Salutequità

  • EvdNonostante gli ingenti investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, la gestione delle malattie croniche in Italia mostra criticità strutturali e disuguaglianze territoriali. Dalla scarsa implementazione dei Pdta regionali alla sottoutilizzazione del Fascicolo sanitario elettronico emergono nodi cruciali su remunerazione, programmazione e misurazione degli esiti. L’analisi dell’Equity Group Cronicità, promosso da Salutequità, propone interventi per un servizio sanitario più efficace e orientato al percorso completo del paziente.
  • L'allarme è stato lanciato da Tonino Aceti, presidente dell’associazione Salutequità durante una dichiarazione rilasciata all’Adnkronos Salute sulle risorse previste nei prossimi anni per il FSN. "Facendo i conti, in termini assoluti - ha spiegato -  parliamo per il prossimo anno di circa 1 miliardo e 800mila euro in meno di spesa sanitaria prevista”. E questo “proprio quando saranno introdotti i nuovi Lea”.
  • Nel 2024, mentre per la prima volta la rinuncia alle cure entra nel monitoraggio nazionale dei Livelli essenziali di assistenza come indicatore "core", il fenomeno tocca il suo massimo storico. Lo segnala Salutequità, che ha contribuito a introdurre nuovi strumenti di verifica, ma avverte: misurare non basta. Serve un’azione concreta da parte dello Stato, anche sostitutiva verso le Regioni inadempienti, per rendere effettivi i diritti di cura.
  • EvdLa richiesta viene da Tonino Aceti, presidente dell'associazione Salutequità.  Il Decreto 'Misure urgenti per la riduzione dei tempi delle liste di attesa delle prestazioni sanitarie' è in vigore da agosto di quest'anno, nel frattempo l'iter parlamentare per l'approvazione del Disegno di legge collegato inizierà a breve. Ma, ad oggi, il Dl resta inapplicato: "Mancano all'appello i decreti attuativi - denuncia Aceti - ed altri atti previsti per la piena operatività della norma. Ritardi che per il presidente di Salutequità sono inspiegabili "visti i requisiti di necessità ed urgenza alla base del primo decreto legge adottato dal governo sul tema".
  • EvdL’analisi di Salutequità, effettuata nella seconda metà del mese di gennaio 2025, sugli effetti degli strumenti messi in campo dal recente decreto legge sulle liste d'attesa mostrano un quadro a tinte fosche. Per il cittadino il rischio di rimanere nelle pastoie burocratiche e ritrovarsi con una prescrizione che indica i tempi appropriati entro cui ricevere prestazioni, ma senza l’appuntamento nei tempi indicati è reale e concreto in molti territori del nostro Paese.
  • A lanciare l'allarme è Salutequità, Associazione per la valutazione della qualità delle politiche per la salute. "Le attuali coperture relative al personale sanitario per il 2026 - dichiara Tonino Aceti, Presidente di Salutequità - ad oggi si attestano a circa 1,7-1,8 miliardi di euro, a fronte di un costo complessivo che oscilla tra circa 2,1 e 2,3 miliardi. Vanno trovate ulteriori coperture per circa 500 milioni di euro, altrimenti il debito buono relativo alle nuove strutture territoriali previste dal Pnrr si trasformerà in debito cattivo, cioè strutture vuote senza il personale necessario".