Dall'obbligo della "doppia chiave" informatica al rischio di paralisi per l'assistenza territoriale: lo Smi denuncia il potenziale collasso degli studi dei Mmg. Con le nuove procedure di sicurezza, la gestione dei "token" e dei codici temporanei diventa un rebus burocratico che minaccia la continuità delle cure e la sostituzione dei medici titolari. 

Lo schema di decreto, elaborato dal Dicastero della Salute, per il riordino del territorio introduce un sistema a "doppio binario" per rendere operative le CdC. Per i medici di medicina generale prevede accanto alla Convenzione riformata con remunerazione a obiettivi (ipotesi 120€/assistito), la dipendenza selettiva. Quest'ultima sarà su base volontaria e limitata a funzioni strutturate come il coordinamento delle CdC Hub e Spoke. Un cambio di paradigma che sposta il focus dal rapporto individuale alla funzione territoriale organizzata.

In merito al Decreto Schillaci, Snami e Smi convergono sul doppio canale, ma pongono condizioni tassative per l'ipotesi della dipendenza. I sindacati aprono al supporto infermieristico e all'evoluzione del compenso oltre la quota capitaria, a patto di garantire l'equipollenza dei titoli, risorse certe per l'organizzazione degli studi e una drastica deburocratizzazione per salvare il rapporto di cura.

Reazione durissima dei sindacati di categoria allo schema di riordino territoriale: Fimmg parla di distruzione del rapporto fiduciario con il cittadino e Fmt della fine del medico di famiglia. Entrambi i sindacati bocciano compattamente un provvedimento ritenuto inattuabile e pericoloso, denunciando come il "doppio canale" tra convenzione e dipendenza finirà per svuotare gli studi medici, allontanare definitivamente i giovani professionisti e cancellare la capillarità dell'assistenza, specialmente nelle zone più fragili del Paese.

Il sindacato dei Mmg passa all'attacco e sollecita la Conferenza delle Regioni a sbloccare entro maggio l’Atto di indirizzo per il rinnovo dell’Acn 2025-2027. Riprendendo l’appello del Ministro Schillaci sulle liste d’attesa, il sindacato avverte: senza un nuovo accordo per i medici di famiglia, gli obiettivi della riforma rischiano di rimanere solo dichiarazioni di principio. Chiesto un incontro urgente al presidente Massimiliano Fedriga per superare l’attuale asimmetria con la dirigenza medica ospedaliera.

Dal IX Congresso regionale Fimmg emerge una critica al sistema regionale di monitoraggio della spesa farmaceutica: i controlli algoritmici sulle prescrizioni, basati su indicatori quantitativi, rischiano di comprimere la valutazione clinica e di trasferire costi sui cittadini.