In merito al Decreto Schillaci, Snami e Smi convergono sul doppio canale, ma pongono condizioni tassative per l'ipotesi della dipendenza. I sindacati aprono al supporto infermieristico e all'evoluzione del compenso oltre la quota capitaria, a patto di garantire l'equipollenza dei titoli, risorse certe per l'organizzazione degli studi e una drastica deburocratizzazione per salvare il rapporto di cura.
Dalla riforma Benigni al decreto del Ministro Schillaci, la Medicina generale corre verso un modello di dipendenza di fatto che spaventa la categoria. I primi dati del sondaggio Smi rivelano un clima di sfiducia senza precedenti: il 77% dei medici di famiglia boccia la proposta del deputato di Forza Italia ed è pronto a dimettersi dal Ssn.