Il volume "Diseguaglianze e progresso verso la salute del futuro nell’era dell’IA", curato da Fausto Massimino ed Enrico Sabatini per la Fondazione Roche e presentato ieri a Roma, rappresenta una riflessione corale e multidisciplinare sulle disparità strutturali che attraversano il sistema salute nazionale.

Alessandra Moraca, segretaria regionale dello Smi, boccia il Ruolo unico definendolo un modello rigido che penalizza i medici e aggrava la carenza di organico. Con oltre 200 pensionamenti entro il 2028, il sindacato chiede tutele reali e meno burocrazia per frenare la fuga dei professionisti dal territorio.

In audizione al Senato, la Fimmg ha chiesto che il Ddl delega per la riforma della legislazione farmaceutica renda vincolante quanto previsto dalla legge 502/1992, definendo nei decreti attuativi modalità operative tra prescrizione e dispensazione. Digitalizzazione, semplificazione e coordinamento strutturato sono indicati come strumenti essenziali per appropriatezza e continuità delle cure.

La carenza di personale e la spinta alla deospedalizzazione rafforzano il ruolo del privato convenzionato, in particolare nei setting della diagnostica e della specialistica. In questo contesto la Medicina generale è sempre più chiamata a svolgere una funzione di integrazione e sintesi clinico-informativa, aggregando referti e consulenze provenienti da una pluralità eterogenea di erogatori. Tale frammentazione dei percorsi assistenziali rende più complessa la garanzia della continuità delle cure e del coordinamento clinico. Ne consegue che per i medici di medicina generale cresca la complessità nel coordinare le cure, tra aumento della spesa a carico delle famiglie e difficoltà nel garantire i Lea in un Ssn sottofinanziato.

La Medicina generale si unisce all’iniziativa promossa da Fnomceo: per Silvestro Scotti, segretario generale del sindacato, la pace è condizione essenziale per garantire diritto alla salute, accesso ai farmaci e sostenibilità del Ssn: "La stabilità geopolitica è una condizione strutturale per garantire farmaci, diagnostica e continuità assistenziale”.

Sconfitta in primo grado e in appello, l'Asl Napoli 2 Nord dovrà corrispondere tra gli 8.000 e i 20.000 euro a circa 50 medici di famiglia per le indennità non erogate dal 2020. Il segretario aziendale Smi, Salvatore Caiazza, avverte: "Senza risposte sui tavoli negoziali, pronti a nuovi ricorsi su screening e progetti territoriali".