Istituto Mario Negri

  • La frase è della professoressa Maria Elisa Sartor del Dipartimento di Scienze cliniche e di Comunità Università degli Studi di Milano, ed è stata pronunciata durante un seminario dell'Istituto Mario Negri  che ha preso spunto proprio dal libro pubblicato di recente dalla professoressa: "La privatizzazione della sanità lombarda dal 1995 al Covid-19. Un’analisi critica" in cui Sartor entra nel merito di un nodo centrale della riforma, il rapporto tra pubblico e privato, che sarà cruciale nel prossimo assetto legislativo e avrà delle conseguenze anche per i medici di famiglia.
  • Le CdS, avviate in Lombardia, presentano un panorama piuttosto eterogeneo per tipologie organizzative, cioè quantità e qualità dei servizi offerti e presenza di personale. Poche rispondono completamente agli standard nazionali e regionali, anche se la situazione va considerata in continua e progressiva evoluzione. Questo, in sintesi, è quanto emerge dai primi risultati dello studio, ancora in corso, su “Case della Comunità e riforma dell’assistenza territoriale” realizzato dal Centro Studi di Politica e Programmazione Socio-Sanitaria dell'Istituto Mario Negri.
  • A questa domanda hanno cercato di rispondere gli esperti nell’ottavo incontro, presso la sede milanese dell’Istituto Mario Negri, organizzato dal Centro Studi di Politica e Programmazione Socio-Sanitaria dell’Istituto. Il confronto è stato incentrato sul processo di destrutturazione del Ssn pubblico a cui si potrebbe rimediare, secondo Ivan Cavicchi, solo attraverso una quarta riforma che riparta dalla legge 833 “correggendo gli squilibri causati dalle controriforme attuate negli anni ’90”.
  • Con questa finalità è nata l'indagine sulle banche dei dati sanitarie lanciata dal Dipartimento di Epidemiologia Medica dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, in collaborazione con il “Gruppo Italiano per la Valutazione degli Interventi in Terapia Intensiva” (GiViTI) e il Laboratorio di ricerca per il coinvolgimento dei cittadini in sanità. L'indagine indaga le opinioni su raccolta, pseudo-anonimizzazione, condivisione e riuso dei dati clinici raccolti.
  • Nelle Case di Comunità (CdC), realizzate attualmente nella Regione, risulta essere coinvolto solo il 40 per cento dei medici di medicina generale. Questo è quanto si evince dal periodico monitoraggio del Dipartimento di Politiche per la Salute dell’Istituto Mario Negri. L’indagine ha permesso di fotografare la situazione di 105 CdC, di cui 91 classificate come Hub e 14 come Spoke di cui risulta un quadro eterogeneo in termini di organizzazione, qualità dei servizi e risorse umane.
  • Sulla necessità di una radicale trasformazione della medicina territoriale si è discusso di recente in Senato durante la Conferenza stampa “Medicina Generale: Perché è importante la Riforma?”, promossa su iniziativa della vicepresidente del Senato. All'evento hanno partecipato rappresentanti dell'Istituto Mario Negri, della Campagna Phc, del Movimento Giotto, del Movimento Mmg per la Dirigenza e della Società Italiana di Medicina di Comunità e delle Cure Primarie. Il Movimento Mmg per la Dirigenza ha presentato un proprio documento su come riqualificare la professione di medico di medicina generale.