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I danni sulla salute dell'infodemia sanitaria
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato un nuovo documento, di preciso una review: "Infodemia e disinformazione sanitaria: una revisione sistematica delle revisioni”, in cui avverte che l'infodemia sanitaria e la disinformazione possono danneggiare la salute mentale delle persone e, quindi, aumentare il rifiuto di essere vaccinati o di ricevere cure mediche. Secondo gli autori, tali ripercussioni possono essere contrastate “sviluppando azioni e politiche legali, creando e promuovendo campagne di sensibilizzazione, migliorando i contenuti relativi alla salute nei mass media e aumentando l’alfabetizzazione digitale e sanitaria delle persone”.
I fattori di rischio per l’ansia sono diversi nei due sessi
Un nuovo studio canadese ha scoperto che i fattori di rischio legati alla pandemia associati all'ansia differiscono tra uomini e donne. La ricerca ha stimato che il 13.6% ha sperimentato livelli clinicamente significativi di disturbo d'ansia generalizzato (GAD) nei primi mesi della pandemia (prima della pandemia, la prevalenza stimata di GAD in 12 mesi era del 2.6%). Inoltre, lo studio ha rilevato che gli elevati livelli di ansia negli uomini era correlata alla disinformazione sul Covid, mentre nelle donne era legata alla precarietà del lavoro. La prevalenza del disturbo d'ansia generalizzato nelle donne era significativamente più alta rispetto agli uomini (17.2% vs. 9.9%).