Simg

  • Simg lancia un documento per ricordare e aggiornare le buone norme di comportamento sia per gli assistiti sia per i medici di famiglia strenuamente impegnati a fronteggiare questa quarta fase della pandemia. L'aumento di persone contagiate e anche ammalate, per il presidente della Simg, rende necessiario per i Mmg potersi dotare di strumenti terapeutici come gli anticorpi monoclonali, gli antivirali e gli inibitori delle proteasi, con particolare riguardo per quelli che si dimostreranno efficaci anche contro le attuali mutazioni del Coronavirus.
  • A un anno dalla pubblicazione delle Linee Guida sulla Valutazione Multidimensionale, la Simg, in Congresso a Firenze, ha lanciato una nuova forma di presa in carico del paziente in età avanzata attraverso la messa in campo del progetto "Radar: "Comorbidità, fragilità, valutazione multidimensionale, piano individuale di cura" che identifica un percorso formativo nelle cure primarie per identificare i pazienti fragili, stratificando la popolazione secondo varie dimensioni e della ricerca Primacare, attualmente nella fase di follow up. Per questo trial, alcuni gruppi di medici della Simg hanno sottoposto una popolazione di pazienti over 65 alla valutazione multidimensionale e a dei prelievi biologici per capire i movimenti di alcuni marcatori.
  • La Società italiana dei medici di medicina generale e delle cure primarie interviene sulla proposta del Ministero della Salute inerente al nuovo impianto organizzativo della sanità territoriale e sottolinea la necessità di valorizzare le strutture intermedie come spazi di coordinamento assistenziale. Centrale, secondo la Società scientifica, il rafforzamento del rapporto di fiducia medico-paziente e un investimento strutturale su risorse professionali, innovazione digitale e percorsi formativi.
  • L’aumento vertiginoso dei contagi Covid, durante queste settimane, richiede alcune accortezze che vengono riassunte dalla Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg) per guidare i colleghi e i cittadini nella gestione di questo momento delicato. "Un piano anti-Covid - precisa Ignazio Grattagliano Coordinatore attività Covid-19 Simg - deve comunque essere continuativamente presente nell’attività giornaliera della Medicina Generale".
  • La Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg) lancia un documento per fornire solide indicazioni sul management clinico-farmacologico a domicilio del paziente con Covid-19 in forma lieve o moderata. Previsti progressivi aggiornamenti grazie alla collaborazione con la Simit. “È necessario utilizzare indicazioni semplici e comprensibili sulla base delle evidenze scientifiche disponibili e delle raccomandazioni ufficiali del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità. Per questo la Simg propone una Expert Opinion” sottolinea Claudio Cricelli, Presidente Simg. 
  • Evd“Serve un supporto delle cure territoriali, non solo per proteggere gli ospedali e i Pronto Soccorso, ma la popolazione stessa, sempre più anziana e con comorbidità. Non esiste un servizio sanitario pubblico ed efficiente senza cure primarie al passo coi tempi”. A sottolineare ciò, Alessandro Rossi, Presidente Simg, all'apertura del 41° Congresso Nazionale della Società scientifica, che ha preso il via con sessioni virtuali e vede riuniti a Firenze oltre 3.500 Mmg in presenza dal 28 al 30 novembre.
  • Promuovere un invecchiamento attivo e consapevole, offrendo strumenti concreti ai cittadini e ai Mmg per integrare la prevenzione nella pratica clinica quotidiana. Questa è la finalità del nuovo progetto nazionale della Simg che accompagna gli over 65 in un percorso di informazione e consapevolezza, con guide su alimentazione, attività fisica e vaccinazioni.
  • La Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie lancia un appello alle istituzioni per rafforzare e aggiornare la medicina territoriale, partendo dai suoi attori principali: i medici di famiglia. Formazione, tecnologia, presa in carico del paziente cronico, condivisione degli strumenti sono le principali istanze per raggiungere l'obiettivo che Simg ha messo al centro del recente incontro svoltosi al Ministero della Salute e su cui ci sarebbe piena convergenza con il Dicastero.
  • I Mmg della Simg, alleati con gli infettivologi della Simit per il progetto di formazione sulle malattie infettive, hanno ribadito il loro impegno per far emergere il sommerso relativo all'epatite B e Delta. Un impegno che esige un ulteriore sforzo dopo l'approvazione di Aifa di un nuovo farmaco che permetterà di migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti con Epatite Delta, dando l’opportunità di trattare anche senza interferone pazienti che prima non potevano ricevere alcuna terapia.
  • Evd Le riforme avviate anche con i fondi del Pnrr puntano a un rafforzamento della medicina territoriale con le Case di Comunità, ma queste soluzioni potrebbero non essere sufficienti per l’erogazione dei servizi essenziali di prossimità in alcuni particolari contesti: aree interne, piccoli comuni e comunità montane. È quanto emerge dal 10° Congresso interregionale della Simg di Abruzzo, Marche, Molise, Umbria, territori caratterizzati da zone montuose e piccoli comuni, spesso distanti e con poche infrastrutture, oltre che da una popolazione con età media elevata.
  • È quanto ha sostenuto Claudio Cricelli, Presidente Simg durante il  recente webinar: 'Approcci innovativi tra etica e morale al tempo della pandemia'. "La pandemia - ha precisato Cricelli - ha generato un nuovo rapporto medico-paziente, ridisegnando anche i nostri compiti. Tante sfide di questi mesi sono andate oltre l’aspetto clinico e hanno ampiamente investito la sfera etica, come la scarsità di risorse".
  • EvdPromuovere una formazione specifica sull'Ia coinvolgendo i medici di famiglia nell’utilizzo delle più aggiornate soluzioni tecnologiche. Con queste finalità la Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie ha istituito un gruppo di lavoro specifico e redatto un Position Paper societario che definisce principi, raccomandazioni ed esempi concreti sull’uso etico e responsabile dell’Intelligenza artificiale in Medicina generale.
  • A lanciare l'allarme è la Simg durante i recenti lavori del Congresso regionale. “Servono spazi adeguati per esercitare la professione, strumenti diagnostici e presidi vaccinali"- sottolinea Gianmarco Rea, segretario Simg Lazio -. Ma la Fimmg regionale ribatte esprimendo delle perplessità riguardo alla 'sovrabbondanza" dei Mmg: "ci sono migliaia di cittadini del Lazio senza Mmg e la situazione è destinata ad aggravarsi nei prossimi tre anni".
  • L'esortazione viene dalla Simg. “Non si possono affrontare profonde riforme che incidono sulla natura e sulla struttura stessa del Ssn - ha dichiarato Claudio Cricelli, presidente Simg - con rimedi affrettati, dettati dall’emergenza. Motivo per cui proponiamo un nuovo approccio fondato su una vera riforma del Ssn che veda nelle cure primarie territoriali il comparto sanitario fondamentale del nostro Paese. Va ripensata la Medicina Generale  come comparto complesso che ha bisogno di una trasformazione sistematica, armonica globale”.
  • "La mancata applicazione di quanto previsto in materia di compilazione del Piano Terapeutico da parte dei medici di medicina generale sul territorio sta provocando disagi ai pazienti". L'Associazione Italiana Diabetici (Fand) invita Fimmg e Simg a vigilare sui propri iscritti e chiede ad Aifa di valutare se eliminare la procedura che, nel caso del diabete, costringe il medico di famiglia a compilare il Piano Terapeutico, uniformando la nota 100 a quanto avviene per altri farmaci.
  • “È necessario che sia immediatamente consentito anche ai medici di famiglia di poter utilizzare e prescrivere tutte le risorse terapeutiche disponibili per la buona cura del diabete, oggi ancor più rilevanti in quanto fortemente protettive contro Covid-19”. È  quanto ha tenuto a sottolineare Gerardo Medea, Responsabile Nazionale della Ricerca Simg, durante il recente Webinar  ‘Cura del Diabete e Mmg: Un attore chiave del processo di cura con le armi spuntate’, organizzato da  Diabete Italia Onlus e  Motore Sanità.
  • Questo l'appello lanciato da Simg-Simit-SItI in un documento congiunto per avviare da subito la campagna antinfluenzale che rischia di essere messa in secondo piano dal Covid. Le tre società scientifiche sottolineano che: “le Regioni devono provvedere a un approvvigionamento sufficiente di scorte, mentre la cittadinanza deve comprendere l’importanza della vaccinazione, a prescindere dal Covid". Sulla stessa lunghezza d'onda la Fimp.
  • Si stima che in Italia la malattia renale cronica (Mrc) riguardi circa 5 milioni di persone, ma che solo una su tre riceva una diagnosi corretta. Si tratta di una patologia spesso asintomatica, almeno inizialmente, ma che può evolvere fino all’insufficienza renale avanzata, con la necessità di dialisi o trapianto. Non solo: è noto che i portatori di Mrc presentano un aumento significativo del rischio cardiovascolare e ridotta possibilità di ricevere terapie salvavita.
    È in questo contesto che nasce Premio – Progetto per la gestione integrata della Mrc, una iniziativa congiunta della Società Italiana dei medici di medicina generale e delle cure primarie (Simg) e della Società Italiana di Nefrologia (Sin).

    Focus sulla diagnosi precoce
    È nelle fasi iniziali di malattia che è possibile agire con maggiore efficacia. La diagnosi precoce, insieme a una gestione condivisa tra medicina generale e specialistica possono infatti rallentare in modo significativo la progressione della malattia, migliorare la qualità di vita dei pazienti e ridurre il ricorso alle terapie sostitutive (dialisi e trapianto), con evidenti risparmi in termini di costi umani, sociali e sanitari.
    Tanto più in questo momento storico, in cui i progressi clinici e farmacologici hanno aperto nuove prospettive nella gestione della Mrc, rendendo possibile modificare la sua evoluzione.
    “Oggi disponiamo di strumenti diagnostici e terapeutici che permettono non solo di trattare la malattia renale cronica, ma di intervenire in modo sempre più efficace sulla sua evoluzione – sottolinea Luca De Nicola, Professore Ordinario di Nefrologia presso l'Università della Campania Luigi Vanvitelli e Presidente Sin - Le evidenze scientifiche degli ultimi anni indicano con chiarezza che è possibile rallentare la progressione della patologia, rimandando anche di 25 anni la dialisi, riducendo nel contempo anche il rischio cardiovascolare e consentendo infine la prescrizione di terapie salvavita per le malattie neoplastiche e infettive. Ma per farlo è fondamentale anticipare la diagnosi e costruire percorsi condivisi tra medicina generale e specialistica. In questo senso il progetto Premio rappresenta un passaggio strategico: vogliamo costruire una rete clinica e formativa nazionale capace di rendere più efficace la collaborazione tra nefrologi e medici di medicina generale e di migliorare in modo concreto la gestione complessiva della Mrc”.

    Una rete nazionale
    Il progetto Premio nasce con l’obiettivo di trasformare la diagnosi precoce della Mrc in una pratica diffusa su tutto il territorio nazionale, con una collaborazione strutturata tra Mmg e nefrologi. Cuore del progetto è la costruzione di una rete formativa e clinica integrata, capace di coinvolgere progressivamente migliaia di professionisti e di migliorare l’emersione della patologia.
    “Con il progetto Premio vogliamo costruire una rete capillare di medici di medicina generale e nefrologi in grado di lavorare insieme sul territorio - spiega Alessandro Rossi, Presidente Simg - Partiamo dalla formazione di coppie di professionisti che diventeranno referenti regionali e formatori, con l’obiettivo di diffondere competenze e strumenti operativi su tutto il territorio nazionale. La medicina generale è il primo punto di contatto con il paziente e può fare la differenza nell’identificazione precoce della malattia e nella presa in carico continuativa”.

    Un percorso triennale
    Il progetto si svilupperà lungo un percorso triennale (2026–2028) articolato su più livelli.
    La prima fase, avviata con il corso nazionale del 18 aprile 2026, prevede la formazione dei formatori, che guideranno la diffusione del modello nei rispettivi territori.
    Seguiranno 24 corsi territoriali in tutta Italia, a partire dal 6 giugno, che vedranno il coinvolgimento congiunto di medici di medicina generale e nefrologi, affiancati da una formazione digitale asincrona attiva tra giugno e dicembre 2026.
    L’obiettivo è rendere la diagnosi precoce e la gestione integrata della Mrc una pratica quotidiana nella medicina del territorio, migliorando l’appropriatezza dei percorsi di cura e favorendo una collaborazione stabile tra professionisti.
    Premio si propone come un modello organizzativo replicabile anche in altri ambiti della cronicità, con l’ambizione di coinvolgere nel tempo gran parte dei Mmg italiani e contribuire all’emersione di milioni di pazienti oggi non diagnosticati. Un passo concreto verso una sanità proattiva, capace di intervenire prima che la malattia si manifesti in forma avanzata e di migliorare in modo significativo la qualità di vita delle persone.
  • Così è stato denominato il 38° Congresso Nazionale della Simg, che si svolge a Firenze. "Siamo a un punto di svolta per la professione - sottolinea Claudio Cricelli, Presidente Simg - bisogna delineare gli elementi di prospettiva per consentirci di attuare una svolta radicale". Motivo per cui la Simg ha promosso l’organizzazione, entro il primo semestre del 2022, della prima Conferenza nazionale della MG e delle cure territoriali nel Ssn e nel sistema Paese Italia. Inoltre Simg ha annunciato che "avrà un ruolo fondamentale nel definire un metodo analitico dei bisogni evolutivi della popolazione del Paese”.
  • EvdDopo 29 anni, Claudio Cricelli non è più Presidente della Simg. Durante il 40° Congresso Nazionale, svoltosi di recente a Firenze, a capo della Società Scientifica è stato nominato Alessandro Rossi il cui discorso di insediamento è stato caratterizzato dall'invito all'unità, al fare gruppo: “Raccolgo un’eredità importante - ha sottolineato - e mi appresto ad affrontare nuove sfide che dovremo trattare in maniera collegiale, visto lo sforzo di gruppo che caratterizza il nostro lavoro. Occorre favorire un inserimento dei giovani: lavoriamo non per una next generation, ma per una today generation, affinché le nuove generazioni di Mmg siano attive sin da subito".