese”.
La crisi dei Pronto Soccorso è un sintomo, non la malattia
A sottolineare ciò è stata la Federazione Cimo-Fesmed durante l'audizione presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati sulla situazione della Medicina d’Emergenza-Urgenza e dei Pronto soccorso: "Se non si rafforza la sanità territoriale - ha precisato - se non si aumenta il numero dei posti letto nei reparti ospedalieri e non si assume personale, una riforma del Pronto Soccorso avulsa dal contesto in cui esso opera sarà pressoché inutile".
La vera riforma del Ssn deve partire dai professionisti
Guido Guici, durante il 32° Congresso della Cimo, in cui è stato riconfermato presidente, ha tenuto a ribadire questo concetto. "I medici intendono essere parte attiva nei processi di riforma del Ssn - ha dichiato Quici - ad iniziare dall’utilizzo appropriato dei fondi del Pnrr.
Urge una definizione dell'atto medico
"È necessario definire con precisione i confini di ciascuna professione sanitaria - ha sottolineato Guido Quici alla Commissione Affari Sociali della Camera, durante l'audizione sul riordino delle professioni sanitarie - affidando in modo esclusivo ai medici il consenso informato, l’anamnesi, la diagnosi e la terapia. L’anarchia delle competenze può mettere a rischio la sicurezza delle cure".