Decreto

  • Malgrado le dichiarazioni del Ministro della Salute sull'impegno del governo a "lavorare, in sede di conversione del decreto, ad una protezione legale per il personale sanitario impegnato nell’emergenza che vada oltre la semplice norma approvata in Consiglio dei Ministri che riguarda le vaccinazioni", i rappresentanti delle categorie professionali della sanità, ad eccezione del Sindacato dei Medici Italiani, esprimono delusione per il Decreto Legge sulle misure urgenti per il contenimento dell’epidemia nella parte inerente alla responsabilità sanitaria da somministrazione del vaccino anti Covid.
  • Reazione durissima dei sindacati di categoria allo schema di riordino territoriale: Fimmg parla di distruzione del rapporto fiduciario con il cittadino e Fmt della fine del medico di famiglia. Entrambi i sindacati bocciano compattamente un provvedimento ritenuto inattuabile e pericoloso, denunciando come il "doppio canale" tra convenzione e dipendenza finirà per svuotare gli studi medici, allontanare definitivamente i giovani professionisti e cancellare la capillarità dell'assistenza, specialmente nelle zone più fragili del Paese.
  • Lo schema di decreto, elaborato dal Dicastero della Salute, per il riordino del territorio introduce un sistema a "doppio binario" per rendere operative le CdC. Per i medici di medicina generale prevede accanto alla Convenzione riformata con remunerazione a obiettivi (ipotesi 120€/assistito), la dipendenza selettiva. Quest'ultima sarà su base volontaria e limitata a funzioni strutturate come il coordinamento delle CdC Hub e Spoke.Un cambio di paradigma che sposta il focus dal rapporto individuale alla funzione territoriale organizzata.
  • In merito al Decreto Schillaci, Snami e Smi convergono sul doppio canale, ma pongono condizioni tassative per l'ipotesi della dipendenza. I sindacati aprono al supporto infermieristico e all'evoluzione del compenso oltre la quota capitaria, a patto di garantire l'equipollenza dei titoli, risorse certe per l'organizzazione degli studi e una drastica deburocratizzazione per salvare il rapporto di cura.

  • Il Ministero della Salute accelera sul riordino della medicina territoriale per centrare gli obiettivi del Pnrr. Il passaggio dalle linee programmatiche alla presentazione di una bozza di articolato completo segna la svolta. Il nuovo modello a "doppio canale" impone una scelta di campo: dopo l’approvazione della convenzione riformata, i medici di medicina generale avranno sei mesi per decidere tra il nuovo regime convenzionale e il passaggio alla dipendenza.
  • Mentre i dati Ocse 2025 indicano l'Italia come modello di efficienza nell'assistenza territoriale, la Fimmg dichiara lo stato d'agitazione e avverte: senza il coinvolgimento dei medici di famiglia, il riordino delle cure primarie voluto dal Governo è destinato al fallimento. Nel mirino non c'è solo l'assenza di confronto, ma il paradosso di voler smantellare l'unico pilastro che oggi garantisce i bassi tassi di ricovero nazionali e la presa in carico nelle aree interne.
  • Il sindacato convoca d’urgenza il Comitato nazionale, contesta ogni tentativo di accelerare il processo riformatore senza una reale concertazione con la categoria e respinge ogni ipotesi di trasformazione dei medici di famiglia in dipendenti del Ssn. Sotto accusa i carichi burocratici e i modelli organizzativi ritenuti incompatibili con il rapporto fiduciario tra medico e paziente.