Ddl

  • A dare il via a tale la proposta una petizione lanciata su Change.org da un medico campano. Nel frattempo Fratelli d'Italia in Senato presenta un Ddl, che prevede "la sospensione della gratuità di accesso alle cure programmate e di elezione per tre anni per chi aggredisce il personale sanitario o commetta reati contro il patrimonio sanitario". Fimmg valuta tale iniziativa "interessante per la deterrenza di aggressioni minori" ma per quelle 'maggiori' chiede il fermo immediato e l'arresto dei responsabili. Tra gli scettici verso la Daspo c'è la Simeu (Società italiana medicina dell'emergenza urgenza). E intanto Smi chiede un incontro con i Ministri Schillaci e Piantedosi.
  • Sparita, dal testo approvato dal Senato e ora al vaglio della Camera dei deputati la competenza esclusiva dei medici su diagnosi, prognosi e terapia. "Uniformare le professioni sanitarie verso la diagnosi e la terapia - commenta Guido Quici, presidente della Federazione Cimo-Fesmed- serve solo ad aumentare quell’anarchia che oggi vige in numerosi settori della sanità: non risolve senz’altro la carenza di personale, non consente di chiarire chi debba fare cosa e, soprattutto, mette a repentaglio la sicurezza delle cure".
  • Facilitazione dei percorsi per i piani terapeutici; regole uniche per le Farmacie dei servizi al fine di assicurare l’uguaglianza nell’accesso alle cure dei cittadini, la qualità e l’appropriatezza delle prestazioni; autocertificazione di malattia per le assenze dal lavoro per i periodi brevi. Sono questi i tre punti sui quali si è focalizzata la recente audizione del presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato, sul Ddl “Semplificazioni”.
  • Davanti alla decima Commissione del Senato la Fondazione Gimbe ha lanciato un forte monito sul nuovo DdL delega per la riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale. Per i medici impegnati nelle cure primarie, il quadro che emerge è quello di una riforma ambiziosa nelle premesse, ma potenzialmente paralizzante nell'esecuzione, caratterizzata da un’allarmante carenza di risorse e da una visione che rischia di marginalizzare ulteriormente il territorio. La prevenzione è assente dal testo e si rischia una deriva "ospedalo-centrica" a favore del privato. Il riordino senza investimenti strutturali minaccia di paralizzare l'assistenza primaria e rendere inesigibili i Lea.