Uno studio condotto su una coorte in Svezia ha rilevato che, per le persone con determinati genotipi dell'apolipoproteina E (ApoE) a maggior rischio di malattia di Alzheimer, un maggiore consumo di carne potrebbe essere associato a una riduzione del declino cognitivo. Precedenti studi avevano indicato che l' ApoE modifica la risposta a fattori dietetici e, secondo la nuova ricerca, gli individui con genotipi A ApoE ε3/ε4 e ε4/ε4 potrebbero trarre beneficio da un maggiore consumo di carne rispetto a quanto generalmente raccomandato.
L’abbigliamento, ancora più della crema solare, è la prima linea di difesa. Per questo, in occasione della Giornata nazionale della prevenzione del melanoma, celebrata il 2 maggio, la Fondazione Melanoma lancia la nuova campagna di sensibilizzazione “Vestiti di Prevenzione”.
Valutare l'efficacia di un intervento multidisciplinare domiciliare e disegnato sulla persona per ridurre le cadute dopo ictus. Questo è stato l’intento di uno studio randomizzato, a due bracci, condotto in 3 stati australiani.
Un “vecchio” farmaco sembra dimostrare un’azione positiva sulla longevità, come a dare il buon esempio. Si tratta della metformina, che, in uno studio sui primati, ha dimostrato efficacia nel rallentare l’invecchiamento cerebrale. La sperimentazione ha evidenziato che le funzioni cognitive negli animali anziani trattati conservavano la stessa efficienza di un’età molto inferiore a quella biologica (di circa 6 anni).
Negli ultimi anni sono stati dedicati molti sforzi nel tentativo di svelare il ruolo dei geni nelle malattie, esaminando come piccole variazioni nel codice genetico possano influenzare il rischio, nel corso della vita, di sviluppare patologie comuni come cancro, diabete o malattie cardiache. Ma sta risultando in maniera sempre più consistente come anche l’ambiente possa svolgere un ruolo cruciale, ma in che modo?
Un maggiore apporto di liquidi è universalmente raccomandato per ridurre il rischio di recidiva di calcoli urinari; tuttavia, l'aderenza a tale raccomandazione è difficile e l'efficacia degli interventi volti a mantenere un elevato apporto di liquidi non era stata finora studiata a fondo. Un nuovo studio condotto dall'Urinary Stone Disease Research Network, coordinato dal Duke Clinical Research Institute, ha verificato se un programma comportamentale potesse aiutare le persone ad assumere liquidi a sufficienza per prevenire la ricomparsa dei calcoli.
L'allenamento aerobico di intensità moderata-intensa, la riduzione farmacologica intensiva della pressione arteriosa (Pa) e del colesterolo Ldl sierico, o entrambi, non sembrano determinare differenze statisticamente significative nel miglioramento della funzione cognitiva globale nell'arco di 24 mesi. Questi i principali risultati di uno studio clinico randomizzato, multicentrico, in singolo cieco, con un disegno fattoriale 2×2 e una durata di 24 mesi, condotto in 4 centri clinici negli Stati Uniti.