Durante l’incontro con i rappresentanti delle Regioni, il sindacato ha ribadito le sue posizioni, evidenziando progressi su salario, digitalizzazione e riordino delle professioni, ma ha posto l'accento su alcune problematiche da risolvere, come il reclutamento del personale dall’estero, le procedure di accesso ai concorsi e l’affidamento delle strutture complesse.
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha annunciato che sono in corso lavori su diversi strumenti legislativi per garantire una risposta concreta e duratura entro la fine dell’anno. L’obiettivo è consolidare le misure già adottate, offrendo maggiore tutela a medici e operatori sanitari e assicurando stabilità normativa al settore.
Fnomceo e Società scientifiche chiedono di limitare i piani terapeutici a 12 mesi, consentendo ai medici di prescrivere liberamente. Questa misura libererebbe 5 milioni di visite specialistiche e garantirebbe un accesso più rapido alle cure. La proposta - stilata in un documento che parte dai dati Osmed e dai contributi scientifici in materia e analizza gli impatti e gli esiti dei piani terapeutici per programmare una loro revisione - è stata inviata al Parlamento per un’adozione immediata.
Ritorna alla ribalta una questione mai sopita: l'accusa verso i medici di medicina generale di prescrizioni inappropriate. Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, li attacca accusandoli di prescrizioni eccessive e irregolari. La Fimmg Lazio risponde duramente, ribadendo che i dati Aifa non evidenziano sprechi e invitando il Governatore a segnalare eventuali irregolarità alla magistratura. Oltre alle polemiche sulle prescrizioni, la Fimmg punta il dito sulle vere emergenze della sanità regionale e ribadisce la necessità di un tavolo negoziale immediato per definire l’Air.
Nonostante le restrizioni europee, l’uso di questa classe di antibiotici resta elevato in Italia, soprattutto tra gli anziani e nelle regioni del Sud. L’Agenzia del Farmaco avverte sui rischi di effetti gravi e irreversibili e aggiorna le raccomandazioni per i prescrittori, puntando sulla prudenza e sulla segnalazione delle reazioni avverse.
La richiesta viene dal Consiglio Nazionale della Fismu, svoltosi a Napoli in cui il sindacato ha presentato un pacchetto di proposte urgenti per rilanciare il settore: maggiori risorse e meno burocrazia per la Medicina generale, accorpamento dei due trienni contrattuali per la dirigenza e una riforma strutturale del sistema sanitario.
Il segretario generale Fimmg, Silvestro Scotti, lancia un appello per un confronto reale e costruttivo sulla Medicina di famiglia e denuncia l’esclusione dai tavoli decisionali su riforme cruciali per la sanità territoriale e l’attuazione del Pnrr. La Federazione sollecita l’avvio di un nuovo Atto d’indirizzo, mirato a modernizzare il settore e a garantirne una sostenibilità a lungo termine.