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rinite allergica
Allergie respiratorie: attenzione ai rischi legati alla riduzione della vigilanza
In occasione della
Giornata mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro
, non sono da dimenticare le criticità legate alle allergie respiratorie, come tema sempre più rilevante non solo sul piano clinico, ma anche in relazione alla sicurezza e alla performance nei contesti professionali. Queste sono infatti spesso legate a una costellazione di disturbi che riguardano la stanchezza, la difficoltà di concentrazione, i disturbi del sonno, che si ripercuotono sulle attività quotidiane a volte in maniera importante.
Una questione diffusa e sottovalutata
Le allergie respiratorie interessano in Italia circa il 20% della popolazione – oltre 12 milioni di persone. Si tratta di patologie croniche ad alta prevalenza, in progressivo aumento. A livello globale si stima che siano circa 600 milioni le persone coinvolte, mentre in Europa il costo complessivo, tra impatto sanitario ed economico, raggiunge i 30-50 miliardi di euro all’anno.
Nonostante questi dati, le allergie respiratorie risultano ancora oggi sottodiagnosticate e frequentemente gestite in modo non appropriato: solo una quota limitata di pazienti accede a un percorso diagnostico, mentre circa il 50% non assume alcuna terapia o la utilizza in modo discontinuo.
“Le allergie respiratorie rappresentano una condizione clinica ad alta prevalenza e ancora oggi ampiamente sottovalutata o gestita senza una reale consapevolezza, con un impatto significativo sulla qualità della vita, privata e professionale - osserva
Mario Di Gioacchino
, Past President Siaaic - Negli ultimi anni, tuttavia, la ricerca ha portato allo sviluppo di opzioni terapeutiche più evolute, come gli antistaminici di ultima generazione, caratterizzati da una sostenuta attività farmacologica, con ridotta interazione a livello del sistema nervoso centrale. Questo consente di controllare efficacemente i sintomi limitando effetti collaterali clinicamente rilevanti, come la sedazione, e preservando i livelli di vigilanza. In questo scenario, diventa fondamentale promuovere un approccio basato su una diagnosi corretta sostenuta da metodiche up-to-date e una scelta terapeutica che miri non solo al sintomo ma che prenda in considerazione il paziente nella sua globalità.”
Non solo disturbi respiratori
Accanto alla dimensione clinica, emerge con sempre maggiore evidenza il legame tra allergie respiratorie e
funzione cognitiva.
I dati indicano che fino al 61% dei pazienti presenta disturbi del sonno, con conseguente impatto su attenzione, tempi di reazione e performance nelle attività quotidiane. La
riduzione della vigilanza
rappresenta un elemento chiave, in quanto può essere determinata sia dalla sintomatologia allergica non trattata sia da alcune sostanze farmacologiche associate a effetti sedativi, configurando un potenziale fattore di rischio nei contesti lavorativi e nelle attività che richiedono elevata concentrazione.
“Molti pazienti con allergie respiratorie non seguono un percorso diagnostico e terapeutico adeguato, con ricadute rilevanti sulla qualità del sonno e la capacità di concentrazione - sottolinea
Sandra Frateiacci
, Vicepresidente FederAsma e Allergie - È importante considerare che la riduzione della vigilanza può essere determinata sia dalla patologia sia da alcuni trattamenti con effetti sedativi di cui non tutti sono sempre consapevoli. Rafforzare il dialogo tra pazienti e professionisti della salute è fondamentale per promuovere scelte terapeutiche più consapevoli così come rendere l’informazione sugli effetti sedativi dei farmaci più accessibile. In questo senso abbiamo lanciato un’iniziativa di
raccolta firme
che chiede l’introduzione di un pittogramma sulle confezioni per segnalare in modo chiaro eventuali effetti sulla capacità di attenzione e di guida.”
Ruolo dell’automedicazione
Nel percorso di cura, in particolare nei pazienti con sintomatologia lieve o moderata, il ricorso all’automedicazione rappresenta una componente rilevante.
“Abbiamo voluto accendere i riflettori su un tema che riguarda non solo la salute, ma anche la sicurezza sul lavoro - afferma
Furio Truzzi
, Presidente Consumers’ Forum - L’obiettivo è rafforzare l’attenzione su un corretto utilizzo dei farmaci e sull’impatto delle allergie respiratorie, in particolare nei contesti professionali che richiedono elevati livelli di attenzione come la guida dei mezzi e la conduzione di impianti particolarmente rischiosi, il lavoro in quota. In questo ambito, è stato presentato un
documento
, che propone anche strumenti concreti di informazione per il cittadino, come l’introduzione di
pittogrammi sulle confezioni dei farmaci
che segnalino eventuali effetti sulla vigilanza, per favorire scelte più consapevoli e contribuire alla riduzione dei rischi. Confidiamo ora in adesioni non formali di imprese e istituzioni al nostro lavoro e in particolare a una rinnovata attenzione del Parlamento e del Governo a un miglioramento del quadro legislativo e normativo.”
Un documento sulla sicurezza
È proprio con questo obiettivo che nella Giornata mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, con il patrocinio di Inps, Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza, Federfarma e Fenagifar, è stato presentato il documento
“Allergie respiratorie e attenzione: strategie per ridurre i rischi invisibili”
realizzato grazie alla collaborazione tra Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (Siaaic), Associazione Nazionale Medici del Lavoro e Competenti (Anma), FederAsma e Allergie, Consumers’ Forum, clinici, ed esperti di INAIL per favorire un cambio di prospettiva: dalle allergie respiratorie come disturbo stagionale a una condizione che richiede diagnosi, gestione corretta e consapevolezza delle implicazioni di sintomi e terapie sulla vita quotidiana e professionale.
Un’iniziativa di sensibilizzazione nata da un’idea di Opella Healthcare Italy, in linea con la mission di promuovere un approccio alla salute sempre più accessibile e consapevole, mettendo la salute nelle mani delle persone.
“Con questo progetto vogliamo contribuire a rafforzare la consapevolezza sul legame tra gestione della salute e sicurezza nei contesti di vita e di lavoro - afferma
Raka Sinha
, General Manager Opella Italia - La nostra ambizione è supportare le persone nell’essere sempre più protagoniste delle proprie scelte di salute, promuovendo un approccio informato e responsabile, in linea con la nostra mission Health. In your hands.”
Rinite allergica: al via la campagna di sensibilizzazione “Scatti di rinite”
Dal dal 17 al 20 marzo è stata aperta a Milano la mostra fotografica con i volti delle persone che convivono con la rinite allergica.
‘Scatti di Rinite: le smorfie che non fanno ridere’ è una campagna di informazione e sensibilizzazione e una mostra fotografica. Il progetto, promosso da Aaiito- Associazione allergologi immunologi italiani territoriali e ospedalieri- vede la collaborazione dell’associazione pazienti Respiriamo Insieme Aps e il contributo non condizionante di F.I.R.M.A., azienda del Gruppo Menarini.
La campagna mira a mettere in luce una condizione comune ma poco conosciuta e offre uno sguardo intimo e reale sulla vita dei pazienti, rappresentando i volti delle persone affette e le “smorfie” provocate dalla patologia.
Attraverso l’obiettivo sensibile del fotografo Giorgio Galimberti, gli scatti hanno immortalato non solo i sintomi visibili- come il naso che cola, gli occhi arrossati e le smorfie di disagio- ma anche l’impatto emotivo, spesso sottovalutato, che questa condizione ha sulla vita di chi ne soffre. Ogni foto racchiude frammenti di vita e storie di pazienti reali mostrando che dietro un semplice starnuto c’è molto di più.
Impatto della rinite allergica
In Italia la rinite allergica interessa circa il 25% della popolazione (1): reazione infiammatoria provocata da sostanze comuni come pollini, acari, epiteli o muffe, impatta pesantemente sulla qualità di vita, ma non sempre riconosciuta in tempo e gestita in modo strutturato, come emerge dai risultati di una survey condotta da Aaiito nel 2025.
“Dalla nostra survey condotta sui medici di medicina generale, emergono ancora ritardi diagnostici. Risulta prioritario rafforzare la formazione per garantire il riconoscimento precoce della patologia e una più stretta sinergia tra medico di medicina generale e specialista”, ha dichiarato
Francesco Murzilli
, Presidente Aaiito. “Progetti di questo tipo, che uniscono l’arte visiva all’informazione scientifica, sono essenziali per arrivare al grande pubblico e far comprendere la reale portata di questa patologia”.
Secondo i dati Aria (Allergic rhinitis and its impact on asthma), la prevalenza della rinite allergica è aumentata del 10% tra i giovani (18-30 anni) e del 15% tra i bambini (0-14 anni) negli ultimi 5 anni(1). L’incremento di inquinanti atmosferici è stato associato a un aumento dei sintomi, così come i cambiamenti climatici che prolungano la stagione pollinica(2).
“La patologia può avere un impatto significativo anche sulla qualità della vita, sulla produttività e sul benessere generale delle persone”, afferma
Riccardo Asero
, Specialista in Allergologia e Immunologia Clinica e già Presidente Aaiito. “Basti pensare che, secondo gli ultimi dati Aria, in Europa i costi diretti della patologia vanno da circa 160 a 550 € all’anno per paziente, mentre i costi indiretti, per i non trattati, possono superare i 2.400 €. Un impatto che non è solo economico, ma anche sociale, umano: proprio per questo speriamo che, attraverso questa campagna, sia possibile contribuire a promuovere una maggiore comprensione della patologia e favorire un accesso più ampio alle cure adeguate”.
Bibliografia
1) Allergic rhinitis and impact of asthma (Aria) 2022
2) Augustin J, et al. Climate Change, Air Quality, and Pollen Allergies-State of the Art and Recommendations for Research and Public Health. Allergy 2026; 81: 663-83. doi: 10.1111/all.70159.