ipertensione

  • Un'analisi post hoc dello studio Sprint Mind ha evidenziato un'associazione tra aumenti persistenti o rapidi della rigidità arteriosa e l'insorgenza di demenza negli adulti con ipertensione: ogni aumento di 1 m/s della velocità stimata dell'onda di polso è risultato associato a una probabilità più che doppia di sviluppare una demenza rispetto agli individui con profili vascolari più stabili.
  • Una review pubblicata su Jama fa il punto della situazione sulle conoscenze finora acquisite sull’ipertensione resistente, fornendo indicazioni sulle modalità di diagnosi e sulla terapia. L'ipertensione arteriosa colpisce il 43,9% delle donne e il 49,5% degli uomini negli Stati Uniti. Circa il 19,7% dei pazienti trattati per l'ipertensione presenta una forma apparentemente resistente (Pa ≥130/80 mmHg nonostante l'assunzione di 3 o più farmaci antipertensivi, preferibilmente un bloccante del sistema renina-angiotensina, un calcioantagonista e un diuretico tiazidico, alle massime dosi tollerate).
  • L'allenamento aerobico di intensità moderata-intensa, la riduzione farmacologica intensiva della pressione arteriosa (Pa) e del colesterolo Ldl sierico, o entrambi, non sembrano determinare differenze statisticamente significative nel miglioramento della funzione cognitiva globale nell'arco di 24 mesi. Questi i principali risultati di uno studio clinico randomizzato, multicentrico, in singolo cieco, con un disegno fattoriale 2×2 e una durata di 24 mesi, condotto in 4 centri clinici negli Stati Uniti.