Federazione Cimo-Fesmed

  • Il fronte sindacale della dirigenza medica si compatta e alza la voce. Dopo la firma del contratto del comparto sanità, Anaao Assomed e Cimo-Fesmed chiedono con urgenza l’apertura delle trattative per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale 2022–2024 e l’avvio contestuale del tavolo per il triennio 2025–2027. “Le attese devono finire qui”, dichiara il segretario nazionale di Anaao Assomed, Pierino Di Silverio. “Non ci sono più alibi. Le Regioni emanino subito l’atto di indirizzo o saremo costretti a proclamare lo stato di agitazione.
  • In vista dell’Atto di indirizzo per il rinnovo contrattuale degli ospedalieri, il presidente Cimo-Fesmed lancia un avvertimento: nessun arretramento sulle tutele conquistate. Un passo indietro sarebbe vissuto dai medici come una provocazione e potrebbe accelerare l’uscita dal Ssn. Sul fronte economico, il sindacato denuncia risorse insufficienti e disparità di trattamento rispetto agli altri dipendenti pubblici.
  • Intervenire sulla depenalizzazione dell’atto medico, eliminare il tetto di spesa e valorizzare l’indennità di specificità medica e sanitaria. Sono questi, secondo il sindacato di categoria Federazione Cimo-Fesmed, i tre punti nodali che potrebbero rendere il lavoro nella sanità pubblica nuovamente attrattivo sia per i medici sia per i tanti professionisti che sono tentati di abbandonare il pubblico per lavorare nel privato o all’estero.
  • “Nessuno pensi di continuare a fare cassa sulla pelle del Servizio Sanitario Nazionale e dei suoi professionisti”. Non usano mezzi termini Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao Assomed, Guido Quici presidente nazionale Cimo-Fesmed e Antonio De Palma, Presidente Nursing Up che serrano le fila dei medici, dirigenti sanitari, infermieri e professioni sanitarie ex legge 43/2006, affinché al Governo arrivino chiare le loro istanze.
  • La prossima stagione influenzale si prospetta tra le più complesse degli ultimi anni, con la co-circolazione di virus influenzali, Sars-CoV-2 e virus respiratorio sinciziale. Gli esperti Matteo Bassetti e Fabrizio Pregliasco lanciano l’allarme, mentre Fimmg e Cimo-Fesmed sollecitano investimenti urgenti su personale, organizzazione e campagne vaccinali. Il decreto ministeriale punta a una copertura minima del 75% tra le fasce a rischio, ma l’onere operativo rischia di gravare ancora una volta sulla medicina di famiglia.
  • EvdGuido Quici, presidente della Federazione Cimo-Fesmed, sindacato dei medici ospedalieri, ha espresso una serie di perplessità sulla eventuale futura dipendenza dei medici di medicina generale. In particolare teme che questo cambiamento possa influire sulle dinamiche lavorative, sulle risorse disponibili poiché la transizione potrebbe richiedere una riorganizzazione dei servizi sanitari, con la necessità di coordinare meglio l'assistenza tra medici di famiglia e specialisti. Questo richiederebbe nuovi protocolli e una maggiore collaborazione, che potrebbero non essere facili da implementare.