Conferenza Regioni

  • La riforma della medicina territoriale entra in una fase decisiva. Dopo il via libera della Presidenza del Consiglio, Ministero della Salute e Regioni sembrano convergere su una strategia condivisa: un provvedimento ''snello'' atto a centrare gli obiettivi del Pnrr: l'articolato punterebbe su obbligo di attività nelle CdC per i medici convenzionati e "doppio canale" con assunzioni mirate nelle aree carenti. Una strategia considerata pragmatica per mettere in sicurezza la scadenza di giugno, rinviando a un secondo momento i nodi strutturali su formazione e remunerazione.

  • Carenza di personale medico ed infermieristico, esternalizzazione con gravi ripercussioni sull’assistenza e sul clima lavorativo: sono queste le principali criticità dei Pronto ssoccorso su cui intervenire secondo quanto evidenziato nel documento di proposte presentate dalla Conferenza delle Regioni nell'audizione presso la XII  Commissione Affari sociali della Camera dei deputati.
  • È quanto sostiene lo Snami ricordando alla politica che i Mmg non sono i gestori del sistema sanitario e assistenziale. "Il sistema ha trovato il capro espiatorio ai propri reiterati fallimenti - ha dichiarato Angelo Testa segretario nazionale Snami a commento del documento presentato dalle Regioni sulla riforma delle cure territoriali - ed adesso vorrebbe sferrare l'assalto finale. Troverà la nostra opposizione e quella dei nostri pazienti".
  • “In sede di Conferenza Stato-Regioni è stato raggiunto un importante accordo di salvaguardia dei bilanci regionali, riconoscendo, per una quota allo stato parziale, lo sforzo profuso dai sistemi sanitari territoriali nel reagire prontamente alla pandemia con tutti i mezzi a disposizione”. Ne dà notizia il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome Massimiliano Fedriga.
  • "Con l'approvazione della ripartizione del Fsn - ha dichiarato il presidente dell'Ordine dei Medici Filippo Anelli -  la presidenza della Conferenza delle Regioni, di Massimiliano Fedriga inizia sotto i migliori auspici". Ma per Anelli sarebbe il caso ora di convocare al più presto il Tavolo di confronto permanente, istituito nel 2018 tra la Conferenza delle Regioni e la FNOMCeO, per rivederne gli obiettivi e i contenuti: "I medici ci sono, e sono pronti a dare il loro contributo".
  • EvdManca personale per Case e Ospedali di Comunità e per l’Adi e le risorse non bastano. Questi sono alcuni punti critici portati all'attenzione da Marco Alparone, Coordinatore della Commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome durante l'audizione congiunta delle Commissioni Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei deputati e Commissioni Politiche dell'Unione europea e Programmazione economica, bilancio del Senato sullo stato di attuazione del Pnrr in merito alla Mission 6 e Mission 4 che coinvolgono direttamente le Regioni.
  • "Il cambiamento dello status giuridico della medicina generale non risolve il tema dell’appropriatezza né il problema delle liste d'attesa". Il segretario generale della Fimmg, Silvestro Scotti, è intervenuto con parole dure nella polemica sulla riforma della medicina generale tra Ministero della Salute e Conferenza delle Regioni: "La Medicina generale è stufa di essere l’alibi delle Regioni, ed anzi, ritrova nel ministro Schillaci l’unico interlocutore che finora abbia mostrato coerenza tra le discussioni avviate e le azioni messe in campo".
  • EvdPreoccupa il recente documento, presentato dalle Regioni al Ministro della Salute e al Ministro dell’Economia, in cui si 'preannuncia il fallimento della sanità pubblica se non ci saranno ulteriori risorse per il comparto'.  "Sono anni che sosteniamo la necessità di aumentare i finanziamenti da destinare alla sanità, se si intende mantenere il Ssn pubblico e universalistico – ha  dichiarato Guido Quici, Presidente della Federazione Cimo-Fesmed - ma senza un intervento sulla composizione del Fondo Sanitario Nazionale, il finanziamento non sarà mai sufficiente".
  • La richiesta di ritiro del Ddl "Riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza sanitaria territoriale e ospedaliera", avanzata dalla Conferenza delle Regioni, riaccende il dibattito sulla riforma della Medicina generale. Tra delega sul Ssn, tavoli tecnici e riorganizzazione delle Case di Comunità, il quadro normativo rischia però di apparire confuso anche agli addetti ai lavori. Si tratta, di fatto, di un’unica grande partita sulla sanità territoriale, articolata su più tavoli politici e tecnici che procedono in parallelo, ma con tempi non sempre allineati. 

    Anna Sgritto