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Telemedicina
Digital health: cure accessibili e pazienti al centro
La digitalizzazione del Ssn legata al Pnrr rischia di creare nuove barriere per le fasce più fragili. Per monitorare il processo e garantire un'innovazione equa, Salutequità in collaborazione con Ucb Pharma, ha lanciato il Dhel (Digital health equity lab), puntando a evitare un sistema sanitario a più velocità.
La tecnologia corre anche in medicina, ma il Ssn non è ancora pronto
Questo è stato uno dei messaggi lanciati di recente al Congresso della Società Italiana di Telemedicina (Sit) svoltosi a Bologna. Sit ha sottolineato la necessità di dare adito a progetti a lungo termine condivisi da tutti gli attori in campo, di stimolare la formazione del personale sanitario, di incentivare lo sviluppo di modelli omogenei a livello nazionale, di promuovere un ruolo attivo degli utenti che devono essere adeguatamente informati.
Missione 6 Pnrr, la sanità di prossimità entra nel vivo
Con il primo via libera della Camera al decreto 19/2026, la riforma dell'assistenza primaria compie un passo decisivo. Il provvedimento introduce l'estensione dell'attività convenzionale fino a 72 anni e il debutto del telemonitoraggio per le cure oncologiche domiciliari. Previste inoltre procedure semplificate per la gestione di disabilità e cronicità, insieme a nuovi obblighi di trasparenza per i fondi integrativi.
Telemedicina: il rischio è di escludere i più fragili
A quattro mesi dal decreto sulla Piattaforma nazionale di telemedicina (Pnt) la Sit segnala difficoltà operative concrete che potrebbero frenare la sanità digitale proprio dove sarebbe più necessaria: le nuove regole digitali rischiano di lasciare senza cure anziani e persone con poca dimestichezza tecnologica. In un’Italia sempre più vecchia, servono modalità d'accesso più semplici e un periodo di transizione per permettere un passaggio graduale alle nuove regole per dare tempo ai pazienti e alle strutture di adeguarsi.