La Tavola rotonda istituzionale del 27 novembre, organizzata nell’ambito del 42° Congresso Simg di Firenze e intitolata “Crescita, innovazione e formazione nel futuro della professione”, ha posto al centro del dibattito la formazione della Mmg come leva strategica per qualità, appropriatezza e sostenibilità del Ssn. La sessione ha collegato la discussione professionale agli emendamenti della Manovra di Bilancio 2026, che ipotizzano un corso di formazione specialistica quadriennale con borsa equiparata a quella delle scuole di specializzazione medica. Il messaggio emerso è chiaro: senza un percorso uniforme e definito, la riforma territoriale rischia di restare incompiuta.La visione della Simg.
Il presidente Alessandro Rossi ha inquadrato la discussione su tre assi principali: competenze aggiornate, tecnologie adeguate e modelli organizzativi coerenti con un Ssn pubblico e forte. Secondo la Simg, la formazione quadriennale rappresenta lo strumento per garantire il ricambio generazionale, integrare il digitale nella pratica quotidiana e consolidare l’identità professionale della Mmg negli hub territoriali. L’obiettivo è trasformare le innovazioni episodiche in capacità sistemiche: assicurare che competenze, strumenti digitali e modelli organizzativi siano applicati in modo coordinato e stabile, con regole certe e tempi rapidi di attuazione, rafforzando così il ruolo della Mmg nel territorio e la sostenibilità complessiva del Servizio sanitario nazionale.
La Terza via
Claudio Cricelli, presidente emerito della Simg, - ha tenuto a precisare che: "Il cambiamento del Ssn non può prescindere da un’analisi della sostenibilità economica del sistema sanitario". Per Cricelli un servizio sanitario basato unicamente sugli ospedali non è più realizzabile. Pertanto, è cruciale investire nelle cure primarie, utili non solo nella presa in carico dei pazienti, ma anche come strumenti di gestione delle risorse del Ssn. L’efficienza diviene quindi una chiave per garantire la sostenibilità del sistema sanitario. E in questa cornice ha presentato la “Terza via”, un progetto concreto per il futuro dei Mmg, già contenuto nel documento che sarà pubblicato a brevei su Family Practice (British Medical Journal) in modalità aperta, per consentire a chiunque di consultarlo. Un modello che ha l'obiettivo di superare la dicotomia tra dipendenza e convenzione, riconoscendo al medico di famiglia un ruolo autonomo e responsabile, pienamente integrato nella rete territoriale.
“La Terza Via non è un compromesso, ma un modo per superare la contrapposizione sterile tra modelli opposti - ha sottolineato il presidente emerito -. Definisce quali funzioni deve svolgere la Medicina generale, quali competenze servono, quali strumenti sono necessari e come misurare i risultati. Punta a rendere autonoma e responsabile la professione, spostare l’asse dalla cura della malattia alla scienza della salute, anticipare diagnosi e trattamenti, accorciare i tempi di accesso all’innovazione, garantire equità e sostenibilità, in un Paese con milioni di anziani sempre più soli e pensioni in calo. La Medicina territoriale deve essere valutabile per risultati, non per vincoli burocratici”.
I capisaldi:
⦁ Identità professionale: autonomia clinico-organizzativa della Mmg, responsabilità su prevenzione, cronicità e presa in carico multidisciplinare.
⦁ Integrazione territoriale: la Mmg come fulcro degli hub (Case della Comunità e reti di prossimità), con funzioni raccordate e non accessorie.
⦁ Transizione da malattia a salute: spostare il baricentro dalle sole patologie alla promozione della salute, strategia essenziale per la sostenibilità del Ssn.
⦁ Formazione strutturata: una Scuola nazionale per uniformare standard, contenuti e competenze, allineando la Mmg al livello specialistico richiesto.
Cricelli ha avvertito: "Senza regole chiare e tempi certi, la Medicina generale rischia di restare ai margini della sanità territoriale e il rischio è l'implosione del Ssn".
“La chiave di questo progetto sta nel potenziamento della Mg, una professione che ha tutte le potenzialità, ma che finora non le ha pienamente espresse – ha spiegato Cricelli – La scienza del futuro non è la geriatria, ma la geroscienza: mantenere sani il più a lungo possibile i cittadini”.
L’appello ai decisori politici. La proposta arriva in un momento cruciale della storia politica e sociale del Paese. Cricelli al riguardo ha precisato: “Tra due anni si voterà e la sanità sarà centrale. Gli italiani spendono oltre 180 miliardi l’anno per curarsi: ignorare questo tema sarebbe irresponsabile. La sperimentazione della 'Terza via' non richiede privilegi, ma una verifica: metteteci alla prova. Il Ssn appartiene ai cittadini, a loro spetta l’ultima parola sul futuro della sanità pubblica”.
Interventi istituzionali
Durante la Tavola rotonda, i rappresentanti delle istituzioni hanno sottolineato l’importanza di regole chiare, percorsi definiti e formazione strutturata per garantire l’effettiva attuazione della riforma territoriale.
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Francesco Zaffini, presidente della 10ª Commissione permanente del Senato (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), ha evidenziato come l’assenza di regole certe e tempi definiti rischi di rallentare o vanificare gli interventi sul territorio. Secondo Zaffini, solo procedure ben definite possono assicurare che le novità organizzative vengano tradotte in realtà operative, portando beneficio concreto ai cittadini.
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Pierluigi Russo, direttore tecnico-scientifico dell’Aifa, ha posto l’accento sulla formazione avanzata dei Mmg come leva per garantire appropriatezza terapeutica, competenze farmacologiche aggiornate e integrazione efficace degli strumenti digitali nella pratica quotidiana. Per Russo, investire in percorsi formativi strutturati significa aumentare la qualità delle cure e la sicurezza dei pazienti sul territorio.
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Amerigo Cicchetti, commissario straordinario di Agenas, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di far procedere insieme standard, percorsi e governance: “Se la formazione specialistica non è accompagnata da regole chiare e sistemi di monitoraggio, la riforma rischia di restare solo sulla carta”, ha sottolineato. Solo un approccio integrato, secondo Cicchetti, può garantire che le innovazioni organizzative diventino sostenibili e realmente efficaci.
La formazione quadriennale è vista come indicatore centrale per la tenuta della sanità territoriale. Senza percorso uniforme, borsa adeguata e standard nazionali su cronicità, prevenzione, digitale e farmacologia, il sistema non regge la pressione demografica e l’aumento delle cronicità. La Scuola nazionale di formazione diventa quindi il ponte operativo tra la visione della Simg e l’attuazione nei territori.
Impatto concreto per la Mmg
⦁ Status professionale: riconoscimento specialistico e identità definita nella rete territoriale.
⦁ Competenze: upgrade su prevenzione, cronicità, farmacologia, data literacy e integrazione digitale.
⦁ Organizzazione: ruolo di fulcro negli hub territoriali, con responsabilità su continuità, appropriatezza e outcome di salute.
⦁ Sostenibilità: focus sulla salute per ridurre domanda evitabile e pressione sul Ssn.
La riforma della medicina territoriale non si misura quindi dalla quantità di tecnologie introdotte, ma dalla qualità della formazione dei professionisti e dalla chiarezza delle regole. La 'Terza via' proposta da Cricelli traccia un quadro identitario e operativo chiaro, mentre la formazione quadriennale e la Scuola nazionale per la Mg rappresentano gli strumenti concreti per realizzarlo. Senza questa doppia leva – regole e formazione – il Ssn rischia di indebolirsi proprio lì dove dovrebbe essere più solido: sul territorio.