L’accordo c’è, ma non chiude la partita. In Sisac è stata firmata la preintesa sull’Accordo collettivo nazionale 2022-2024 della Medicina generale, che riguarda migliaia di medici di famiglia, professionisti del 118 e continuità assistenziale. Un passaggio atteso, che sblocca una fase di ritardi contrattuali e apre la strada al cantiere del prossimo triennio.Cosa prevede la preintesa
L’intesa vale complessivamente circa 300 milioni di euro annui.
L’incremento economico, vicino al 6%, è suddiviso tra:
⦁ quote capitarie e orarie per i medici di famiglia,
⦁ un fondo dedicato alle Aggregazioni Funzionali Territoriali, legato al raggiungimento di obiettivi.
Previsto anche il recupero degli arretrati e circa 150 milioni di contribuzione previdenziale riferita al 2024 e 2025. Sul fronte normativo, vengono introdotte alcune correzioni mirate, in attesa di una revisione strutturale nel prossimo rinnovo. Tra gli elementi positivi segnalati dai sindacati: maggiore flessibilità per le mediche in maternità e specifiche tutele per i medici in formazione titolari di incarichi temporanei, con l’obiettivo di agevolare ingresso e permanenza nella rete delle cure primarie.
Le criticità
Nonostante il via libera, l’accordo viene definito da più parti un provvedimento “di transizione”. Il tema più evidente è il ritardo: si firma oggi un Acn che copre un triennio ormai concluso, un paradosso che la categoria chiede di superare definitivamente.
Sul piano economico, i sindacati segnalano un incremento insufficiente rispetto all’inflazione degli ultimi anni, che ha eroso potere d’acquisto e capacità organizzativa degli studi.
Permane inoltre il nodo degli investimenti necessari per sostenere le attività delle equipe territoriali, l’adozione di strumenti adeguati e la gestione del personale. Una questione particolarmente sensibile in vista dell’attuazione del Pnrr e dell’ampliamento delle funzioni territoriali.
I commenti sindacali
Fmt. A firmare per la Federazione dei medici territoriali (Fmt) è stato il segretario nazionale, Francesco Esposito: "Un accordo di transizione, con ombre e qualche luce, ma necessario per chiudere la stagione dei ritardi e metterci alle spalle un atto di indirizzo delle Regioni a isorisorse. Firmiamo oggi ma per il triennio già passato: un malcostume che speriamo sia definitivamente archiviato, con l’impegno di riaprire subito le trattative per il 2026, così da allineare temporalmente, e finalmente, l’anno e l’Acn". Esposito sottolinea anche i limiti economici: "L’aumento è insufficiente rispetto al peso dell’inflazione, con un incremento previsto solo del 5,78%. Positiva invece la maggiore protezione per le donne medico in maternità e la flessibilità per operare nelle Case di comunità senza l’obbligo di transitare dal ruolo unico". Il messaggio è chiaro: "Ora serve un vero cambio di passo per la sanità pubblica. Cresce il disagio nella categoria: gli accordi devono valorizzare i medici per tutelare i cittadini e il servizio sanitario".
Fimmg. Per la Fimmg, il segretario generale Silvestro Scotti legge la preintesa come un passo in avanti, ma non come un traguardo: "La firma di oggi rilancia la stagione contrattuale che non può dichiararsi conclusa. L’auspicio è che l’impegno a chiudere le trattative del 2025-2027 entro giugno 2026 venga rispettato". Scotti evidenzia gli elementi economici dell’intesa: incremento di circa 300 milioni annui, 70% destinato alle quote fisse e 30% al fondo obiettivi delle Aft. Le risorse eventualmente non utilizzate saranno reinvestite, per evitare dispersioni e finanziare nuove progettualità. Ma la questione centrale resta la capacità produttiva della medicina generale: "Serve subito un impegno nella Legge di Bilancio. Dobbiamo sostenere gli studi, le équipe e le dotazioni tecnologiche. Se non si va rapidamente in questa direzione, il rischio è ridurre la capacità assistenziale in un momento in cui il numero di medici di famiglia potrebbe diminuire ancora".
Il nodo del prossimo rinnovo
Tutti i sindacati convergono su un punto: la preintesa chiude un arretrato, ma la vera riforma è davanti. Servono risorse nuove, non solo redistribuzioni interne, e serve una revisione dell’impianto organizzativo della convenzione — dall’integrazione nelle Case di comunità al rapporto tra cure primarie, Pnrr e specialistica territoriale. La promessa è quella di avviare rapidamente il cantiere del prossimo accordo, riallineando per la prima volta tempi di contratto e periodo di riferimento.
In sintesi, la preintesa 2022-2024 segna un passo necessario per la Medicina generale, dopo anni di attese. Ma il suo significato è soprattutto di transizione: recupera l’arretrato, introduce alcune tutele e stanzia risorse per le Aft.
Resta però aperta la partita decisiva: investimenti, riforma organizzativa e sostegno alla capacità produttiva del territorio. La medicina generale attende risposte rapide — e questa volta senza ritardi.
Plauso dalla Fnomceo. Il presidente della Fnomce, Filippo Anelli, commenta – in un video per Fnomceo Tg sanità - la sottoscrizione, da parte della Sisac e delle Associazioni di categoria, dell’ipotesi di Accordo collettivo nazionale per i medici di medicina generale per il triennio 2022-2024. “Un grande passo in avanti – lo definisce Anelli - che consente un ristoro economico, dovuto ai medici per legge, pari a un aumento del 6%. Ma allo stesso tempo prevede anche una ripartizione delle risorse non soltanto sui compensi professionali ma sulle attività delle Aft cioè delle aggregazioni funzionali territoriali, che sono la vera novità di questi ultimi accordi. Con questo accordo si vanno dunque a potenziare e a sostenere gli obiettivi di salute dei medici dell’AFT e quindi si dà una risposta h24 ai cittadini”.
“Contestualmente – conclude Anelli - l'accordo consente anche di tutelare i colleghi con particolari fragilità e particolari esigenze, vedi i neogenitori. E poi finalmente c'è un riallineamento dei contratti di lavoro che speriamo possa diventare efficace con l'approvazione anche dell'atto di indirizzo 2025-2027, per poter intervenire su quelle che sono le attuali esigenze del Servizio sanitario nazionale circa l'assistenza territoriale”.
La firma della preintesa è accolta con soddisfazione dal Presidente della X Commissione Salute e Lavoro del Senato, Franco Zaffini, che la definisce "una grande notizia per la salute dei cittadini". Per Zaffini, l’accordo è significativo su più fronti:
⦁ recupera rapidamente l’arretrato contrattuale
⦁ apre la stagione del rinnovo 2025–2027
⦁ introduce strumenti per favorire l’ingresso dei giovani professionisti
⦁ riconosce ruoli chiari, incentivi legati agli esiti e meno burocrazia
⦁ valorizza le Case della Comunità senza trasformare i medici di famiglia in dipendenti
"La Medicina generale è la porta d’ingresso al Servizio sanitario nazionale - conclude - e merita regole chiare, investimenti adeguati e un orizzonte di crescita che parli alle nuove generazioni di Mmg".