Uno studio pubblicato sull'European Heart Journal ha dimostrato che l'assunzione regolare di acido acetilsalicilico (Asa) è associata a un rischio significativamente inferiore di sviluppare calcificazioni della valvola aortica e stenosi aortica grave.
Secondo un recente studio, seguire una dieta mediterranea è associato a un minor rischio di tutti i tipi di ictus nelle donne. Dalla ricerca è emerso che le donne con la maggiore aderenza alla dieta mediterranea avevano il 18% di probabilità in meno di subire un ictus, incluso un rischio inferiore del 16% di ictus ischemico e un rischio inferiore del 25% di ictus emorragico.
Una recente ricerca rileva che i cambiamenti cellulari legati all'età sono sincronizzati in tutto l’organismo, suggerendo l’esistenza di segnali molecolari comuni che potrebbero essere presi di mira con i farmaci. Nello studio, pubblicato su Science, i ricercatori hanno creato l'atlante più completo mai realizzato su come l'invecchiamento influenzi migliaia di sottotipi cellulari in 21 tessuti di mammiferi.
Il traffico stradale è la principale fonte di rumore ambientale in Europa e un riconosciuto fattore di rischio cardiovascolare, tuttavia le prove meccanicistiche dirette provenienti da studi sull'uomo rimangono limitate. Una ricerca ha indagato gli effetti acuti dell'esposizione notturna a basso livello di rumore del traffico stradale sui parametri cardiovascolari in adulti sani.
Un team di ricercatori del Centro Cardiologico Monzino IRCCS, in collaborazione con l’Università Statale di Milano, ha identificato un nuovo biomarcatore in grado di predire la mortalità cardiovascolare a cinque anni nei pazienti già colpiti da infarto. Lo studio, guidato da Marina Camera e pubblicato sulla rivista Thrombosis and Haemostasis, punta i riflettori sulle piastrine.
Presentati alla International Stroke Conference 2026 i risultati dello studio globale di fase III Oceanic-Stroke, che sembrano poter aprire nuove prospettive nella prevenzione dell’ictus ricorrente. Nello studio, condotto su oltre 12.300 pazienti in tutto il mondo, il farmaco sperimentale asundexian ha evidenziato una protezione significativa contro il rischio di secondo ictus.
L'ictus associato alla gravidanza o al periodo del post-partum, sebbene raro, rappresenta una condizione clinica critica con un'incidenza stimata tra 20 e 40 casi ogni 100.000 gravidanze. Negli Stati Uniti, tale patologia contribuisce a circa il 4-6% dei decessi materni annuali e può comportare deficit neurologici permanenti, disabilità a lungo termine e un aumento del rischio di recidive cerebrovascolari. La nuova dichiarazione scientifica dell’Aha, supportata dall’Acog, sottolinea la necessità di una gestione multidisciplinare e di un monitoraggio rigoroso dei fattori di rischio.