Lombardia

  • Questo è stato il tema al centro dell'evento, organizzato da Motore Sanità, svoltosi di recente a Milano presso Palazzo Lombardia, dove si sono confrontati istituzioni, medici, professionisti e rappresentanti del Terzo settore. “La salute è un tema che non è global, ma profondamente local. Soltanto se lo affrontiamo su scala locale  -  ha affermato Marco Alparone, vicepresidente di Regione Lombardia - riusciamo a rispondere a una domanda fondamentale che è quella di benessere e salute per tutti”.
  • Ad affermare ciò, durante la 20esima edizione di Futuro Direzione Nord svoltasi a Milano, il vicepresidente di Regione Lombardia Marco Alparone secondo cui bisogna costruire degli spazi di prossimità, ma anche riuscire a svilupparne le articolazioni a livello digitale, investendo sul capitale umano.
  • "È necessario l’avvio di un Tavolo di lavoro continuo con i rappresentanti del Terzo Settore per trovare le modalità e mettere a regime questa collaborazione e dare risposte sostanziali ai nostri cittadini”. A sottolineare ciò il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo, a Milano, al convegno: ‘Cure palliative co-progettare lo sviluppo delle reti’ organizzato da Uneba, Aris, Federazione Cure Palliative e Società Italiana di Cure Palliative".
  • La Regione, per ridurre i tempi di attesa delle prestazioni sanitarie, ha messo a disposizione 60,95 milioni di euro. Di questi, 40,95 sono destinati agli erogatori pubblici e 20 milioni di euro agli erogatori privati accreditati. Per quanto riguarda le strutture pubbliche, sono in tutto 3.764.800 tra prime visite ed esami diagnostici le prestazioni già individuate che sui territori, Asst e Irccs, dovranno rendere disponibili per i pazienti. Le strutture private accreditate dovranno garantire entro dicembre 2024 in totale 4.328.000 prestazioni tra prime visite, Tc/Rm e altri esami diagnostici.
  • La protesta nasce dal fatto che la Regione, senza coinvolgere le organizzazioni sindacali di categoria, ha dismesso dal 1° gennaio il sistema informatico utilizzato dai medici di medicina generale per attivare l’assistenza domiciliare integrata, l’assistenza domiciliare programmata, le cure palliative e alcune prestazioni sul territorio. Il nuovo sistema, però, non è ancora a regime, creando innumerevoli difficoltà a medici e pazienti per attivare i servizi.
  • Oltre mille cittadini di Olgiate Molgora e Mandello del Lario sono senza assistenza di un medico di medicina generale. “In primavera - evidenzia il Codacons - si prospettano per i medici di famiglia altri pensionamenti e la situazione si aggraverà ulteriormente“. Motivo per cui il Codacons chiede all’Azienda Tutela Salute di “intervenire celermente per porre rimedio alle continue inefficienze che interessano la sanità“.
  • È un quadro eterogeneo quello descritto dalla seconda fase dell’indagine conoscitiva sulle CdC in Regione, realizzata dal Dipartimento di Politiche per la Salute dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri Irccs di Milano. Ad oggi, nessuna delle CdC lombarde risponde completamente agli standard nazionali e regionali, anche se la situazione è migliorata rispetto alla prima rilevazione dello scorso settembre. Risulta ancora  molto sporadica e frammentata la presenza dei medici di medicina generale.
  • A due mesi dal lancio sono già oltre 60.000 le firme della petizione per la difesa del diritto alla salute e alla sanità pubblica in Lombardia a cui hanno aderito anche molti Comuni che chiedono alla Giunta Regionale e ai Sindaci di "appoggiare ogni iniziativa di miglioramento del servizio sanitario regionale affinché garantisca il diritto alla salute tramite un accesso universalistico e non discriminatorio".
  • "Chi curerà in sala operatoria, in reparto e in Pronto Soccorso la maggior parte dei pazienti lombardi nei prossimi anni?". A lanciare l'allarme è Stefano Magnone, segretario regionale Anaao-Assomed Lombardia: "In Lombardia sono particolarmente in sofferenza le discipline generaliste di Anestesia e Rianimazione, Chirurgia Generale, Medicina Interna e Medicina d’Emergenza-Urgenza con rispettivamente il 61%, il 47%, il 51% e il 72% di posti vuoti".
  • A esprimerli è il presidente dell' Unione Medici Italiani (Umi) Francesco Falsetti a latere della partecipazione all’incontro alla Camera di Commercio di Brescia con l'Assessore al Welfare della Lombardia Guido Bertolaso e con i Direttori Generali della Provincia. Per il presidente Umi, il piano illustrato dall'Assessore non risolve "le gravi criticità di cui da anni è affetta la sanità pubblica bresciana e lombarda nella componente sanitaria e medica in particolare".
  • I presidenti degli Ordini Provinciali della Regione Lombardia, in una nota stampa congiunta, pongono l'attenzione sulla prossima attivazione del Fse 2.0, a livello nazionale, di cui dovrà essere garantita, oltre alla sicurezza, la piena affidabilità funzionale. A tale riguardo denunciano i continui disservizi del sistema informativo socio sanitario regionale precisando che in quelli più recenti sembra siano stati coinvolte disfunzioni generalizzate dei sistemi nazionali in capo a Sogei e al Mef.
  • In applicazione dell'articolo 10 del decreto legge 34/2023 (il decreto bollette) che non esclude in sanità le esternalizzazioni in casi di necessità ed urgenza, il Tribunale Amministrativo della Lombardia ha sospeso la delibera del 13 dicembre con cui la Regione ha deciso lo stop all'utilizzo dei gettonisti nei servizi sanitari.
  • EvdÈ quanto si deduce dai commenti dei sindacati di categoria dopo la firma dell'Air della Lombardia. Fismu tiene a precisare di essere stato costretto a dover apporre solo una firma tecnica, Fimmg e Snami mettono i puntini sulle ì. La prima tiene a precisare di aver "sottoscritto l’accordo integrativo regionale per senso di responsabilità". Snami invece, pur elogiando "lo sforzo  della Regione nell’investire sul territorio", sottolinea che l'accordo è "ben lontano da quanto è necessario per irrobustire  un settore cruciale del Ssn". Per la carenza di Mmg sul territorio, l'accordo ha però introdotto una novità: l'Air prevede per i pazienti a cui non è possibile assegnare un medico di attivare nei giorni diurni feriali, gli Ambulatori medici temporanei (AMT).
  • La medicina territoriale in Lombardia è arrivata a un punto di rottura. Lo denunciano apertamente i medici di famiglia della Lamg (Libera Associazione Medicina Generale) in una lettera inviata all’assessore al welfare, Guido Bertolaso, e ai vertici delle Asst regionali. Otto i punti di criticità segnalati, accompagnati da altrettante proposte di intervento immediato.
  • Le “croci verdi” si confermano tra le protagoniste del rafforzamento della rete assistenziale sul territorio. Crescono le prestazioni di cui oggi si può usufruire in farmacia, oltre alla dispensazione del farmaco. In un anno le farmacie dei servizi lombardi hanno infatti effettuato 482.000 operazioni di scelta e revoca del Mmg, a cui si aggiungono 52.679 prestazioni di telemedicina erogate da inizio gennaio, oltre 223.000 vaccinazioni antinfluenzali somministrate nella stagione 2022-2023.
  • Partirà il 1 marzo la raccolta firme per la petizione sulla sanità promossa dal Comitato “La Lombardia SiCura”, che ha presentato l’iniziativa a Milano. I punti chiavi alla base della petizione sono: un Centro Unico di Prenotazione, che dovrà disporre delle agende di tutte le strutture, pubbliche e private contrattualizzate; l’abbattimento delle liste d’attesa, attraverso un periodico controllo, da parte di Regione e Ats; lo stop all’utilizzo dei medici a gettone e, quindi, la stabilizzazione e l’assunzione del personale sanitario.
  • Una delibera, approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore al welfare, stanzia  8 milioni di euro, che si aggiungono ai 12 già stanziati lo scorso anno, per consentire ai Mmg di avere a disposizione personale di studio e dare piena operatività alle AFT affinché si integrino nel modello di riorganizzazione della rete delle cure primarie all’interno del polo territoriale delle Asst, vale a dire Distretti, Case e Ospedali di Comunità, Centrali operative territoriali.
  • EvdTutte le sigle sindacali della MG si sono sollevate contro le dichiarazioni del vice presidente della Lombardia di voler affidare agli infermieri un ruolo di supplenza per affrontare la carenza dei Mmg che attanaglia la Regione, ma anche moltissimi territori dell'intero Bel Paese. In campo sono scesi non solo gli Ordini dei Medici regionali, ma la stessa FNOMCeO per ribadire l'insensatezza della proposta che, ancora una volta, travalica e denigra ruolo e competenze dei medici di famiglia. Ma c'è chi come la Fp Cgil Medici è convinta che, per mettere la parola fine a questi continui attacchi, la dipendenza dei Mmg dal Ssn sia una strada obbligata.
  • Le dimissioni di Letizia Moratti da assessore al welfare, la nomina, al suo posto, di Guido Bertolaso, hanno procurato un vero e proprio 'terremoto', anticipando, non solo il dibattito sulle prossime elezioni regionali, ma soprattutto rinverdendo la mobilitazione intorno al tema della sanità delle associazioni civiche che hanno partecipato numerose al convegno del Coordinamento Lombardo per il diritto alla Salute Dico 32, svoltosi a Milano, in cui è stata lanciata una proposta, articolata in 23 punti, per rilanciare la sanità pubblica.
  • Il presidente dell'Unione Medici Italiani (Umi) Francesco Falsetti, ha dichiarato di non essere affatto sorpreso del posizionamento della Regione nei Lea considerando l'attuale situazione della sanità pubblica lombarda, soprattutto nell'ambito dell'assistenza territoriale: riduzione dei medici specialistici e dei Mmg, con centinaia di migliaia di cittadini lombardi senza un’assistenza di base continuativa e capillare. Per Falsetti serve un cambio di rotta, ma finora gli appelli dei sindacati restano inascoltati.