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Blackout comunicativo tra ospedale e territorio? La parola ai medici di famiglia
I medici di medicina generale non ci stanno ad essere additati come i responsabili della mancata trasmissione di dati e dell'integrazione tra ospedale e territorio nonché del crescente numero di ricoveri impropri. La risposta dello Snami ai risultati dell'indagine presentata da Fadoi è molto dura mentre Assimefac, pur rispedendo al mittente le imputazioni, si dice disponibile a stabilire un incontro di lavoro da cui scaturisca un decalogo comportamentale volto a una migliore reciproca collaborazione sotto l’egida della Fism, la Federazione delle Società Medico-Scientifiche Italiane a cui Assimefac e Fadoi sono affiliate.
I medici di famiglia promuovono la Scheda Nefrologica
Messa a punto da un board multidisciplinare, la Scheda Nefrologica, dopo sei mesi di utilizzo, viene promossa dai Mmg italiani. Per il 90% riesce ad agevolare il lavoro clinico e il 25% ammette di usarla più volte la settimana. Inoltre permette di "discernere da quei casi che non richiedono l’assistenza di un nefrologo, contribuendo a snellire l’assalto ai reparti specialistici". Sono questi le principali evidenze emerse da un’indagine che rientra nel progetto KAN (Kidney Anemia Network), ideato e gestito da ISHEO, che ha visto la collaborazione scientifica di FADOI.
Il pensiero dominante dei medici italiani? La pensione
Secondo la survey della Federazione internisti ospedalieri (Fadoi) il 46% dei medici pensa alla pensione anticipata e il 38,7% dei non pensionabili di lasciare la sanità pubblica mentre uno su dieci vuole cambiare mestiere. Ma circa il 70% degli ospedalieri vede ancora nel Ssn un baluardo del diritto alla salute e mette le ragioni assistenziali davanti a quelle economiche.
Inchiesta Covid: "Siamo tutti colpevoli"
È quanto dichiarano in una nota il presidente della Fadoi, la società scientifica della Medicina Interna, Francesco Dentali e il Presidente della Fondazione Fadoi Dario Manfellotto in merito alle conclusioni dell’inchiesta sui primi mesi di pandemia della Procura di Bergamo. "Noi tutti, non solo i decisori - precisano - abbiamo agito in base a quel che scienza, coscienza e conoscenza fornivano in quei momenti drammatici”. Una posizione condivisa dalle varie categorie del comparto sanitario.
L'abnegazione dei medici salva la chiusura degli ospedali in estate
La Fadoi, attraverso una survey, fornisce un quadro impietoso degli ospedali italiani nel periodo estivo, quando le ferie rendono insostenibili i vuoti in pianta organica che tra giugno e settembre diventano insostenibili, visto che circa un terzo dei camici bianchi va in ferie. La carenza di personale è tale che quasi la metà dei medici, per non portare al collasso i nosocomi si vede costretta a aumentare i carichi di lavoro e la metà salta i turni di riposo settimanali.
Medici e infermieri, oltre la metà colpiti da burnout
La sindrome da burnout colpisce il 52% dei medici e il 45% degli infermieri che prestano la loro opera nei reparti ospedalieri di medicina interna che, da soli, assorbono un quinto di tutti i ricoveri in Italia. Quasi il 50% di medici e infermieri in burnout pensa di licenziarsi entro l'anno. Questo quanto risulta dalla survey condotta da Fadoi, la Federazione dei medici internisti ospedalieri, su un campione di oltre duemila professionisti sanitari, presentata a Milano al 28esimo Congresso Nazionale della Federazione.
Ricoveri impropri, Fadoi denuncia: tra ospedali e territorio non c'è comunicazione
Secondo un'indagine della Fadoi, presentata a Rimini nel 29° Congresso nazionale, in media tre ricoveri su 10 si sarebbero potuti evitare con una migliore presa in carico dei pazienti da parte dei servizi territoriali. Dei pazienti ricoverati, in otto casi su dieci, non si hanno informazioni complete sullo stato di salute poiché il Fascicolo sanitario elettronico risulta aggiornato appena una volta su cinque.
“Bisogna mettere in sicurezza la sanità pubblica”
Questo è l’appello lanciato dal presidente della Fadoi, Dario Manfellotto e dal presidente della Simi, Giorgio Sesti. Le due società scientifiche hanno stilato un elenco delle principali azioni che la politica dovrebbere intraprendere per arginare il rischio della scomparsa del Ssn in cui si sottolinea la necessità di nuovi investimenti e risorse: "Il Ssn ha ancora un estremo bisogno di risorse e riforme per fermare il suo declino. Per questo occorre incrementare il Fondo sanitario e affrontare la carenza di personale".