Sanità

  • EvdQuesto è l'appello lanciato dall’Istituto per la Promozione dell’Etica in Sanità (ISPE Sanità). "Desta profonda preoccupazione l’ipotesi di inserire la sanità tra le materie oggetto di maggiori autonomie -  ha affermato Francesco Macchia, Presidente ISPE Sanità - la Riforma del Titolo V della Costituzione del 2001 ha già portato a differenze laceranti tra i sistemi sanitari delle diverse Regioni e Province autonome: a testimoniarlo in modo inequivocabile ci sono le disparità negli adempimenti di applicazione dei LEA e la sempre crescente migrazione sanitaria tra le Regioni”.
  • Il nostro servizio sanitario è diventato un modello misto, ma ciononostante molto sottofinanziato rispetto agli standard degli altri Paesi Ocse. Come trovare quindi nelle pieghe della spesa pubblica improduttiva le risorse che servono a curare i cittadini? Quali misure adottare, quali riforme organizzative? Questi i temi e gli interrogativi su cui si sono confrontati, istituzioni, esperti e associazioni dei cittadini che l’Osservatorio Innovazione di Motore Sanità ha riunito a Cernobbio.
  • EvdSono preoccupanti i dati rilanciati da Cittadinanzattiva, durante il convegno 'Desertificazione sanitaria: verso una nuova alleanza per colmare il vuoto', che mostrano una situazione di penuria di professionisti sanitari molto diffusa e variegata. La disponibilità di medici di medicina generale si aggrava e cresce  il disagio professionale di chi lavora nel Ssn. Durante il convegno sono stati presentati i dati di tre grandi progetti europei - Ahead, Meteor e Oasis - che affrontano il fenomeno della desertificazione sanitaria come urgenza da affrontare su tutto il territorio europeo.
  • Il volume "Diseguaglianze e progresso verso la salute del futuro nell’era dell’IA", curato da Fausto Massimino ed Enrico Sabatini per la Fondazione Roche e presentato ieri a Roma, rappresenta una riflessione corale e multidisciplinare sulle disparità strutturali che attraversano il sistema salute nazionale.

  • EvdSecondo l’ultimo rapporto di Itinerari Previdenziali, l’invecchiamento della popolazione italiana  richiederà in futuro una maggiore spesa sanitaria e assistenziale, in particolare per la non autosufficienza. "Nel 2050 un terzo italiani sarà over 65 - ha dichiarato il Ministro della Salute - c'è la necessità di adeguare il sistema sanitario" servono "misure straordinarie per i nuovi bisogni sanitari e sociali".
  • Partirà il 1 marzo la raccolta firme per la petizione sulla sanità promossa dal Comitato “La Lombardia SiCura”, che ha presentato l’iniziativa a Milano. I punti chiavi alla base della petizione sono: un Centro Unico di Prenotazione, che dovrà disporre delle agende di tutte le strutture, pubbliche e private contrattualizzate; l’abbattimento delle liste d’attesa, attraverso un periodico controllo, da parte di Regione e Ats; lo stop all’utilizzo dei medici a gettone e, quindi, la stabilizzazione e l’assunzione del personale sanitario.
  • Una delibera, approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore al welfare, stanzia  8 milioni di euro, che si aggiungono ai 12 già stanziati lo scorso anno, per consentire ai Mmg di avere a disposizione personale di studio e dare piena operatività alle AFT affinché si integrino nel modello di riorganizzazione della rete delle cure primarie all’interno del polo territoriale delle Asst, vale a dire Distretti, Case e Ospedali di Comunità, Centrali operative territoriali.
  • EvdSecondo le stime di Facile.it il valore dei prestiti personali erogati agli italiani nel 2023 per far fronte alle spese mediche è di oltre un miliardo. "Oggi curarsi è diventato sempre più oneroso, anche alla luce del maggior ricorso alla sanità privata - ha dichiarato Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it -. Servirsi del credito al consumo può essere una strategia per alleggerire l'impatto di queste spese sul bilancio familiare, evitando così di andare in sofferenza o, peggio, di rinunciare a curarsi".
  • L'impatto delle guerre sulla salute pubblica va ben oltre le ferite da fuoco. Un recente studio pubblicato da The Lancet, a cui ha fatto eco l'allarme della Fnomceo, hanno messo in luce una realtà drammatica: ogni incremento della spesa militare sottrae risorse vitali alla tutela della salute, trasformando i sistemi sanitari nelle prime vittime invisibili dei conflitti.
  • EvdA dare una risposta a questo quesito è il Rapporto 2024 di Crea sanità: “Opportunità di tutela della salute: le performance regionali” che, attraverso l'analisi dei principali indicatori dell’assistenza sociosanitaria conferma il gap sanitario tra Regioni, soprattutto tra Nord e Sud. Veneto, Piemonte, Bolzano e Toscana sono le Regioni promosse con livelli complessivi di tutela della salute migliori e con un indice di performance che supera il 50% del livello massimo. Anche se il Sud è ancora indietro in termini di livello di performance sanitarie regionali, è proprio nel Meridione che si sono registrati i maggiori miglioramenti negli ultimi cinque anni.
  • Davanti alla decima Commissione del Senato la Fondazione Gimbe ha lanciato un forte monito sul nuovo DdL delega per la riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale. Per i medici impegnati nelle cure primarie, il quadro che emerge è quello di una riforma ambiziosa nelle premesse, ma potenzialmente paralizzante nell'esecuzione, caratterizzata da un’allarmante carenza di risorse e da una visione che rischia di marginalizzare ulteriormente il territorio. La prevenzione è assente dal testo e si rischia una deriva "ospedalo-centrica" a favore del privato. Il riordino senza investimenti strutturali minaccia di paralizzare l'assistenza primaria e rendere inesigibili i Lea.
  • “Siamo la maggioranza degli operatori, dobbiamo poter dire la nostra sui modelli organizzativi”. A sottolineare ciò è stata Monica Calamai, direttrice generale Ausl Ferrara, Commissaria Straordinaria Azienda Ospedaliera Universitaria Ferrara, durante i lavori della terza edizione della convention “Donne, salute, territorio” organizzata dalla community Donne Protagoniste in Sanità, di cui Calamai è coordinatrice.