Come anticipato al Congresso nazionale Fimmg conclusosi la scorsa settimana, è arrivato il momento dell’avvio formale delle trattative: si è infatti tenuta di recente la prima convocazione del tavolo per il rinnovo degli Accordi collettivi nazionali (Acn ) 2022–2024 per il personale convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.All’incontro hanno partecipato tutte le rappresentanze della medicina generale, della pediatria di libera scelta, della specialistica ambulatoriale, della veterinaria e delle altre professioni sanitarie — biologi, chimici, psicologi — insieme al coordinamento Sisac e al Ministero della Salute, avviando formalmente il confronto per il rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale della Medicina generale. L’obiettivo condiviso è chiudere il triennio 2022–2024 entro giugno, per dare continuità contrattuale e risposte concrete alla categoria.
"Un avvio che Fimmg attendeva da tempo - ha commentato il segretario generale Silvestro Scotti. "Avevamo chiesto una discussione congiunta dei due trienni, ma preso atto dell’impossibilità di procedere in tal senso, l’obiettivo ora è chiudere rapidamente questo Acn e impostare subito quello successivo, coerente con gli obiettivi multiprofessionali e aziendali della medicina territoriale".
Scotti ha espresso apprezzamento per la disponibilità del Presidente Alparone e del coordinamento Sisac ad accelerare i tempi, con l’intento di concludere il rinnovo 2022–2024 e procedere al nuovo Atto di indirizzo, così da arrivare entro giugno 2025 alla firma dell’Acn per il triennio successivo.
"Questo consentirà di riallineare finalmente i cicli negoziali — obiettivo che perseguiamo da tempo e che ora è a portata di mano", ha aggiunto il segretario generale.
Positivo anche il clima di confronto con il Comitato di settore e con le Regioni, che hanno riconosciuto alla convenzione un ruolo centrale nel sistema sanitario, in coerenza con le finalità e la destinazione delle risorse del Fondo sanitario nazionale e dei fondi regionali.
Resta però aperto il nodo delle risorse economiche. "I segnali che arrivano dalla Legge di Bilancio non lasciano intravedere fondi dedicati alla medicina convenzionata" avverte Scotti. "Sarebbe paradossale ribadire la centralità della medicina territoriale e parlare di attrattività senza prevedere poi interventi mirati in manovra. La coerenza tra obiettivi e finanziamenti è imprescindibile".
Una questione tutt’altro che marginale, poiché la Legge di Bilancio definirà gli stanziamenti che incideranno sull’Acn 2025–2027, il primo a poter essere negoziato a legislazione vigente dopo anni di ritardi.
"Se non vi saranno risorse dedicate — conclude Scotti — la delusione sarà doppia: per l’oggi, che chiede risposte organizzative e professionali sul territorio, e per il domani, che rischia di nascere già privo dei mezzi necessari".
Fimmg conferma infine la piena disponibilità a proseguire il confronto, nella convinzione che il rinnovo dell’Acn non rappresenti solo un atto contrattuale, ma una scelta di politica sanitaria strategica, fondamentale per rendere la medicina generale più attrattiva per i giovani e garantire ai cittadini accessibilità, continuità e appropriatezza delle cure.
Fmt: “Urgente dare ristoro economico ai professionisti”. Il segretario nazionale Francesco Esposito della Federazione dei medici territoriali (Fmt), intervenendo sull'apertura della trattativa ha dichiarato: “Veniamo da un lungo ritardo per il rinnovo dell’Acn 2022–2024, quindi non possiamo che essere soddisfatti per l’inizio delle trattative. La sensazione è che la controparte pubblica voglia giungere a una chiusura rapida, e salutiamo con favore l’approccio manifestato dal presidente Sisac Marco Caroli e dal presidente del Comitato di Settore Marco Alparone.” Pur condividendo la necessità di mantenere riservatezza sui contenuti della trattativa, Esposito ha espresso perplessità rispetto alle indiscrezioni circolate sui media: “L’ipotesi di un incremento economico del 5,7% ci lascia dubbi: non vorremmo che, dopo i ritardi nell’approvazione dell’atto di indirizzo, si aggiungessero ulteriori ostacoli che vanifichino un impegno già esiguo sui compensi dei professionisti.”
Esposito ha infine avanzato una proposta concreta: “Sarebbe molto positivo — ed è insieme una proposta e un auspicio — che, subito dopo la firma di questo Acn, venisse licenziato con urgenza un nuovo Atto di indirizzo nei primi mesi del 2026 per il triennio 2025–2027. Sarebbe un evento storico: allineare finalmente i contratti alle annualità reali. È altrettanto importante che vengano definiti tempi certi per la stipula dei successivi accordi regionali.”
Il confronto è avviato, ma senza un impegno economico concreto, il rischio è che anche questo ciclo negoziale si scontri con i limiti strutturali già noti. La Medicina generale attende risposte, non solo riconoscimenti.