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Indagini
Camici bianchi e dirigenti sanitari sempre più insoddisfatti
Secondo una recente survey condotta dall’Anaao Assomed dal 30 gennaio al 10 febbraio 2023, più della metà tra medici e dirigenti sanitari è insoddisfatta delle condizioni del proprio lavoro e 1 su 4 anche della qualità della propria vita di relazione o familiare. Il malessere cresce con l’aumentare della anzianità di servizio e delle responsabilità.
Come migliorare i servizi erogati dai Mmg: la parola ai cittadini di Viterbo
Ubicare gli studi dei medici di famiglia a piano terra con accesso facilitato anche per i disabili; garantire una copertura di orario H24 e dare la possibilità di eseguire gli accertamenti più semplici e di piccoli interventi chirurgici presso gli ambulatori dei Mmg. Questi i desiderata emersi da una indagine di ASSOCONFAM-Viterbo.
Condivisione e riuso dei dati clinici, cosa ne pensano i cittadini
Con questa finalità è nata l'indagine sulle banche dei dati sanitarie lanciata dal Dipartimento di Epidemiologia Medica dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, in collaborazione con il “Gruppo Italiano per la Valutazione degli Interventi in Terapia Intensiva” (GiViTI) e il Laboratorio di ricerca per il coinvolgimento dei cittadini in sanità. L'indagine indaga le opinioni su raccolta, pseudo-anonimizzazione, condivisione e riuso dei dati clinici raccolti.
Cresce la fiducia verso i medici di famiglia
A confermarlo è il risultato dell’ultimo Tableau de Bord
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dell’Istituto Piepoli secondo cui l’81% dei cittadini ne ha 'molta' o 'abbastanza'. La fiducia è massima, 88%, tra i cittadini con più di 55 anni. Ma rimane alta anche tra le fasce d’età più giovani: ne ha 'molta o abbastanza' il 79% delle persone tra 35 e e 54 anni e il 73% degli intervistati tra 18 e 34 anni. "Quest'ultimo è un dato molto significativo - ha tenuto a sottolineare il presidente della FNOMCeO -. Si tratta infatti della fascia d’età in cui il rapporto con il medico è meno frequente".
Effetto pandemia, italiani disposti a spendere di più per il proprio benessere
Il 62% degli italiani è disposto a spendere di più per il proprio benessere fisico e mentale a seguito della crisi pandemica. Per la quasi totalità (92%), la salute è il fattore che incide di più sulla felicità. Questo vale per tutte le fasce sociali e d’età, a conferma del fatto che, nel post pandemia, la salute è diventata un tema trasversale e rilevante per l’intera popolazione. È quanto emerge dalla ricerca “Benessere e prevenzione: l’impatto della pandemia sulla salute degli italiani”, lanciata da Vision Group e presentata di recente a Milano.
Gli italiani continuano a fidarsi della sanità pubblica, ma con riserva
La maggioranza degli italiani ha fiducia nella sanità pubblica, ma uno su tre pensa che negli ultimi 5 anni sia peggiorata. Preoccupano i tempi di attesa e la carenza di personale. Lamentano tempi più lunghi e costi in aumento anche nella sanità privata, che però riscontra un livello di soddisfazione più elevato. A lanciare l’allarme è l’ultima indagine messa a punto dall’Osservatorio Sanità di UniSalute.
Gli italiani credono nella medicina e nei medici
Il 90% degli italiani si fida della scienza, l’86% della medicina e il 69% dei vaccini. È quanto emerge da un sondaggio condotto dall’Istituto Piepoli per Fnomceo, che fotografa un clima di fiducia diffusa verso il sapere scientifico e il ruolo dei medici. Un dato che, secondo il presidente Filippo Anelli, rappresenta un “plebiscito per la scienza” e un riconoscimento del valore della medicina come motore di progresso. Ma anche un punto di partenza per rafforzare il dialogo con i cittadini e promuovere una cultura della salute condivisa.
I desiderata dei giovani per il Ssn che verrà
Secondo i dati dell'indagine “Giovani e sanità: il futuro che vogliamo”, promossa da Novartis, quasi la metà degli italiani 'under 30' ha fiducia nella qualità del Servizio sanitario nazionale, ma per 7 giovani su 10 le differenze socio-economiche sono un ostacolo a una sanità equa e accessibile. il 45,9% mette in evidenza le differenze geografiche nella qualità dei servizi sanitari disponibili, ma c'è particolare attenzione anche per le differenze etniche, ritenute rilevanti per il 30,4%, le differenze intergenerazional (25,3%) e di genere (24,2%).
Il pessimismo degli italiani sulla salute che verrà
Tra 5 anni la salute degli italiani sarà peggiore: ne sono convinti circa 4 cittadini su 10 e addirittura 1 medico su 2. A rivelare ciò sono i dati dell'Indagine demoscopica condotta da AstraRicerche per Novartis Italia per indagare il percepito e le aspettative di cittadini e medici italiani. Le leve su cui puntare per contrastare questa previsione negativa sono, secondo la popolazione, l’innovazione, la ricerca scientifica, ma anche la diffusione dell’assistenza domiciliare e lo sviluppo di partnership pubblico-privato.
Intelligenza artificiale al posto dei medici? No grazie
I cittadini hanno fiducia nel parere dei medici, anche se troppo spesso non sono chiari e comprensibili nelle loro spiegazioni, e sono scettici in merito ad una diagnosi senza intervento umano. Secondo i dati che emergono dall’indagine della Fondazione Medicina sociale e innovazione tecnologica, presentata a Roma nell’evento “Talking Health, la Sanità del futuro tra comunicazione digitale, AI e innovazione tecnologica”, circa un intervistato su due non si fiderebbe di una diagnosi suggerita dall’Ia. Tuttavia, 9 cittadini su 10 pensano che digitalizzazione e Intelligenza artificiale possono migliorare la qualità dei servizi.
Italiani sempre più preoccupati dalla crisi sanitaria
Nel 2024 la percentuale di cittadini insoddisfatta dal Ssn è cresciuta dal 46 al 60%; parallelamente, le persone soddisfatte delle cure ricevute nel pubblico sono diminuite in un anno dal 56% al 47%. Questo quanto si evince da una nuova survey dell'Osservatorio Sanità di Unisalute effettuata insieme a Nomisma, su 1.346 cittadini tra 18 e 70 anni, stratificati per sesso e area geografica.
La sanità del futuro, i desiderata degli italiani
Assosalute-Federchimica ha presentato alle istituzioni e ai professionisti sanitari i risultati di una ricerca SWG sul rapporto degli italiani con la propria salute e il futuro delle politiche sanitarie in Italia. Dall’indagine emerge che la prossimità è il driver principale della soddisfazione del servizio fornito ai cittadini e che i medici di famiglia e i farmacisti sono i primi referenti dei cittadini per la salute e la cura a partire dai piccoli disturbi.
Livelli acuti di stress nel personale sanitario
La pandemia ha provocato nel 40 per cento del personale sanitario reazioni acute di stress tanto più aggravate dalla vicinanza e dal tempo trascorso con i pazienti e le loro famiglie. A rivelare ciò la ricerca pubblicata sull’International Journal of Environmental Research and Public Health, condotta su un campione di 184 partecipanti provenienti da 43 paesi e 5 continenti diversi tra il 1 maggio ed il 15 giugno 2020, coordinata dall’Università di Pisa.
Pronti alla fuga dal Servizio Sanitario Nazionale
Diventa sempre più difficile esercitare la professione di medico nel Ssn. A testimoniarlo è la protesta che accomuna i medici del territorio. Ma il quadro che affiora dal fronte dei medici ospedalieri è altrettanto peoccupante. Secondo i dati emersi da un recente sondaggio, promosso dalla Federazione Cimo-Fesmed, se da una parte il 72% dei medici partecipanti alla survey, potendo tornare ai tempi della fine del liceo, risceglierebbe la stessa professione, solo il 28% però continuerebbe a lavorare in una struttura pubblica come dipendente.
Tra i medici dominano sfiducia e pessimismo per il futuro
L’instabilità del Paese influisce negativamente sul vissuto e sulle prospettive dei medici. È quanto evidenzia una ricerca di IQVIA, condotta su un campione rappresentativo di medici di medicina generale, medici ospedalieri e territoriali che ha fotografato, prima e dopo la caduta del governo, le loro esperienze e le aspettative riguardo alla professione, la sanità e il Paese in generale. Nel periodo post-crisi di governo, secondo l'indagine, peggiora di 9 punti percentuali (dal 25% al 16%) l’aspettativa di miglioramento della propria situazione professionale, che già era molto bassa nel periodo precedente la caduta dell'esecutivo.
Un italiano su due chiede più finanziamenti per il Ssn
Il 78% dei cittadini teme che in futuro il Ssn possa essere privatizzato e il 79% è preoccupato per la penuria di medici e infermieri. Cala infatti la soddisfazione verso i servizi offerti dal Ssn: solo il 39% si dichiara soddisfatto. Questo quanto si evince da alcuni risultati da una recente indagine commissionata alla Swg dal sindacato degli infermieri Nursind.