Ddl Calderoli

  • EvdPer molti lo è, infatti l'accelerazione dell'approvazione del Ddl Calderoli, come ha dichiarato il presidente della FNOMCeO, preoccupa il mondo medico e sanitario. A rischio sarebbe l'universalità nella tutela del diritto alla salute. Per Smi non sarà più garantita l'esigibilità dei diritti e l'accesso alle prestazioni sociali e sanitarie  in modo uniforme in tutto il Paese. Per la Fondazione Gimbe l'approvazione del Ddl legittimerà la frattura ormai strutturale tra i sistemi sanitari tra Nord e Sud, motivo per cui chiede che la tutela della salute debba essere espunta dalle materie su cui le Regioni possono richiedere maggiori autonomie.
  • Emilia Romagna, Campania, Puglia, Toscana e Sardegna pronte a dare battaglia alla riforma Calderoli. Le cinque Regioni, governate dal centro-sinistra, hanno definito una roadmap per contrastare la legge ed entro la fine del mese di luglio dovrebbero formalizzare la richiesta di referendum contro la normativa. Intanto il testo del quesito referendario per l'abrogazione della legge è stato presentato in Cassazione dai rappresentanti di 34 sigle fra partiti, sindacati e associazioni.
  • Il presidente della Regione Campania in merito al Ddl Calderoli accetta la sfida dell'efficienza lanciata dal presidente del Veneto Luca Zaia, ma precisa che la Campania nel riparto del Fsn "viene derubata di 200 milioni di euro". Zaia gli ricorda che: "I fondi della sanità sono divisi al centesimo tra le regioni secondo parametri stabiliti e sottolinea come: "Non sia corretto dire che se le cose vanno male in qualche regione è colpa delle regioni dove le cose vanno bene".
  • EvdI dati del Ministero della Salute sull’esigibilità dei Lea, oltre a segnare un peggioramento complessivo rispetto al 2021, nel 2022 confermano il gap tra Nord e Sud del Paese: solo 13 Regioni rispettano gli standard essenziali di cura. Al Sud le uniche regioni 'promosse' sono Puglia e Basilicata. "La frattura strutturale tra Nord e Sud non solo non accenna a ridursi, ma addirittura si amplia - ha commentato Nino Cartabellotta - presidente della Fondazione Gimbe - senza definire, finanziare e garantire i Lep anche in sanità, con la legge Calderoli, la maggiore autonomia in questo comparto legittimerà normativamente questa frattura, compromettendo l’uguaglianza dei cittadini di fronte al diritto costituzionale alla tutela della salute".
  • "L'autonomia differenziata potrebbe aumentare le disequità nelle cure per i pazienti oncologici. Temiamo che l’inasprimento del regionalismo sanitario - ha dichiarato il presidente dell'Aiom Francesco Perrone -  riduca l’assistenza a semplice prestazione. Con la possibile concorrenza anche fra strutture pubbliche, è inevitabile l’aumento delle differenze territoriali”.
  • La FNOMCeO chiede di rivedere la nuova bozza del Ddl Calderoli, perché "prima di partire con l’autonomia vanno colmate le disuguaglianze di salute". Anche l'Unione Medici Italiani si schiera, sottolineando, in una nota stampa, che il testo proposto ha bisogno di correttivi soprattutto per evitare la deviazione verso il cosiddetto 'centralismo regionale'.