EvdI medici di medicina generale della Fimmg Lazio una settimana fa avevano lanciato un alert per l'aumento dei casi Covid a cui è susseguito quello dei colleghi della Lombardia. Sta di fatto che il recente monitoraggio settimanale di Iss e Ministero della Salute ha registrato una crescita del 62% di nuovi casi dovuti in gran parte alla variante KP3 L’incidenza sale  a 15 casi per 100 mila abitanti con l’indice Rt che si attesta a 1,20. La percentuale di reinfezioni è il 49% circa, in lieve aumento rispetto alla settimana precedente. Sostanzialmente stabile l’occupazione dei posti letto in ospedale.
La segretaria provinciale di Fimmg Milano Anna Pozzi, aveva confermato, sulla scia dei colleghi del Lazio, il crescente afflusso negli ambulatori di cure primarie della metropoli lombarda di pazienti con sintomi tipici di infezioni respiratorie, in linea con quanto emerge anche dall'ultimo bollettino Covid, che vede la Lombardia in testa per nuovi contagi registrati. “Stiamo rilevando un aumento dei casi di sindromi simil-influenzali  - aveva precisato Pozzi - che si possono ricondurre al Covid. Ma “non tutti i pazienti si vogliono sottoporre al tampone, per cui per noi Mmg diventa molto difficile fare la diagnosi differenziale. Le persone ricordano ancora quando si faceva il test e dovevano chiudersi isolate in casa, non considerano o non hanno capito che invece adesso con le dovute precauzioni si può uscire, per cui diventa molto difficile. Ma di forme simil-influenzali ce ne sono e ce ne sono di più di quelle che vediamo di solito in questa stagione nei nostri studi”. Fra chi si sottopone al tampone - spiega Pozzi - i positivi ci sono, direi quasi un 80%, stima sulla base della sua esperienza di medici di famiglia,  Senza fare nessun allarmismo perché comunque le forme sono piuttosto leggere e quindi si possono ben controllare”. A essere colpite sono un po' “tutte le fasce d'età. Ed è chiaro che sul paziente anziano è molto importante avere il tampone Covid. Questo perché nelle persone con cronicità, che sono poi le più delicate, abbiamo la possibilità di somministrare un antivirale”.
“La patologia influenzale ha lasciato la via ad un ritorno importante della malattia Covid, che ha circolato per tutto l’inverno e poi in background nei mesi successivi - ha dichiarato Maria Corongiu, infettivologa e presidente della Fimmg Roma -  il problema maggiore è che sono state smantellate tutte le misure di prevenzione, di controllo, il monitoraggio dei tamponi è stato interrotto, e quindi il rischio di contagio per le persone anziani e fragili è elevatissimo. Non ultimo la caduta dell’obbligo delle protezioni individuali negli ospedali dal 30 Giugno”.
"C’è da precisare - ha tenuto a sottolineare  Corongiu - che i dati ufficiali peccano di alcuni limiti in quanto molti cittadini eseguono il test in autonomia, non sempre dichiarano al medico la presenza della malattia, e quindi una consistente quota delle infezioni non viene rilevata neanche dai medici di famiglia."
Ma Francesco Vaia, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, in relazione alla crescita dei contagi Covid in Italia ha parole rassicuranti. "Osserviamo un ulteriore lieve aumento dei casi di covid ed anche delle ospedalizzazioni. Tuttavia, restano sostanzialmente sotto controllo: l'importante è oggi come ieri proteggere i più fragili, a partire dai grandi anziani, dagli oncologici, dagli immunodepressi”.
Se però prendiamo in considerazione l'intera Europa, non consolano le parole del direttore dell'ufficio regionale dell'Oms per l'Europa, Hans Kluge: "Nella regione dell'Oms Europa la percentuale di pazienti con malattie respiratorie risultati positivi al test per Sars-CoV-2 nelle reti delle cure primarie "è aumentata di 5 volte nelle ultime 8 settimane".