In vista dell’Atto di indirizzo per il rinnovo contrattuale degli ospedalieri, il presidente Cimo-Fesmed lancia un avvertimento: nessun arretramento sulle tutele conquistate. Un passo indietro sarebbe vissuto dai medici come una provocazione e potrebbe accelerare l’uscita dal Ssn. Sul fronte economico, il sindacato denuncia risorse insufficienti e disparità di trattamento rispetto agli altri dipendenti pubblici.
Dalla Campania alla Sardegna, passando per la Puglia, si moltiplicano le manifestazioni dei medici di medicina generale contro accordi regionali e nazionali ritenuti lesivi dell’autonomia professionale. Al centro delle contestazioni: il Ruolo unico, la gestione delle Aft, il rischio di subordinazione e la mancata valorizzazione della medicina di prossimità. La categoria chiede ascolto, trasparenza e riforme condivise.
Le nuove linee guida sull’impegno orario dei medici nelle Case della Comunità suscitano forti perplessità. Pina Onotri, segretario nazionale Smi denuncia il rischio di una deriva subordinata, priva di tutele e garanzie contrattuali. Per Angelo Testa, presidente Snami, le linee di indirizzo regionali certificano la ghettizzazione dei nuovi Mmg, la confusione tra Medicina generale ed emergenza, e una profonda ignoranza del lavoro svolto quotidianamente sul territorio.
Fimmg, Fimp, Fmt, Sumai e Andi denunciano il blocco del rinnovo contrattuale e il rischio di paralisi normativa. Senza l’emanazione dell’Atto di Indirizzo nazionale sulla Medicina generale, ogni riforma resta sospesa: anche le Linee di indirizzo regionali sulle CdC, appena presentate, perdono sostanza e si riducono a mera formalità. In assenza di risposte concrete da Regioni e Governo, si prepara un autunno di mobilitazione. Sullo sfondo, l’allarme per la capitalizzazione dell’odontoiatria e la necessità di riforme strutturali.
Il sindacato dei medici di famiglia, sottolineando che, a due anni dalla firma dell’Acn, manca ancora un Accordo integrativo regionale, sollecita la Regione con una lettera aperta al Presidente Rocca e alla Giunta, in cui chiede l’avvio immediato delle trattative e risorse dedicate nel bilancio 2026. Il rischio? Lasciare indietro la sanità territoriale e i cittadini.
La prossima stagione influenzale si prospetta tra le più complesse degli ultimi anni, con la co-circolazione di virus influenzali, Sars-CoV-2 e virus respiratorio sinciziale. Gli esperti Matteo Bassetti e Fabrizio Pregliasco lanciano l’allarme, mentre Fimmg e Cimo-Fesmed sollecitano investimenti urgenti su personale, organizzazione e campagne vaccinali. Il decreto ministeriale punta a una copertura minima del 75% tra le fasce a rischio, ma l’onere operativo rischia di gravare ancora una volta sulla medicina di famiglia.
Da disponibilità presunta a protesta crescente: le parole del Ministro Schillaci sulla propensione dei Mmg a esercitare 12 ore nelle Cdc hanno scatenato una reazione sindacale sempre più estesa. Dopo le prime riserve espresse da Snami, anche Smi prende posizione, contestando sia il contenuto dell’annuncio sia la mancanza di confronto con i rappresentanti della Mg. “Non ci risulta che la categoria sia stata consultata”. Dichiara lapidaria Pina Onotri segretaria generale Smi.