MD-Digital
Digitalizzazione
Costruire una sanità digitale dal volto umano
Rendere 'umana' la digitalizzazione del nostro Ssn, "promuovendone il rilancio in quanto bene comune, rimettendo al centro la dignità della persona, tanto del paziente quanto dei professionisti sanitari". Questo è quanto ha sottolineato Dario Sacchini, professore di Bioetica all’Università Cattolica e Presidente di Altems Advisory durante la giornata di studio "Digitalizzazione Umana: Dati, economia ed etica per una visione futura del Ssn", svoltasi di recente a Roma, che ha rappresentato un primo momento di confronto a livello nazionale su tale tematica.
Dati sanitari, la FNOMCeO chiede regole certe
La digitalizzazione e la produzione di dati, soprattutto di quelli sanitari, necessitano di una regolamentazione che riesca a favorire l’innovazione, senza violare la riservatezza dei dati personali. Questo è quanto, in sintensi, ha precisato la FNOMCeO nell'audizione presso la XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati sulla raccolta e l’utilizzo dei dati sanitari. A tal fine, la Federazione dei Medici sostiene anche l’utilizzo di tecniche di intelligenza artificiale e dice sì all'istituzione di un’Agenzia Sanitaria per la Salute Digitale.
Digital health: cure accessibili e pazienti al centro
La digitalizzazione del Ssn legata al Pnrr rischia di creare nuove barriere per le fasce più fragili. Per monitorare il processo e garantire un'innovazione equa, Salutequità in collaborazione con Ucb Pharma, ha lanciato il Dhel (Digital health equity lab), puntando a evitare un sistema sanitario a più velocità.
Pnrr e sanità: l’Italia delle opere murarie corre, quella digitale arranca
La Corte dei Conti promuove l'avanzamento infrastrutturale delle Case di Comunità, con target edilizi ampiamente rispettati. Resta però il nodo della digitalizzazione: i ritardi tecnologici e le difficoltà nella telemedicina rischiano di isolare il territorio, frenando la reale integrazione con gli ospedali. Per i Mmg, questo significa il rischio concreto di trovarsi a operare in presidi moderni ma privi di quel dialogo informatico fluido con le aziende ospedaliere, rendendo difficile la gestione integrata dei pazienti cronici e fragili.
Sanità digitale: il rischio di un nuovo divario sociale
L'evoluzione tecnologica del Servizio sanitario nazionale corre il rischio di lasciare indietro chi ha più bisogno di cure. È quanto emerge da una vasta revisione sistematica condotta dall’Oms Europa in collaborazione con il Public health Wales, che ha passato in rassegna 154 studi pubblicati nell'ultimo decennio. Il dato è inequivocabile: la digitalizzazione, se non governata con criteri di equità, rischia di accentuare le disuguaglianze esistenti invece di colmarle.
Sanità italiana: prospettive e vincoli
Il recente documento dell'Ocse "Latest health spending trends and outlook" evidenzia per l'Italia una stabilizzazione della spesa sanitaria al 6,4% del Pil, riportando il finanziamento ai livelli pre-pandemici. In un quadro di rigido consolidamento fiscale e risorse inferiori alla media internazionale, la sostenibilità del Ssn e la garanzia dei Lea dipenderanno da guadagni di efficienza e da una decisa spinta sulla trasformazione digitale.
Sanità: la rivoluzione digitale passa dal Fse 2.0
Semplificazione, completezza delle informazioni sanitarie, sicurezza dei dati sono i punti di forza del Fascicolo sanitario elettronico (Fse) cuore della trasformazione digitale della sanità italiana presentati a Roma nell’ambito di un convegno dedicato. Entro la fine del 2024 attraverso il Fse sarà possibile: pagare i ticket; scegliere e revocare il Mmg; prenotare le visite o gli esami e consultare i referti delle indagini diagnostiche. Ma “già oggi i cittadini - ha spiegato il sottosegretario all’innovazione di Palazzo Chigi Alessio Butti - potranno verificare il cantiere di evoluzione e implementazione del Fascicolo che esiste in tante Regione ma noi vogliamo renderlo interoperabile. Un soggetto di comunicazione sanitaria omogenea sul territorio”.
Sì alla transizione digitale in sanità, ma a patto che...
In occasione del Digital Health Forum, svoltosi a Roma, il segretario generale della Fimmg ha evidenziato la necessità che tale processo, per essere efficace, non può che essere condiviso con i professionisti del settore, “impegnati a garantire il rispetto dei Lea e un’assistenza di prossimità che sia sempre più capillare ed efficiente". Purtroppo ad oggi - precisa - in alcune Regioni tale processo viene considerato solo dal punto di vista tecnico, con un automatismo che svilisce la professionalità dei medici".