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Intelligenza Artificiale
Intelligenza artificiale: I medici non servono più?
A sollevare questo interrogativo sul futuro della professione sono stati i risultati di un recente studio condotto dal Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston che ha confrontato l’accuratezza diagnostica di ChatGPT-4 con quella dei medici: l’intelligenza artificiale ha raggiunto un’accuratezza del 90%, rispetto al 74% ottenuto dai medici.
IA clinica: promessa alta, diffusione bassa
L’Intelligenza artificiale in sanità offre applicazioni sempre più avanzate, ma la diffusione clinica resta limitata. Il nuovo rapporto dell’Ocse dedicato alla scalabilità dell’IA in ambito sanitario, individua le principali barriere - dati, regole, competenze e fiducia - e propone una strategia per una crescita sicura e sostenibile.
IA: bisogna formare medici e personale sanitario
L'appello è stato lanciato da Giovanni Migliore, presidente della Fiaso: "Con l'intelligenza artificiale - ha dichiarato - abbiamo già consuetudine, c'è però la necessità di poter contare anche su professionisti con competenze diverse e mi riferisco non solo ai medici ma a tutto il personale e agli operatori sanitari che lavorano nei nostri ospedali: è una sfida per la formazione".
Il medico guida, l’Intelligenza artificiale semplifica
L'Ia sta diventando un supporto prezioso per i medici di famiglia, alleggerendo il carico burocratico e facilitando l’accesso alle informazioni scientifiche. Tuttavia, il rapporto umano e fiduciario con il paziente rimane il fulcro della Medicina generale, insostituibile anche di fronte alle innovazioni tecnologiche. È quanto emerge da un’indagine del Centro Studi Fimmg, che evidenzia opportunità e criticità dell’integrazione dell’IA nella pratica quotidiana.
Intelligenza artificiale al posto dei medici? No grazie
I cittadini hanno fiducia nel parere dei medici, anche se troppo spesso non sono chiari e comprensibili nelle loro spiegazioni, e sono scettici in merito ad una diagnosi senza intervento umano. Secondo i dati che emergono dall’indagine della Fondazione Medicina sociale e innovazione tecnologica, presentata a Roma nell’evento “Talking Health, la Sanità del futuro tra comunicazione digitale, AI e innovazione tecnologica”, circa un intervistato su due non si fiderebbe di una diagnosi suggerita dall’Ia. Tuttavia, 9 cittadini su 10 pensano che digitalizzazione e Intelligenza artificiale possono migliorare la qualità dei servizi.
Intelligenza Artificiale, il timore dei medici di famiglia
L’uso 'in solitario' dell’intelligenza artificiale (AI) in sanità da parte dei pazienti impensierisce i medici di medicina generale. È quello che emerge da un’indagine condotta dal Centro Studi della Fimmg secondo cui il 72% dei Mmg è preoccupato per l’uso inappropriato che i pazienti potrebbero fare in autonomia, se lasciati da soli, delle soluzioni basate sull’intelligenza artificiale; il 73% ritiene che questi strumenti debbano costituire una risorsa per il medico e non per il paziente. Ma solo 2 medici su 10 pensano che l’intelligenza artificiale possa sostituire il loro lavoro.
Intelligenza artificiale: un passo avanti verso la medicina personalizzata
Un nuovo studio sulle opportunità dell’Ia nel settore delle Life Science, pubblicato da QBE Insurance Europe, evidenzia come le nuove tecnologie stiano ridefinendo il settore attraverso: l'accelerazione della scoperta e sviluppo di farmaci; la personalizzazione di terapie e l'utilizzo di dispositivi medici in base ai profili genetici individuali. Tuttavia lo studio mostra anche l'esistenza di rischi da gestire.
Mmg e Intelligenza artificiale: scende in campo la Simg
Promuovere una formazione specifica sull'Ia coinvolgendo i medici di famiglia nell’utilizzo delle più aggiornate soluzioni tecnologiche. Con queste finalità la Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie ha istituito un gruppo di lavoro specifico e redatto un Position Paper societario che definisce principi, raccomandazioni ed esempi concreti sull’uso etico e responsabile dell’Intelligenza artificiale in Medicina generale.
Sì all'IA in Medicina, ma con paletti ben definiti
A tracciarne i confini di utilizzo, il Presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, ascoltato in audizione presso la Commissione XI – Lavoro della Camera."L'Intelligenza Artificiale - ha precisato Anelli - rappresenta l’innovazione dirompente per eccellenza, ma deve essere di supporto per il medico, orientato al bene della persona, e non suo sostituto. La diffusione massiva e sistemica impone la necessità di una regolamentazione chiara e condivisa in linea con l’Europa”.