Smi-Campania

  • A protestare è il segretario generale dello Smi, Pina Onotri, secondo cui le carenze strutturali dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica, frutto di mancati investimenti nella prevenzione, ricadono da due anni sui medici di famiglia e sui pediatri di libera scelta e le ultime decisioni governative hanno comportato, in tema di green card, altri aggravi burocratici inutili e inappropriati come la registrazione del certificato di guarigione sul sistema Tessera Sanitaria per ottenerla.
  • EvdAncora una volta sul sovraffollamento dei Pronto Soccorso, tema al centro delle cronache locali e nazionali, i medici di famiglia sono stati additati come parte in causa di accessi impropri. Ma questa volta hanno fatto sentire forte e chiara la voce di protesta di una categoria in prima linea, strangolata da tagli e burocrazia che, "senza fondi" e "in assoluta solitudine" deve parare i colpi di una gestione della sanità che è sempre più ragionieristica e sempre meno tarata sui reali bisogni assistenziali.
  • In merito all'ennesimo atto di violenza nello studio di un Mmg non in associazione, avvenuto a Ponticelli in provincia di Napoli, il segretario regionale di Smi-Campania Giovanni Senese ha contestato le affermazioni della stampa locale sull'importanza del numero dei sanitari presenti nello stesso studio come deterrenza alle aggressioni, sostenenendo che nei Pronto soccorso, nei presidi di guardia  medica, nel 118, la presenza di più sanitari ha determinato aggressioni di maggiore efferatezza.
  • A chiederle è il segretario regionale Smi della Campania, Luigi De Lucia, dopo l'ennesima aggressione, verbale e fisica, a un medico di famiglia nella provincia di Napoli da parte di due suoi assistiti che pretendevano un’esenzione che non era prevista per le loro patologie. De Lucia, inoltre, denuncia come la campagna denigratoria contro i Mmg contribuisca ad alimentare tali episodi.