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Indagine
Un paese di anziani sempre più fragili
Tra il 2011 e il 2021 sono aumentati dal 26 al 40% gli italiani over 50 in condizioni di fragilità lieve, moderata o severa. Più che raddoppiati risultano i soggetti con fragilità severa, in gran parte ultrasettantenni. È quanto emerge dall’indagine di Italia Longeva “Trend di fragilità e Long-term care in Italia”, nata dalla collaborazione tra geriatri e Mmg, che ha preso in esame oltre 8 milioni di cartelle cliniche di pazienti in carico ai medici di famiglia tra il 2011 e il 2021.
Virus influenzali e Covid, li temiamo, ma non troppo
Un italiano su due esprime preoccupazione per la prossima stagione influenzale, temendo che i virus possano essere particolarmente aggressivi e contagiosi, come accaduto lo scorso anno. Mentre il Covid sembra aver perso centralità nelle preoccupazioni quotidiane, anche se è cresciuta la consapevolezza che il virus non è scomparso e che potrebbe tornare con nuove varianti. È quanto emerge dai dati della ricerca condotta da Human Highway per Assosalute, presentata di recente in occasione dell’evento stampa “Tra vecchie e nuove ‘influenze’: come il Covid-19 influenzerà ancora la diffusione e la gestione dei virus stagionali”.
A che punto sono le Case di Comunità in Lombardia?
Le CdS, avviate in Lombardia, presentano un panorama piuttosto eterogeneo per tipologie organizzative, cioè quantità e qualità dei servizi offerti e presenza di personale. Poche rispondono completamente agli standard nazionali e regionali, anche se la situazione va considerata in continua e progressiva evoluzione. Questo, in sintesi, è quanto emerge dai primi risultati dello studio, ancora in corso, su “Case della Comunità e riforma dell’assistenza territoriale” realizzato dal Centro Studi di Politica e Programmazione Socio-Sanitaria dell'Istituto Mario Negri.
Case di Comunità presenti in sei Aziende Sanitarie su dieci
È quanto emerge dall’indagine Fiaso svolta sull’applicazione dei progetti del Pnrr che ha coinvolto 74 Aziende sanitarie. Complessivamente però i progetti del Pnrr, legati in particolar modo allo sviluppo della sanità territoriale, risultano essere ancora in una fase embrionale in oltre un terzo delle Aziende indagate. C’è ancora molto da fare per il monitoraggio da remoto a supporto dell'assistenza a domicilio che risulta essere svolta solo nel 23% dei casi attenzionati.
Dolore cronico: una roadmap per uscire dal labirinto delle cure
Un’indagine Swg, commissionata dalla Fondazione Nora e Alberto Gentili, rivela uno scenario caratterizzato da profonda disinformazione e barriere d'accesso: un paziente su due fatica ad accedere alle terapie e il 40% ignora l'esistenza della Legge 38. Di fronte a un percorso di cura frammentato, gli esperti propongono una strategia in cinque pilastri per rimettere al centro i bisogni dei 10 milioni di italiani affetti da dolore cronico.
Medici e infermieri, oltre la metà colpiti da burnout
La sindrome da burnout colpisce il 52% dei medici e il 45% degli infermieri che prestano la loro opera nei reparti ospedalieri di medicina interna che, da soli, assorbono un quinto di tutti i ricoveri in Italia. Quasi il 50% di medici e infermieri in burnout pensa di licenziarsi entro l'anno. Questo quanto risulta dalla survey condotta da Fadoi, la Federazione dei medici internisti ospedalieri, su un campione di oltre duemila professionisti sanitari, presentata a Milano al 28esimo Congresso Nazionale della Federazione.
Mmg, i cittadini chiedono meno burocrazia e più tempo di cura
Secondo i dati della recente survey di Ipsos, per il 26% dei cittadini, oggi i medici di famiglia svolgono prevalentemente una funzione amministrativa e burocratica, mentre per il 25% è una figura utile soprattutto a individuare esami di approfondimento. Per la Fimmg questo tipo di ruolo non è però quello che i cittadini vogliono poiché dalla stessa indagine risulta che per ben il 77% il medico di medicina generale deve essere il punto di riferimento principale per la salute attraverso una presa in carico che va oltre la singola consulenza o prestazione cosa che il sistema burocratizzato, che investe il lavoro dei medici di famiglia, ostacola.
Per gli italiani la sanità pubblica merita appena la sufficienza
Gli italiani promuovono la sanità pubblica con un voto medio pari a 6,3 su 10 e quella privata con un voto di 7,1 su 10. Tra chi ha fruito di una prestazione sanitaria, infatti, la percentuale di chi dichiara di averlo fatto rivolgendosi ad una struttura pubblica si è ridotta significativamente. Inoltre, un italiano su 3 non sa nulla sul possibile impatto del Pnrr sulla Sanità. Questi sono alcuni dei punti significativi emersi dalla terza edizione del report di Deloitte “Outlook Salute Italia – Prospettive e sostenibilità del Sistema Sanitario.
Per tre italiani su quattro la sanità deve essere pubblica
Un vero e proprio plebiscito per il Servizio Sanitario Nazionale emerge dall’indagine dell’Istituto Piepoli, commissionata dalla FNOMCeO, sul Ssn come fattore determinante per unire il Paese e farlo crescere. L'indagine ha coinvolto l’opinione pubblica e il personale medico. Oltre a volere una sanità pubblica, il 90% dei cittadini chiede che il Ssn sia una priorità per il governo. Inoltre il 75% degli italiani intervistati si dice non disponibile a rinunciare al diritto di scegliere il proprio medico di famiglia.
Pronto Soccorso, va sempre peggio
A lanciare un nuovo allarme l'Accademia dei direttori Simeu, riunita a Roma, in cui sono stati presentati i risultati della rilevazione condotta dalla Società scientifica nei Ps nei giorni 3, 4 e 5 novembre 2024. Le criticità evidenziate: carenza di personale, di posti letto, accessi impropri e aggressioni. Quest'ultimi due problemi però sono considerati dai professionisti importanti, ma non quanto la necessità di rinforzare gli organici con lo scopo di garantire una migliore qualità di cura ed assistenza e di diminuire il carico di lavoro sui singoli operatori.
Ricoveri impropri, Fadoi denuncia: tra ospedali e territorio non c'è comunicazione
Secondo un'indagine della Fadoi, presentata a Rimini nel 29° Congresso nazionale, in media tre ricoveri su 10 si sarebbero potuti evitare con una migliore presa in carico dei pazienti da parte dei servizi territoriali. Dei pazienti ricoverati, in otto casi su dieci, non si hanno informazioni complete sullo stato di salute poiché il Fascicolo sanitario elettronico risulta aggiornato appena una volta su cinque.
Siamo un Paese di "fragili" mal assistiti
Secondo una recente indagine di Italia Longeva, un italiano over-60 su 5 è fragile e oltre 1 milione di anziani sono affetti da fragilità severa. I più colpiti sono gli anziani con basso reddito e chi vive al Sud, ma non mancano le eccezioni. A ciò si aggiunge che i servizi di assistenza domiciliare e le RSA non sono proporzionati al numero di fragili in 3 Regioni su 4.
Ssn: liste d'attesa infinite
Il 52% delle visite mediche non rispetta i tempi e nel 26% dei casi non è possibile prenotare alcun appuntamento a causa dell'indisponibilità dell'agenda e della mancanza di date disponibili, nonostante la legge lo vieti. Questo, in sintesi, quanto emerge da una recente indagine di Altroconsumo che ha misurato l’entità di queste attese e ha messo a disposizione dei cittadini strumenti per ottenere una visita nei tempi previsti dalla normativa. Ad oggi sono quasi 10.000 le persone che hanno utilizzato i modelli delle lettere di reclamo presenti sul sito di Altroconsumo.
Vaccinazione antinfluenzale, siamo sotto la soglia raccomandata dall'Oms
I dati Istat, relativi all'Indagine Aspetti della vita quotidiana, evidenziano che nel 2021 le persone anziane (65 anni e più) che dichiarano di essersi vaccinate contro l’influenza sono il 66,1%, valore sotto la soglia raccomandata dall’Oms (75%). Quota peraltro non raggiunta neanche tra gli over 75 (73,2%). Il 33,4% ha dichiarato di non aver fatto la vaccinazione perché non si ritiene un soggetto a rischio. Percentuale che scende al 22,9% tra gli ultra74enni.