Esposoma, quanto l’ambiente è in grado di influenzare la salute?
Ma sta risultando in maniera sempre più consistente come anche l’ambiente possa svolgere un ruolo cruciale, ma in che modo?
Un fondamentale contributo in questo filone di ricerca è stato dato da una recente ricerca pubblicata su Nature Medicine. Rappresenta uno dei più ampi studi mai realizzati sull'associazione tra esposizioni ambientali ed esiti sulla salute, e ha dimostrato come l'analisi delle esposizioni nel loro complesso permette di cogliere una maggiore variabilità tra gli individui rispetto all'analisi delle singole esposizioni, al punto che alcune combinazioni di esposizioni sembrano avere un'influenza addirittura pari a quella della genetica.
Uno sguardo all’ambiente
Le esposizioni, esterne e interne, a cui una persona è soggetta nel corso della vita, che possono variare dall'inquinamento alle infezioni, fino all'alimentazione e allo stile di vita – e la risposta biologica dell'organismo ad esse – complessivamente costituiscono quello che viene chiamato esposoma.
Il team di ricerca, guidato da scienziati della Harvard Medical School, ha analizzato oltre 100.000 associazioni tra esposizioni e conseguenze sulla salute. Analizzando dati preesistenti provenienti da sondaggi sulla popolazione statunitense, i ricercatori hanno scoperto che le singole esposizioni hanno solo un impatto moderato sulla salute, ma che questo impatto aumenta quando si considerano più esposizioni contemporaneamente.
I risultati sottolineano la necessità di ulteriori studi su larga scala per individuare quali combinazioni di esposizioni abbiano il maggiore impatto sulla salute e sulle malattie umane.
La base in un modello preesistente
Il team di ricercatori ha preso spunto dalla ricerca genetica, nota per studi completi come gli studi di associazione a livello del genoma (Gwas), che analizzano l'intero codice genetico alla ricerca di correlazioni con le malattie.
Nel nuovo studio, i ricercatori hanno analizzato 20 anni di dati esistenti provenienti dal National Health and Nutrition Examination Survey (Nhanes), condotto annualmente dai Centers for Disease Control and Prevention. Hanno analizzato oltre 115.000 associazioni tra 619 esposizioni ambientali e 305 esiti di salute clinicamente rilevanti. Le esposizioni comprendevano elementi come inquinanti e nutrienti, mentre gli esiti di salute includevano parametri come l'indice di massa corporea, il livello di glicemia e la funzionalità polmonare.
Sono state identificate oltre 5.600 associazioni considerate statisticamente significative.
L’insieme è meglio del singolo
Quello che è emerso con chiarezza è che le singole esposizioni spiegavano meno dell'1% della variabilità degli esiti di salute tra le persone, considerando centinaia di esiti di salute. Considerando fino a 20 esposizioni contemporaneamente, il potere esplicativo aumentava in media al 3,5% su 120 esiti di salute, un valore paragonabile al contributo di alcune varianti genetiche individuali.
I risultati hanno inoltre rivelato alcune associazioni particolarmente forti tra esposizioni ed esiti. Ad esempio, una combinazione di 20 esposizioni specifiche, tra cui grassi trans, inquinanti comuni come i bifenili policlorurati e livelli di vitamina E, è stata in grado di spiegare il 43% della variabilità dei livelli di trigliceridi, noto fattore di rischio per le malattie cardiache.
Un punto di partenza
Lo studio fornisce "un'istantanea dell'esposizione" che può servire da punto di partenza per future ricerche sull'esposoma. Gli autori intendono estendere la ricerca a un numero ancora maggiore di esposizioni ambientali e relativi esiti sulla salute, esplorando le connessioni tra esposizioni precoci e malattie in età adulta.
Sono inoltre interessati a capire se e come le informazioni sulle esposizioni debbano essere integrate negli strumenti utilizzati dai medici per valutare il rischio di sviluppare patologie come le malattie cardiache e negli strumenti che i pazienti utilizzano per monitorare la propria salute.
Affinché altri gruppi di ricerca possano approfondire le connessioni emerse dallo studio, il team ha reso i propri dati e il software disponibili gratuitamente online nell'ambito del "Phenome-Exposure Atlas of Health and Disease Risk" (Atlante Fenomico-Esposizione del Rischio di Salute e Malattia).
Fonte: https://hms.harvard.edu/news/large-scale-look-exposome