MD-Digital
Fondazione Gimbe
A rischio qualità delle cure e tenuta dei conti delle Regioni
A sottolineare ciò è il presidente della Fondazione Gimbe che tiene a precisare: "Dalla nostra analisi del testo della Manovra in merito ai finanziamenti previsti per la sanità, non emerge alcun potenziamento strutturale del Ssn, ma solo il tentativo di risolvere, peraltro in maniera insufficiente e inadeguata, le criticità contingenti". Dei 3 miliardi in più previsti per il 2024, 2,4 miliardi serviranno per il rinnovo dei contratti del personale sanitario e i restanti 600 milioni sono insufficienti a finanziare tutte le altre misure.
L'impatto della pandemia sui Lea
Con la pandemia l'applicazione dei Lea è peggiorata in tutte le Regioni e il divario tra Nord e Sud è aumentato. A sottolinearlo è la Fondazione Gimbe che, partendo dal "Monitoraggio dei Lea con il Nuovo Sistema di Garanzia”, pubblicato dal Ministero della Salute, ha effettuato alcune analisi per confrontare la resilienza dei servizi sanitari regionali e valutare le differenze tra le Regioni del Nord, colpite con violenza dalla prima ondata e quelle del Sud, di fatto risparmiate da tale impatto, grazie al prolungato lockdown della primavera 2020.
"Rischiamo di dover inseguire SARS-CoV-2 per il terzo inverno"
L'avvertimento è di Nino Cartabellotta presidente della Fondazione Gimbe che, in occasione del Forum Sistema Salute svoltosi a Firenze, interviene anche sulla pandemia: "In 10 giorni 1.600 pazienti Covid in più. Il Sistema Sanitario è più in difficoltà che nel 2019". Già in precedenza Cartabellotta, nella presentazione del monitoraggio della Fondazione, relativo alla settimana 28 settembre al 4 ottobre, in cui si evidenzia un netto aumento dei nuovi casi Covid, aveva posto l'attenzione su tale questione chiedendo al ministro della Salute uscente di pubblicare subito il piano di gestione pandemica per l’autunno-inverno.
A tre mesi dal traguardo: la riforma territoriale reggerà?
In vista della deadline del 30 giugno 2026, i dati Agenas e della Fondazione Gimbe evidenziano un sistema territoriale a due velocità: l’assistenza domiciliare supera i target, mentre Case della Comunità, Ospedali di Comunità e Fascicolo sanitario elettronico restano incompiuti. Per i Mmg si profila il rischio di lavorare in un contesto privo di adeguato supporto organizzativo, professionale e tecnologico. Senza un’accelerazione su reclutamento, integrazione professionale e fiducia dei cittadini, la sanità di prossimità rischia di restare un progetto sulla carta, più vicino a un adempimento burocratico che a una reale trasformazione del Ssn.
Assistenza sanitaria e tempi di attesa: la babele regionale
Secondo un’analisi della Fondazione Gimbe, presentata a Bari in occasione del Forum Mediterraneo Sanità, sono notevoli le differenze tra le Regioni nella rendicontazione dei tempi di attesa sulle prestazioni ambulatoriali. Soltanto sei svettano per la trasparenza e completezza delle informazioni. La Puglia è l’unica Regione 'promossa' nel Mezzogiorno. Per Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, si tratta del sintomo più grave ed evidente della crisi organizzativa e professionale del Ssn.
Carenza medici di famiglia: è allarme rosso
L'analisi della Fondazione Gimbe sull'entità della carenza attuale e futura dei Mmg nelle Regioni italiane delinea uno scenario inquietante. Attualmente mancano 3.100 medici di famiglia e la situazione è destinata a peggiorare nel 2026. "Oltre alle carenze già esistenti - avverte il presidente della Fondazione Nino Cartabellotta - le proiezioni indicano, in particolare per le Regioni del Sud, un ulteriore calo dei Mmg nei prossimi anni. Una 'desertificazione' che lascerà scoperte milioni di persone".
Carenza Mmg, Gimbe rilancia l’allarme
Secondo l’analisi della Fondazione Gimbe, in Italia mancano quasi 2.900 Mmg ed entro il 2025 ne perderemo oltre 3.400. Le previsioni mostrano che la perdita negli anni sarà progressiva. Una “desertificazione” che lascerà scoperte milioni di persone con conseguenze sempre più rilevanti per la salute della popolazione. Per il presidente della Fondazione Gimbe, l’aumento dell’età pensionabile, deciso dal Governo, e del numero di assistiti, attuato dalle Regioni, in questo quadro, "sono solo soluzioni tampone".
Casi Covid in calo, ma sono destinati ad aumentare
Questo è l’avvertimento del presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, a commento dei dati del monitoraggio settimanale della Fondazione ( 24-30 agosto 2022) che registrano un calo dei nuovi casi. A preoccupare però è la ripresa delle attività lavorative, la riapertura delle scuole, la maggiore frequentazione dei luoghi chiusi, la decadenza dell’obbligo di mascherina sui mezzi pubblici dal 30 settembre e la riduzione del periodo di isolamento. “Con la stagione autunnale - dichiara Cartabellotta - è necessario accelerare al massimo la vaccinazione di over 60 e fragili”.
Con i soldi del Pnrr si rischia di finanziare solo un costoso lifting del Ssn
È quanto ha ribadito il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nel suo intervento all’Assemblea annuale Federmanager Roma. Un rischio insito nelle contraddizioni del nostro Ssn che attualmente “garantisce una 'salute diseguale' a livello territoriale che influisce anche sulla riduzione degli anni di vita". Motivo per cui, per il presidente della Fondazione Gimbe, è necessario effettuare "coraggiose riforme di sistema, una rigorosa governance delle regioni e investimenti vincolati per il personale sanitario".
Con l'autonomia differenziata a Sud la sanità tracolla e peggiora anche quella del Nord
Questi i rischi che si evincono dal Report sul Ddl Calderoli, pubblicato dalla Fondazione Gimbe, che ha analizzato il potenziale impatto sul Ssn delle maggiori autonomie richieste dalle Regioni in materia di 'tutela della salute': le Regioni del Centro-Sud saranno sempre più dipendenti da quelle del Nord, che a loro volta rischiano paradossalmente di peggiorare la qualità dell’assistenza sanitaria per i propri residenti. Per Gimbe la soluzione per ovviare a tutto ciò è espungere la tutela della salute dalle materie su cui le Regioni possono richiedere maggiori autonomie.
Contagi Covid, gli avvertimenti della Fondazione Gimbe
“A metà luglio - precisa il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta - dopo il raggiungimento del picco è iniziata la discesa dei nuovi contagi, che tuttavia potrebbe essere più lenta del previsto a causa del numero molto elevato di casi non noti alle statistiche ufficiali i quali rappresentano un moltiplicatore dei contagi. Inoltre, malgrado crescano le somministrazioni delle quarte dosi, le coperture restano molto basse e persistono inaccettabili differenze regionali”.
Coronavirus, si svuotano gli ospedali e calano i decessi
Il monitoraggio della Fondazione Gimbe conferma, nella settimana 26 maggio-1 giugno, la riduzione di nuovi casi e decessi. Per quanto concerne i vaccini nel 2° semestre Gimbe rileva che siamo sotto di almeno 15 milioni dosi e 3,3 milioni di over 60 sono ancora senza copertura. Per garantire l’irreversibilità delle riaperture, la Fondazione propone di incentivare le regioni a riprendere il tracciamento, a potenziare il sequenziamento per monitorare varianti, a gestire tempestivamente eventuali focolai, ad attuare nuove strategie per anziani non ancora vaccinati.
Coronavirus, sono in stallo i richiami vaccinali per anziani e fragili
A evidenziare ciò è la Fondazione Gimbe che ha valutato l’avanzamento delle coperture vaccinali relative a quarta e quinta dose per i pazienti anziani e fragili. A tale riguardo Nino Cartabellotta, presidente Gimbe, ricorda che sebbene l’Oms abbia dichiarato la fine dello stato di emergenza pandemica ha altresì sottolineato di non abbassare la guardia perché resta “il rischio di nuove varianti emergenti che possono causare nuove ondate di casi e morti”.
Covid, aumentano contagi e ricoveri ordinari
I dati del monitoraggio della Fondazione Gimbe confermano nella settimana 18-24 novembre 2022 la diffusa ripresa della circolazione virale che, secondo quanto dichiarato dal presidente della Fondazione: “Rimane nettamente sottostimata per il largo utilizzo diffuso di tamponi ‘fai da te’. Continuano a scendere le somministrazioni delle quarte dosi per anziani e fragili. In questo contesto risulta inspiegabile la scelta del Ministero della Salute di attendere sino al 1° dicembre per avviare il piano comunicativo sulla campagna vaccinale".
Covid, campagna vaccinale al palo
A sottolinearlo è il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta che, commentando i dati dell'ultimo monitoraggio della Fondazione, ha dichiarato: “Le varianti emergenti, il rilevante impatto dell’influenza sui servizi sanitari e l’aggiornamento delle modalità di gestione dei casi e dei contatti stretti richiedono un’adeguata copertura vaccinale di anziani e fragili con la quarta dose. Purtroppo la campagna vaccinale rimane sostanzialmente al palo, sia per una scarsa incisività della comunicazione istituzionale, sia per le modalità di chiamata utilizzate a livello regionale, sia per la crescente diffidenza dei cittadini nei confronti dei vaccini”.
Covid, è un flop la campagna vaccinale per gli over 60
"Le coperture raggiunte in Italia per tutte le fasce di età over 60 anni – ha dichiarato il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta – documentano un sostanziale fallimento della campagna nazionale di vaccinazione anti-Covid. In Europa peggio di noi solo Grecia e Paesi dell’Est". Alla base del fallimento: sfiducia nei vaccini, criticità organizzative, limitata promozione istituzionale.
Covid: potenziare rapidamente la campagna vaccinale per anziani e fragili
Questo l’appello lanciato alle Istituzioni dalla Fondazione Gimbe dopo l’impennata di contagi e ricoveri registrata nelle ultime settimane. Inoltre Gimbe invita i cittadini a mantenere comportamenti responsabili: “Perché nei prossimi mesi il vero rischio reale del Covid insieme all’epidemia influenzale, è quello di compromettere la tenuta del Ssn già profondamente indebolito e molto meno resiliente, in particolare per la grave carenza di personale sanitario.
Crisi Mmg: per Snami serve una rivoluzione copernicana
Dopo aver inviato al presidente del Comitato di settore salute, Marco Alparone, una proposta di riforma contrattuale, il sindacato commenta gli allarmanti dati della fondazione Gimbe: "Non bastano più le misure tampone, siamo di fronte a una crisi che richiede una visione di sistema, serve un nuovo modello che parta dalla specializzazione universitaria e non ignora le trasformazioni della società, come la femminilizzazione della professione".
Cure essenziali: aumentano i divari tra Nord e Sud
I dati del Ministero della Salute sull’esigibilità dei Lea, oltre a segnare un peggioramento complessivo rispetto al 2021, nel 2022 confermano il gap tra Nord e Sud del Paese: solo 13 Regioni rispettano gli standard essenziali di cura. Al Sud le uniche regioni 'promosse' sono Puglia e Basilicata. "La frattura strutturale tra Nord e Sud non solo non accenna a ridursi, ma addirittura si amplia - ha commentato Nino Cartabellotta - presidente della Fondazione Gimbe - senza definire, finanziare e garantire i Lep anche in sanità, con la legge Calderoli, la maggiore autonomia in questo comparto legittimerà normativamente questa frattura, compromettendo l’uguaglianza dei cittadini di fronte al diritto costituzionale alla tutela della salute".
Decreto liste di attesa tra assenso e criticità
Durante le audizioni in Senato sul decreto inerente alle liste di attesa, Cittadinanzattiva, pur ribadendo la positività con cui ha accolto la normativa, chiede di stabilire tempi certi per i decreti collegati a partire da quelli previsti per le misure relative al superamento del tetto di spesa per il personale sanitario. Mentre la Fondazione Gimbe ne ha evidenziato soprattutto le criticità: mancanza di fondi aggiuntivi, tempi di realizzazione incerti, nessuna misura per ridurre la domanda inappropriata di esami diagnostici e visite specialistiche.
Pagina 1 di 5
Inizio
Indietro
1
2
3
4
5
Avanti
Fine