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Dipendenza
I medici di medicina generale vanno tutelati, non danneggiati
Questo è il monito di Pina Onotri, segretario nazionale Smi. Per Onotri le proposte di riforma dell'assistenza territoriale, da quella di Forza Italia o da quella scaturita dallo studio commissionato alla Mercer da Fimmg, non solo hanno un 'vizio di forma', ma fanno 'i conti senza l'oste'. Da un sondaggio lanciato dal sindacato emergerebbe infatti che la declinazione del ruolo unico in 20 ore nel proprio studio più 18 ore nelle Case di Comunità vedrebbe il 44% dei Mmg pronto alle dimissioni, mentre il 53% sarebbe contrario, ma costretto a lavorare, il solo il 3% si dichiara favorevole.
Inascoltati dal Ministro della Salute i medici scrivono alle Regioni
Un gruppo di medici di medicina generale, provenienti da diverse regioni e province italiane, ripropongono, attraverso una lettera aperta al presidente della Conferenza delle Regioni, dubbi, perplessità e criticità inerenti all’attuale impostazione del progetto di riforma delle Cure Primarie, evidenziati in precedenza in una missiva inviata al Ministro delle Salute, da cui non hanno avuto nessuna risposta. In primis precisano di avere moltissime riserve su quella che viene definita una riforma epocale per il riassetto delle Cure Primarie che di fatto, per essere tale, si sarebbe dovuta inserire in un rinnovato Ssn, declinato con nuovi paradigmi. Ma non è stato così.
L'ipotesi della dipendenza dei Mmg è un enorme abbaglio
A pensarla così Alessandro Dabbene, vice segretario nazionale Fimmg. In una dichiarazione, rilasciata al Messaggero, ha precisato che non essere all'interno di una organizzazione come quella ospedaliera consente ai medici di famiglia di avere un rapporto più prossimo, nei circa 40mila studi presenti in Italia. "Con un rapporto di dipendenza - precisa - dovremmo andare a lavorare in centri concentrati, il che vorrebbe dire allontanare la figura del medico dal paziente. Non è un caso se sono più gli ospedalieri, che i medici di medicina generale, a decidere di abbandonare il pubblico per andare a fare i gettonisti".
Movimento Mmg per la Dirigenza: una voce fuori dal coro
Il confronto sulla riforma della Medicina generale si arricchisce di una nuova iniziativa. Il Movimento medici di medicina generale per la Dirigenza lancia una campagna rivolta a Governo, Parlamento e Regioni per chiedere una revisione strutturale delle Cure primarie basata su Specializzazione universitaria e doppio canale volontario tra convenzione e dipendenza nel Ssn. Una posizione in netta controtendenza rispetto a quella delle principali sigle sindacali della categoria impegnate nel confronto con Ministero della Salute e Regioni sul futuro dell’assistenza territoriale.
Passaggio alla dipendenza dei Mmg? Ora c'è un Position Paper
Mentre continua il dibattito sulla tipologia di contratto di lavoro che i Mmg dovrebbero intrattenere con il Ssn alla luce del cambiamento previsto dal Pnrr, il “Movimento Mmg per la Dirigenza”, a favore del passaggio alla dipendenza dal Ssn dei medici di medicina generale, presenta il suo 'Documento di Posizione' con lo scopo di fare conoscere agli addetti ai lavori, all’opinione pubblica e alla stampa l’esistenza di una parte riformatrice della Medicina Generale, sotto traccia, che auspica il superamento dell'attuale modello del sistema delle cure territoriali affidate a liberi professionisti convenzionati.
Passaggio alla dipendenza per i Mmg? Bisogna cambiare la legge
A legislazione vigente mancano i presupposti giuridici ed economici per cambiare la natura del rapporto di lavoro dei medici di medicina generale. A sottolineare ciò, in una missiva inviata alla nostra redazione, è Mauro Marin Mmg ed ex Direttore Distretto Sanitario e Dipartimento Cure Primarie di Pordenone. Marin sottolinea che secondo la sentenza n.149/2010 della Corte Costituzionale, nel rispetto dei principi disposti dall’art. 97 della Costituzione, dal D.Lgs 502/92 e dal D. Lgs 165/2001, la trasformazione del rapporto di lavoro convenzionato dei Mmg in rapporto di lavoro dipendente pubblico a tempo indeterminato non è consentita in assenza di superamento di un pubblico concorso e in assenza del requisito ineludibile del possesso di una specializzazione universitaria attinente al ruolo.
Riforma Mmg: scatta il conto alla rovescia
Il Ministero della Salute accelera sul riordino della medicina territoriale per centrare gli obiettivi del Pnrr. Il passaggio dalle linee programmatiche alla presentazione di una bozza di articolato completo segna la svolta. Il nuovo modello a "doppio canale" impone una scelta di campo: dopo l’approvazione della convenzione riformata, i medici di medicina generale avranno sei mesi per decidere tra il nuovo regime convenzionale e il passaggio alla dipendenza.