Stop al decreto sulla riforma della Medicina generale che prevedeva l'ingresso dei Mmg nelle Case di Comunità e il passaggio alla dipendenza per una quota di professionisti. Il governo punta ora a una soluzione condivisa nel rinnovo convenzionale. Fimmg chiede un confronto rapido per centrare gli obiettivi del Pnrr, mentre Smi rilancia la richiesta di superare ruolo unico e debito orario.

Un appello formale di Uemo boccia l'ipotesi di trasformare i medici di famiglia in dipendenti, opzione tornata al centro del dibattito con il Decreto Schillaci. L'organismo europeo avverte: "Il modello convenzionale italiano è un'eccellenza; smantellarlo ridurrebbe l'autonomia e farebbe lievitare i costi".

La riforma della Medicina generale deve basarsi su modelli flessibili e competenze cliniche, non solo sulla costruzione di nuovi edifici e assetti organizzativi. Questo il messaggio lanciato dalla Società italiana dei medici di medicina generale e delle cure primarie al Congresso regionale della Lombardia svoltosi a Pavia.

La riforma della Medicina generale attraversa una fase di confronto serrato dopo lo stop al decreto Schillaci. Le posizioni tra Governo, Regioni e sindacati restano distanti, ma l'esecutivo conferma la volontà di rispettare gli obiettivi di riorganizzazione dell'assistenza territoriale. In gioco non c'è soltanto l'organizzazione della professione, ma il ruolo che i medici di famiglia avranno nella sanità territoriale dei prossimi anni.

Lo stop al decreto sulla Medicina generale viene accolto con favore dalle sigle sindacali. Accanto al no alla dipendenza dei medici di famiglia, emerge la richiesta di riaprire il confronto contrattuale, rafforzare la formazione specialistica e individuare soluzioni per garantire il funzionamento delle Case di Comunità.

Secondo Agorà Società italiana di medicina ad indirizzo estetico, la crescente influenza dei contenuti beauty sui social rischia di condizionare le aspettative dei pazienti prima della visita specialistica. Al congresso nazionale di ottobre il confronto su sicurezza, consenso informato ed evidenze scientifiche.

Con l'inaugurazione a Potenza delle strutture Hub e Spoke della Asp, la Medicina generale si integra con specialisti, infermieri e psicologi. Ambrogio Carpentieri, segretario provinciale vicario della Fimmg, commenta la svolta: "Si ampliano le competenze del Mmg per la tutela dei pazienti fragili e cronici".