Medici Fp Cgil e Uil contro la Manovra
“La tutela della salute delle persone non è solo un problema della categoria e non può trasformarsi in una difesa corporativa, riguarda tutte e tutti, cittadine e cittadini, operatori, professionisti, politica e istituzioni. È un problema di carattere generale che non può essere ridotto alla prestazione medica o assistenziale”, affermano i sindacalisti. “La salute – proseguono – si costruisce insieme, nella struttura sociale del Paese, garantendo i servizi dove la gente vive, studia, ricerca, lavora, socializza. Investire su scuola, enti locali, ambiente, intervenire sulla sanità territoriale dei distretti, dei consultori, delle case di comunità è il fondamento per garantire la salute, per prevenire la malattia e abbattere le liste di attesa ed il sovraffollamento degli ospedali. E invece questa legge di bilancio taglia i servizi fondamentali, disgrega le comunità, abbandona gli anziani a casa, smantella i servizi sociali e lascia i giovani da soli nella ricerca, spesso disperata, di una realizzazione personale e professionale, per favorire il disagio precoce, la malattia e la sua mercificazione. Lo sanno tutti che le lunghe liste d’attesa sono in realtà un affare per il privato e infatti la legge di bilancio investe quasi esclusivamente sullo sblocco del tetto di spesa per le prestazioni private convenzionate”.
“I Medici, i Veterinari, i Dirigenti sanitari e delle professioni sanitarie scioperano convintamente il 29 Novembre – prosegue la nota dei sindacati – perché vogliono tutelare la salute di tutte e tutti, perché vogliono fare prevenzione, intercettare i bisogni di cura prima che compaia la malattia, perché è necessario investire sui servizi pubblici, sulla riforma del Ssn a partire dalle cure primarie con il passaggio al ruolo della Dirigenza anche dei Mmg, perché è necessario un piano straordinario di assunzioni e invece in questa legge non c’è neanche un euro per le assunzioni. È necessario investire sulla valorizzazione anche economica dei professionisti aumentando i salari e invece questa legge di bilancio definanzia i contratti e prevede pochi spicci, circa 17 euro dal 2025, sulla specificità professionale rimandando tutto, forse, al 2026. Non accetteremo poi che si intervenga con il trucchetto delle diverse aliquote sull’indennità di specificità come annunciato dal Ministro Schillaci con una mirabolante giravolta per nascondere la mancanza di investimento, perché la tassazione diversificata crea disparità di trattamento tra i professionisti, e perché di fatto non aumenta le buste paga e la massa salariale”. Secondo Filippi e Bonfili, “è necessario investire sulla formazione e la ricerca e invece questa legge di bilancio non risolve il problema delle specializzazioni non retribuite. Oggi è più che mai necessario costruire una massa critica in una mobilitazione generale che unisca cittadine e cittadini, lavoratrici e lavoratori a partire dallo sciopero del 29 Novembre”.
Invece per il segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga, la manovra "presenta diversi interventi in linea con le rivendicazioni avanzate da mesi dalla Cisl e di conseguenza, pur riscontrando, a nostro giudizio, alcuni aspetti migliorabili e da modificare, riteniamo che il disegno di legge risponda in modo significativo a diverse urgenze dei lavoratori, delle famiglie e del sistema socio-economico nel suo complesso".
In particolare, la Cisl "apprezza la decisione di rendere strutturale e di elevare la soglia del taglio del cuneo fiscale e contributivo" e la "conferma della defiscalizzazione al 5% per i salari legati alla produttività e al welfare contrattato, che si protrarrà per il triennio 25-27". "Positiva" anche "la conferma strutturale della decontribuzione a favore delle lavoratrici madri nonché il rafforzamento degli incentivi alle assunzioni". Sul fronte della famiglia "valutiamo con favore l'assegno per i nuovi nati di 1.000 euro" nonché "il rafforzamento dei congedi parentali, del bonus asili nido".