Sicilia, firmato l’Air dopo 10 anni: accordo con luci e ombre
Per la Federazione dei medici del territorio (Fmt), la giornata è “importante ma dal sapore amaro”: le risorse sono giudicate inadeguate e molti nodi restano irrisolti. L’accordo arriva infatti a pochi giorni dalla firma del nuovo Acn nazionale 2022–2024 e lascia aperte questioni su arretrati, tariffe e applicazione concreta delle misure.
Tra le novità introdotte figurano il numero unico 116117 e la reperibilità h24 del medico delle Aggregazioni funzionali territoriali (Aft), strumenti che dovranno dimostrare la loro efficacia sul territorio. L’indennità di associazionismo viene estesa a tutti i medici (circa 5 euro per assistito/anno), mentre restano ferme le tariffe per le ore notturne (26 euro lordi). Sul fronte delle cure domiciliari, la retribuzione resta ferma al 2010, pur con maggiore flessibilità negli accessi.
Alcuni passi avanti si registrano sull’indennità del collaboratore di studio, che passa dal 39% al 60% dei medici, sebbene con compensi invariati. Più risorse vengono destinate a prevenzione e vaccinazioni, con tariffe tra i 10 e i 15 euro a seconda che siano effettuate in ambulatorio o a domicilio. Previsti inoltre incentivi per i medici operanti nelle isole minori e nelle aree interne, insieme a misure di sostegno per maternità e paternità.
La Fimmg Sicilia, con il segretario regionale Luigi Tramonte, sottolinea l’importanza dell’accordo come strumento per potenziare l’assistenza di prossimità e migliorare le condizioni di lavoro dei medici. L’intesa prevede anche un aumento delle indennità per il supporto amministrativo e l’estensione dei benefici già introdotti nel precedente Air a tutti i medici impegnati nelle Aft.
Per il segretario generale Fimmg, Silvestro Scotti, l’Air siciliano è la prova che si può lavorare in sinergia con le istituzioni regionali per rafforzare la medicina territoriale. “Ora è indispensabile che le intese locali si concludano in tutte le Regioni che ancora non lo hanno fatto, per garantire uniformità e ridurre le disuguaglianze nell’assistenza”, ha dichiarato. Scotti ha inoltre ribadito la necessità di chiudere rapidamente l’Acn 2022–2024 e avviare subito la discussione sul triennio 2025–2027, con l’obiettivo di arrivare alla firma entro giugno 2026.
Resta però il nodo del potenziamento della medicina territoriale. La categoria esprime delusione per lo scarso investimento in Legge di Bilancio, che rischia di trasformare la centralità proclamata in mera retorica. “Non si può continuare a chiedere ai medici di famiglia di reggere il Servizio sanitario nazionale senza mettere risorse vere su formazione, organizzazione e condizioni di lavoro”, ha concluso Scotti.