Con l’approvazione definitiva del Decreto Semplificazioni, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 239 del 14 ottobre 2025, l’Italia compie un passo storico nella digitalizzazione dei servizi sanitari.
L’articolo 22 del provvedimento introduce infatti una modifica sostanziale al D.Lgs. 165/2001, riformando l’art. 55-quinquies e sancendo l’equiparazione giuridica tra il certificato medico rilasciato in presenza e quello emesso da remoto tramite televisita.
La misura risponde a un duplice obiettivo: semplificare i procedimenti amministrativi legati alle assenze per malattia e favorire l’integrazione strutturale della telemedicina nella pratica clinica quotidiana.
In questa fase iniziale, la novità riguarda esclusivamente i dipendenti pubblici, ma il testo prevede un progressivo ampliamento al settore privato, subordinato a successivi interventi normativi e all’accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni.
Televisita e certificazione: cosa cambia nella pratica. L’equiparazione normativa consente ai medici di rilasciare certificati di malattia anche a distanza, utilizzando piattaforme di telemedicina che garantiscano identificazione certa del paziente, tracciabilità dell’atto medico e archiviazione digitale sicura.
Il certificato prodotto da remoto avrà quindi identico valore legale rispetto a quello emesso in ambulatorio, purché siano rispettati i requisiti di accuratezza clinica e adeguata documentazione del consulto.
Il nuovo quadro normativo elimina di fatto l’incertezza interpretativa che, fino ad oggi, limitava l’utilizzo della certificazione telematica nei casi di televisita, spesso considerata priva dei presupposti per una corretta valutazione diagnostica.
Le implicazioni per i medici di famiglia. Per i medici di medicina generale (Mmg), la riforma segna un cambio di paradigma profondo nella gestione delle assenze per malattia.
L’attività certificativa a distanza apre nuovi scenari ma anche nuove responsabilità:
⦁    Flessibilità operativa: possibilità di assistere e certificare pazienti in situazioni di isolamento, fragilità o difficoltà di spostamento, garantendo continuità assistenziale.
⦁    Responsabilità clinica rafforzata: la valutazione dello stato di salute dovrà avvenire secondo criteri clinici rigorosi, integrando dati anamnestici, referti precedenti e strumenti di monitoraggio remoto.
⦁    Necessità di protocolli chiari: le società scientifiche e gli Ordini professionali saranno chiamati a definire linee guida e procedure di tracciabilità, in grado di tutelare sia il medico sia il paziente.
⦁    Integrazione digitale: il certificato dovrà essere trasmesso attraverso i sistemi già in uso (come Inps e Mef e archiviato in modalità conforme alle norme su privacy e conservazione dei dati sanitari.
Un tassello della riforma della sanità territoriale. L’equiparazione tra certificazione in presenza e televisita si inserisce in un percorso più ampio di modernizzazione della sanità territoriale, orientato alla prossimità delle cure e alla riduzione degli oneri burocratici.
Se accompagnata da formazione adeguata e infrastrutture digitali affidabili, la misura può rappresentare un volano per l’evoluzione del ruolo del medico di famiglia, sempre più chiamato a coniugare competenza clinica e strumenti tecnologici.
Secondo le prime valutazioni del Ministero della Salute, il nuovo sistema potrà alleggerire i carichi ambulatoriali, ridurre i tempi di rilascio dei certificati e migliorare l’accesso dei cittadini ai servizi di base, senza pregiudicare la qualità e la sicurezza dell’atto medico.
Prospettive e criticità. Resta tuttavia aperto il tema dell’omogeneità applicativa: sarà necessario garantire standard condivisi a livello nazionale, evitando disparità territoriali legate alle diverse dotazioni tecnologiche o interpretazioni locali.
Fondamentale anche la formazione dei professionisti, che dovranno essere messi in condizione di utilizzare piattaforme sicure e conformi alle specifiche tecniche ministeriali.
Per i Mmg, la sfida è duplice: partecipare attivamente alla definizione delle regole e mantenere la centralità clinica dell’atto medico, affinché la semplificazione non si traduca in una banalizzazione della valutazione sanitaria.
La certificazione di malattia da remoto  quindi segna una svolta normativa e culturale nel rapporto tra medicina, tecnologia e pubblica amministrazione..
Dalle visite online al monitoraggio dei parametri: le nuove regole Agenas. Parallelamente, l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) ha pubblicato i modelli operativi per Televisita, Telemonitoraggio e Telecontrollo, tre pilastri della nuova sanità digitale finanziata dal Pnrr.
Le linee guida definiscono procedure, responsabilità e percorsi condivisi per assicurare uniformità e sicurezza in tutto il territorio nazionale: la Televisita è riconosciuta come vero e proprio atto medico, utile per follow-up e rinnovi terapeutici, ma non sostitutiva della prima visita in presenza; il Telemonitoraggio consente il controllo in tempo reale di pazienti cronici o a rischio, generando alert automatici in caso di parametri fuori soglia; il Telecontrollo si rivolge invece a pazienti stabili o cronici, con video-incontri periodici per la revisione terapeutica e la prevenzione. Elemento innovativo è la “Matrice delle responsabilità”, che assegna in modo chiaro compiti e ruoli a ciascun professionista coinvolto nel processo.
Verso un sistema sanitario integrato e digitale. Con l’equiparazione della certificazione da remoto e la definizione dei modelli Agenas, la Telemedicina entra a pieno titolo nel Servizio sanitario nazionale.
Un’evoluzione che potrà trasformare il ruolo del medico di famiglia, chiamato sempre più a integrare competenza clinica e strumenti digitali in un quadro di responsabilità condivisa.
Se accompagnata da adeguato supporto formativo e tecnologico, questa riforma potrà davvero rappresentare una semplificazione intelligente, capace di coniugare efficienza amministrativa, tutela del lavoratore e qualità dell’assistenza.