Nino Cartabellotta

  • EvdL'avvertimento è di Nino Cartabellotta presidente della Fondazione Gimbe che, in occasione del Forum Sistema Salute svoltosi a Firenze, interviene anche sulla pandemia: "In 10 giorni 1.600 pazienti Covid in più. Il Sistema Sanitario è più in difficoltà che nel 2019". Già in precedenza Cartabellotta, nella presentazione del monitoraggio della Fondazione, relativo alla settimana 28 settembre al 4 ottobre, in cui si evidenzia un netto aumento dei nuovi casi Covid, aveva posto l'attenzione su tale questione chiedendo al ministro della Salute uscente di pubblicare subito il piano di gestione pandemica per l’autunno-inverno.
  • A sostenertlo Nino Cartabellotta, Presidente Fondazione Gimbe, nel suo intervento al Life Sciences Pharma & Biotech Summit, organizzato dal Sole 24 Ore. "Occorre ora approfittare della grande occasione del Pnrr - ha precisato - con riforme coraggiose per rilanciare il Ssn e la medicina territoriale".
  • EvdÈ quanto ha ribadito il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nel suo intervento all’Assemblea annuale Federmanager Roma. Un rischio insito nelle contraddizioni del nostro Ssn che attualmente “garantisce una 'salute diseguale' a livello territoriale che influisce anche sulla riduzione degli anni di vita". Motivo per cui, per il presidente della Fondazione Gimbe, è necessario effettuare "coraggiose riforme di sistema, una rigorosa governance delle regioni e investimenti vincolati per il personale sanitario".
  • Evd"Le coperture raggiunte in Italia per tutte le fasce di età over 60 anni – ha dichiarato il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta – documentano un sostanziale fallimento della campagna nazionale di vaccinazione anti-Covid. In Europa peggio di noi solo Grecia e Paesi dell’Est". Alla base del fallimento: sfiducia nei vaccini, criticità organizzative, limitata promozione istituzionale.
  • EvdI dati del Ministero della Salute sull’esigibilità dei Lea, oltre a segnare un peggioramento complessivo rispetto al 2021, nel 2022 confermano il gap tra Nord e Sud del Paese: solo 13 Regioni rispettano gli standard essenziali di cura. Al Sud le uniche regioni 'promosse' sono Puglia e Basilicata. "La frattura strutturale tra Nord e Sud non solo non accenna a ridursi, ma addirittura si amplia - ha commentato Nino Cartabellotta - presidente della Fondazione Gimbe - senza definire, finanziare e garantire i Lep anche in sanità, con la legge Calderoli, la maggiore autonomia in questo comparto legittimerà normativamente questa frattura, compromettendo l’uguaglianza dei cittadini di fronte al diritto costituzionale alla tutela della salute".
  • EvdIl nostro Ssn è sempre più in affanno e il diritto alla salute è sempre più compromesso. Tra le nazioni del G7 l’Italia per spesa sanitaria pubblica pro-capite nel 2023 si colloca in ultima posizione. La Fondazione Gimbe lancia un appello all’Esecutivo chiedendo una rapida inversione di rotta, da tracciare nella Legge di Bilancio 2025 per non scivolare inesorabilmente "in 21 sistemi sanitari regionali regolati dalle leggi del libero mercato, dove le prestazioni saranno accessibili solo a chi potrà pagare di tasca propria o avrà sottoscritto costose polizze assicurative".
  • Intervenuti separatamente a Roma  al convegno Adnkronos, il ministro della Salute Orazio Schillaci e Nino Cartabellotta, presidente fondazione Gimbe,  convergono sull'urgenza di abbattere i tempi di accesso alle cure che rappresentano il principale collo di bottiglia del Ssn. Ma se per il ministero è una priorità di percezione sociale, per Gimbe è una questione di sopravvivenza del sistema.
  • I potenziali benefici previsti dal Dl rimangono un lontano miraggio: in sei mesi approvato solo 1 dei 6 decreti attuativi. Questo è lo stato dell'arte delineato dal monitoraggio della Fondazione Gimbe secondo cui l’ambiziosa complessità del Dl liste di attesa si scontra con numerosi ostacoli: attriti istituzionali a livello centrale, diseguaglianze regionali nella completezza e trasparenza dei dati, modalità poco trasparenti nella gestione delle agende di prenotazione sia del pubblico che del privato convenzionato, impossibilità di assumere personale sanitario per gli stringenti vincoli economici imposti dal Mef.
  • EvdA lanciare l'allarme è il presidente della Fondazione Gimbe a latere della presentazione dei dati emersi dall'analisi fatta dalla Fondazione sulla spesa sanitaria pubblica nei Paesi dell’OCSE: "I confronti internazionali sulla spesa sanitaria pubblica pro-capite relativi al 2022 confermano che l’Italia in Europa precede solo i paesi dell’Est. Abbiamo bisogno di invertire la rotta, con segnali già visibili nella NaDEF 2023 e nella prossima Legge di Bilancio. Altrimenti sarà l’addio al diritto costituzionale alla tutela della salute".
  • Evd"Il problema delle liste di attesa - ha dichiarato Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe - affligge da sempre il nostro Ssn, ma negli ultimi anni si è aggravato per l’enorme quantità di prestazioni non erogate durante la pandemia. Nessuna Regione ha raggiunto, per tutte le prestazioni, le quote di recupero previste dai Piani Operativi Regionali, elaborati secondo le indicazioni del Ministero della Salute”.
  • EvdAumentano i pazienti in assistenza domiciliare e gli assistiti in telemedicina. Espunte 312 CdC e 74 Ospedali di Comunità. Svaniscono 1.803 posti letto. Questo, in sintesi, quanto rilevato dall’Osservatorio Nazionale sul Ssn della Fondazione Gimbe in merito alla revisione del Pnrr del governo, approvata dalla Commisione Europea. "Sull’incomprensibile taglio ai posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva - ha sottolineato il presidente della Fondazione Nino Cartabellotta - sarebbe opportuno che le Istituzioni fornissero chiarimenti”.
  • Secondo il monitoraggio della Fondazione Gimbe, nel 2022 la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,04 miliardi. I dati elaborati dalla Fondazione confermano anche il peggioramento dello squilibrio tra Nord e Sud, con un flusso enorme di pazienti e di risorse economiche in uscita dal Mezzogiorno verso Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, le Regioni più attrattive che incassano il 94,1% del saldo attivo, mentre il 78,8% del saldo passivo grava sul Centro-Sud. Il 54,4% delle prestazioni erogate fuori regione va al privato accreditato.
  • EvdAlla crisi della Medicina generale oggi la politica intende rispondere con una riforma radicale. Governo e Regioni concordano sulla necessità di passare dal rapporto di convenzione a quello di dipendenza per i Mmg, con l’obiettivo primario di garantirne la presenza nelle Case di Comunità e negli altri servizi della Asl. "Eppure – spiega Nino Cartabellotta  presidente Fondazione Gimbe  – non è stata condotta alcuna valutazione di impatto che dimostri l’efficacia di questa soluzione: un’analisi approfondita dovrebbe considerare gli effetti economici, contributivi, organizzativi e professionali di una riforma di tale portata".
  • Evd"Deregulation e scarsa trasparenza li hanno resi strumenti di privatizzazione e sostitutivi della sanità pubblica". Questo quanto dichiarato da Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, in uno dei passaggi dell'intervento tenuto durante l’audizione al Senato presso la decima Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, nell’ambito dell’Indagine conoscitiva su forme integrative di previdenza e assistenza sanitaria.
  • Evd"Errori di programmazione, definanziamento, blocco delle assunzioni hanno determinato una forte contrazione degli investimenti per il personale sanitario dipendente e convenzionato, alimentando demotivazione e disaffezione dei professionisti verso il Ssn. Senza un adeguato rilancio delle politiche per il personale sanitario, l’offerta dei servizi sanitari ospedalieri e territoriali sarà sempre più inadeguata, rendendo impossibile garantire il diritto alla tutela della salute". Questo quanto ha sottolineato il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, in un passaggio del suo intervento presso la XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’'Indagine conoscitiva in materia di riordino delle professioni sanitarie'.
  • A undici mesi dalla scadenza finale, la Fondazione Gimbe ha lanciato un allarme sullo stato di attuazione degli obiettivi. Nonostante il rispetto formale delle scadenze e l’erogazione delle rate europee, la spesa effettiva delle risorse e l’avanzamento reale dei progetti procedono con lentezza e con forti diseguaglianze territoriali, rischiando così di sprecare risorse e di lasciare incompiuta la riforma più ambiziosa della sanità italiana degli ultimi decenni.
  • Davanti alla decima Commissione del Senato la Fondazione Gimbe ha lanciato un forte monito sul nuovo DdL delega per la riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale. Per i medici impegnati nelle cure primarie, il quadro che emerge è quello di una riforma ambiziosa nelle premesse, ma potenzialmente paralizzante nell'esecuzione, caratterizzata da un’allarmante carenza di risorse e da una visione che rischia di marginalizzare ulteriormente il territorio. La prevenzione è assente dal testo e si rischia una deriva "ospedalo-centrica" a favore del privato. Il riordino senza investimenti strutturali minaccia di paralizzare l'assistenza primaria e rendere inesigibili i Lea.
  • A lanciare l'allarme Nino Cartabellotta presidente della Fondazione Gimbe che, commentando i dati preoccupanti sullo stato dell'arte della professione infermieristica, presentati a Rimini al 3° Congresso Nazionale Fnopi, ha affermato: "Siamo di fronte a un quadro che compromette il funzionamento della sanità pubblica e mina l’equità nell’accesso alle cure, sia in ambito ospedaliero sia territoriale, dove gli investimenti del Pnrr rischiano di essere vanificati senza un’adeguata dotazione di personale infermieristico".
  • EvdLa Fondazione Gimbe, al 9° Forum Mediterraneo in Sanità, ha presentato un’analisi dettagliata sul Fascicolo sanitario elettronico (Fse), evidenziando forti disparità regionali, documentazione incompleta e scarso coinvolgimento dei cittadini. Solo 4 tipologie di documenti sanitari sono disponibili ovunque, consenso dei cittadini fermo al 42% e servizi digitali integrati a macchia di leopardo. Il presidente Nino Cartabellotta invita a costruire un patto nazionale, con il coinvolgimento strategico dei medici di famiglia.
  • EvdIl presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nella recente audizione alla Camera dei Deputati, ha sottolineato che il persistere del sotto-finanziamento pubblico del comparto sanità avrà tre conseguenze fondamentali sul Servizio sanitario nazionale: l’ulteriore demotivazione del personale sanitario, la difficoltà sempre crescente nel garantire le innovazioni farmacologiche e tecnologiche e infine, l’addio all’universalismo con l’involuzione del servizio sanitario in una sanità a doppio binario.