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CImo-Fesmed
"Non stupiamoci della fuga dei medici dagli ospedali"
Questa affermazione è del Presidente della Federazione Cimo-Fesmed Guido Quici che precisa: "In 10 anni il salario accessorio dei medici dipendenti del Ssn è stato falcidiato, persi in media 15 mila euro a testa. Va benissimo pensare alle riforme strutturali del Servizio Sanitario Nazionale, ma se non si mette mano anche a questo tema sarà impossibile colmare la carenza di personale".
C'è il pericolo che le risorse per la salute finiscano nel dimenticatoio
Il monito viene dalla Federazione Cimo-Fesmed che, pur giudicando positivamente i 3,3 miliardi di euro in più per il Fsn del 2024, precisa: "Occorre evitare che tali risorse siano sprecate o che si perdano tra i meandri della burocrazia con ritardi che, spesso, impediscono l’utilizzo totale dei finanziamenti, come accaduto a circa i due terzi delle risorse, inutilizzate, stanziate dall'ex Ministro alla Salute Roberto Speranza".
I medici proclamano lo stato di agitazione e annunciano lo sciopero
Gli articoli della Manovra presentata alle Camere, relativi al taglio delle pensioni dei medici e al capitolo sanità, malgrado le aperture annunciate dal sottosegretario al Lavoro, restano al momento immutati. Per questo i sindacati Anaao Assomed e Cimo-Fesmed hanno proclamato lo stato di agitazione e, dopo aver condiviso con le altre organizzazioni sindacali di categoria il percorso da seguire, hanno indetto una giornata di sciopero per il 5 dicembre.
Anaao e Cimo all'Aran: "Nessuna polemica, il testo del contratto è inaccettabile"
Questa la risposta dei sindacati al Presidente dell’Aran Antonio Naddeo dopo aver preso visione della bozza del contratto. Cimo e Anaao sperano che l’Aran riesca a persuadere le Regioni sulla necessità di arrivare a un contratto realmente migliorativo per i dirigenti medici, sanitari e veterinari. "Il contratto - sottolineano - non può essere un mero atto burocratico economico, ma deve concorrere a migliorare lo stato del nostro sistema di cure e di chi le eroga".
Chi curerà i cittadini se non si ferma la fuga di Ippocrate?
La Federazione CIMO-FESMED ha inaugurato sui propri canali social una nuova rubrica, “La fuga di Ippocrate”, che in poche ore ha ottenuto migliaia di reazioni, condivisioni e commenti da cui si evince uno spaccato drammatico delle condizioni in cui i medici sono costretti a lavorare. Per Guido Quici, presidente del sindacato CIMO-FESMED, occorre rendere nuovamente attrattivo il Ssn e incentivare i professionisti che decidono di lavorare nella sanità pubblica. "Se si ha a cuore la salute dei cittadini, questa dovrebbe essere l’emergenza prioritaria da affrontare".
Cinque anni dalla pandemia, medici da eroi a dimenticati
Stremati e delusi: il 76% dei medici ospedalieri ritiene che il Ssn sia peggiorato ed il 58% pensa che il proprio lavoro abbia subito dei cambiamenti negativi. Tra le cause principali dell'insoddisfazione rientrano le condizioni in cui i medici sono costretti a lavorare, spesso a causa della carenza di personale: il 72% lavora più di 38 ore a settimana, il 38% ha più di 50 giorni di ferie accumulati. Malgrado ciò, il 69% risceglierebbe la propria professione. Questi alcuni dei dati, tra i più significativi, che emergono da un sondaggio promosso dal sindacato Federazione Cimo-Fesmed che ha dato vita al dossier: “Dimenticati – Ritratto dei medici ospedalieri a cinque anni dall’inizio dell’emergenza Covid-19”.
Contratto medici 2019-2021: le calende greche delle trattative integrative aziendali
I rinnovi e la corretta applicazione dei contratti dei medici dipendenti continuano ad essere una chimera, ostacolati da più parti per i più svariati motivi. I risultati di un’indagine condotta dalla Federazione Cimo-Fesmed su 155 aziende, infatti, mettono in luce numerose resistenze alla corretta applicazione del Ccnl firmato a gennaio. E intanto si attende ancora l’atto di indirizzo necessario ad avviare le trattative per il triennio 2022-2024.
Contratto medici e dirigenti sanitari, non si può più attendere
"Avviare subito trattative per parte economica 2022-2024". A chiederlo sono Pierino Di Silverio, segretario Anaao Assomed, e Guido Quici, presidente Cimo-Fesmed: "Aran e Regioni battano un colpo. Medici e dirigenti sanitari meritano immediatamente un ristoro, non possono aspettare la firma del contratto del comparto".
Contratto medici e dirigenti sanitari: "Pronti alla firma, a patto che...
I due principali sindacati dell’area Anaao-Assomed e Cimo-Fesmed, in una nota congiunta, affermano di essere predisposti a siglare la nuova bozza di contratto se vengono accolte le loro proposte su orario di lavoro e fondi: "Siamo preoccupati per la carenza di risorse per il futuro CCNL 2022-2024. Per questo oggi non siamo disposti - precisano i sindacati - a cedere sul miglioramento delle condizioni di lavoro".
Contratto medici, Anaao e Cimo: "ora tocca alle Regioni"
I sindacati, al termine della trattativa all’Aran, rivolgono un appello alle Regioni affinché le loro valutazioni tengano conto della necessità di garantire un buon contratto alle migliaia di colleghe e colleghi che con il loro lavoro, svolto in condizioni ormai estreme, continuano ad assicurare l’esigibilità del diritto alla salute.
Crisi delle professioni sanitarie: bisogna fare presto
Anaao Assomed, pur condividendo le strategie e la progettualità elencate dal Ministero della Salute, chiede subito un tavolo di confronto. Cimo-Fesmed, al contrario, nutre seri dubbi su alcune delle proposte presentate, per risolvere la situazione, dalla Direttrice generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del Ssn del Ministero della Salute, Mariella Mainolfi, in Commissione Affari sociali della Camera.
Divide et impera, ma i medici non ci stanno
Dopo lo sciopero del 5 dicembre, Anaao e Cimo si dicono stupiti e meravigliati dalle dichiarazioni del Ministro della Salute che ha stigmatizzato la protesta sostenendo che i medici: "Non sono mai soddisfatti. Abbiamo aumentato i fondi e gli stipendi. Ora siano rapidi nella trattativa per il rinnovo del contratto. Dipende da loro. Non li vedo uniti. Infatti, l'Intersindacale non ha scioperato”. “Forse le vere divisioni sono all’interno di un Governo - replicano i sindacati - che non ascolta quello che il Ministro cerca di affermare da più di un anno e che noi condividiamo".
I camici bianchi non sono disposti a lavorare di più
Il piano del Governo per ridurre i tempi d’attesa previsto dalla Manovra 2024, attraverso un aumento delle retribuzioni delle prestazioni aggiuntive di medici e infermieri, rischia di essere un flop. Sei medici su dieci non sono disponibili a lavorare di più per abbattere le liste d’attesa, questo è il risultato di un sondaggio lanciato dal sindacato dei medici della Federazione Cimo-Fesmed.
I sindacati accendono i riflettori sulla “questione ospedaliera”
Anaao-Assomed, Cimo-Fesmed e Aaroi-Emac invitano il nuovo Governo a disegnare una nuova filiera della salute che parta dai bisogni del paziente e dalle esigenze del personale sanitario. Motivo per cui denunciano che l'attuale riforma del territorio, su cui i riflettori sono ben puntati, appare del tutto sganciata dall’organizzazione degli ospedali, non superando quell’impostazione a silos del Ssn che in questi ultimi anni ha mostrato tutti i suoi limiti. Una riforma, quindi, che "non sembra essere in grado di risolvere il cronico", è insostenibile poiché riversa sul sistema ospedaliero, allo stremo, i bisogni di salute che la sanità territoriale non riesce a garantire.
I timori di Cimo-Fesmed sull'organizzazione della campagna vaccinale
In piena fase pandemica gli interventi straordinari sono del tutto auspicabili, tuttavia per Cimo-Fesmed la sicurezza delle cure non può essere compromessa da iniziative che fanno tanta immagine ma che, di fatto, non risolvono i veri problemi organizzativi e anzi, rischiano di creare ulteriori dubbi come per la decisione di affidare ai farmacisti la somministrazione dei vaccini.
La competenza esclusiva della salute deve essere dello Stato
L'Autonomia differenziata in sanità significa sottrarre al diritto alla tutela della salute una dimensione nazionale, mettere in crisi il Servizio Sanitario Nazionale e anche un’idea unitaria di Paese, di Repubblica e di Stato. Questa la posizione condivisa da Anaao Assomed e Cimo-Fesmed, presentata nel corso dell’audizione che si è svolta di recente presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera. Inoltre non ci sarebbero evidenze che confermino un aumento del grado di efficienza dei servizi erogati a fronte di ulteriori gradi di autonomia nelle disponibilità e nella gestione delle risorse, soprattutto non ci sono quelle condizioni economiche che consentano a tutte le Regioni di partire dallo stesso nastro di partenza.
Legge di Bilancio: le preoccupazioni degli ospedalieri
La defiscalizzazione dell’indennità di specificità e l'aumento delle retribuzioni nella sanità pubblica per Anaao-Assomed e Cimo-Fesmed sono provvedimenti necessari e impellenti e non possono essere dilatati nel tempo, rateizzati come fa presuppore il fatto che nella Manovra soltanto 900 milioni circa sarebbero disponibili per la sanità nel 2025 oltre al miliardo previsto dalla legge di Bilancio dello scorso anno, rimandando dunque al 2026 la disponibilità di quasi 3 miliardi.
Manovra 2025: i camici bianchi scioperano e scendono in piazza
"Non possiamo restare in silenzio dinanzi all’ennesima presa in giro del personale sanitario e dei cittadini, dinanzi alle giravolte del Ministero dell’Economia che vanificano gli sforzi del Ministero della Salute e al voltafaccia di coloro che lavorano per spingere il personale sanitario ad abbandonare la sanità pubblica". Con questa motivazione i sindacati Anaao Assomed, Cimo-Fesmed e Nursing Up, confermando la manifestazione del 20 Novembre, proclamano lo sciopero nazionale di 24 ore nella stessa giornata di medici, dirigenti sanitari, infermieri e professioni sanitarie ex legge 43/2006.
Perché i medici italiani fuggono all'estero?
Secondo Cimo-Fesmed alla base del fenomeno della migrazione all'estero dei medici italiani ci sono basse retribuzioni e pressione fiscale eccessiva. Pur rappresentando lo 0,2% dei contribuenti italiani, i medici dipendenti del Ssn versano il 2% dell’intero ammontare Irpef. Secondo Guido Quici, Presidente Cimo Fesmed, preso atto di tale realtà, è necessario aumentare le retribuzioni oppure prevedere agevolazioni fiscali.
Pronti alla fuga dal Servizio Sanitario Nazionale
Diventa sempre più difficile esercitare la professione di medico nel Ssn. A testimoniarlo è la protesta che accomuna i medici del territorio. Ma il quadro che affiora dal fronte dei medici ospedalieri è altrettanto peoccupante. Secondo i dati emersi da un recente sondaggio, promosso dalla Federazione Cimo-Fesmed, se da una parte il 72% dei medici partecipanti alla survey, potendo tornare ai tempi della fine del liceo, risceglierebbe la stessa professione, solo il 28% però continuerebbe a lavorare in una struttura pubblica come dipendente.
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