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DM 77
Gli studi dei medici di famiglia sono i 'raggi' delle Case di Comunità
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del 23 maggio 2022, n. 77 si dà attuazione alla definizione dei modelli e degli standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Ssn. Al centro c'è il distretto in cui le Case di Comunità avranno un ruolo fondamentale per l'assistenza h24. Gli studi dei Mmg, collegati in rete, saranno gli spoke delle Case di Comunità e dovranno garantire aperture di 12 ore sei giorni su sette. “Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto di riforma dell’assistenza territoriale - ha scritto sulla sua pagina facebook il Ministro della Salute - tutti gli obiettivi del Pnrr Salute, in scadenza il 30 giugno, sono stati conseguiti. Ora possiamo investire risorse senza precedenti per rafforzare il nostro Servizio Sanitario Nazionale”.
Medicina generale, nasce il fronte pro Dm 77
Simccp, Movimento Mmg per la Dirigenza, Movimento Giotto e Alleanza per la Riforma delle Cure Primarie hanno incontrato il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè per sostenere il riordino della medicina territoriale. Al centro Case di Comunità, formazione universitaria e nuovo ruolo dei medici di famiglia nel Ssn, mentre si intensifica il confronto con i sindacati di categoria contrari alla riforma.
Medicina generale: Smi scende in piazza contro la riforma
Manifestazione nazionale davanti al Ministero della Salute contro la riforma delle cure primarie. Medici provenienti da tutta Italia contestano ruolo unico, retribuzione per obiettivi e nuove regole per le Case di Comunità. "Non permetteremo che venga smantellata la Medicina generale. Se non saremo ascoltati chiuderemo gli ambulatori" ha dichiarato Pina Onotri segretaria generale del Sindacato medici italiani.
Un futuro a tinte fosche per Mmg e cittadini
Continuano a piovere critiche sulla definizione dei modelli e degli standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Ssn (DM77 fino ad oggi denominato DM 71) pubblicata di recente in Gazzetta Ufficiale. Dallo Snami alla Fismu, che chiede una mobilitazione per una battaglia unitaria, fino alla Fimmg, la valutazione non è certo lusinghiera. C'è chi definisce tale progetto pachidermico e calato dall'alto, chi lo descrive come un contenitore vuoto, una porta di ingresso alla privatizzazione delle cure primarie con la scusa della medicina di prossimità. Ma non tutto è perduto, la Fismu ricorda che: “Ora la palla passa alle Regioni e i sindacati non si tireranno indietro ed eserciteranno il loro ruolo: proporre, criticare, cercare la soluzione migliore, viste le scelte fatte".