Mentre le liste d’attesa del Ssn costringono l’80% degli italiani a rinunciare alle cure, il Mmg costituisce la via più immediata e garantita per accedere alla sanità, con appuntamenti disponibili in pochi giorni. Questo in sintesi è quanto rilevano i dati del sondaggio commissionato alla Ipsos dalla Fimmg in occasione della giornata mondiale del medico di medicina generale. Inoltre i cittadini apprezzano anche la prossimità dello studio del medico: il 78% dei cittadini si dichiara soddisfatto della distanza dello studio, con il 63% che lo trova entro 2 km e il 41% che lo raggiunge a piedi. Nel Sud Italia, il dato sale al 54%.
"I medici rivendicano dignità professionale e umana affinché il ruolo del Mmg non sia di apparenza e non venga sfruttato per scopi politici ed economici in una sanità fallita, ma sia di nuovo punto di riferimento reale alla tutela della salute dei cittadini, altrimenti ci stiamo avviando all’estinzione dei medici di medicina generale”. Questo quanto sottolineato da Salvatore Caiazza, segretario provinciale Fmt-Napoli durante il convegno regionale della Federazione dei Medici Territoriali, svoltosi di recente a Pozzuoli (Na).
Nella Regione l’aumento dell’età media e della fragilità della popolazione pone nuove sfide per Mmg. Con il 48% degli adulti affetto da malattie croniche e il 24% della popolazione sopra i 65 anni, emerge la necessità di un nuovo modello assistenziale basato sulla medicina di iniziativa, che prevede piani di cura personalizzati, monitoraggio proattivo e diagnosi precoce. Questi sono stati gli argomenti al centro del recente Congresso Simg di Padova.
Aspettando che le Regioni si pronuncino definitivamente sul futuro dei Mmg alla luce del Dm 77, la Uil pone l'attenzione sulla necessità di superare l'attuale modello convenzionale attraverso l’assunzione strutturale dei medici di medicina generale nel Ssn, con un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
Secondo quanto riportato da un articolo di Repubblica.it, la prima bozza della Riforma della Medicina generale sarebbe stata messa a punto dalle Regioni. Il documento è stato elaborato dai tecnici di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lazio e prevede che il rapporto convenzionale vada ad esaurimento, con i giovani medici direttamente inseriti negli organici delle Asl. La proposta dovrà ora essere discussa da tutte le Regioni e successivamente con il Ministero della Salute, ma la forte opposizione di un largo fronte di medici di medicina generale e di alcune Regioni potrebbe ulteriomente rallentarne l’iter di approvazione. Non solo il fronte dei medici di famiglia che vogliono restare convenzionati è ampio, ma ci sono alcune Regioni in attesa della recente tornata elettorale che cercheranno di prendere tempo.
Snami denuncia un approccio miope della politica sanitaria nel risolvere l'attuale carenza dei medici: "Di fronte a una carenza sempre più grave di medici, la risposta dello Stato sembra essere: farli lavorare di più, pagarli di meno e peggiorare ulteriormente le loro condizioni. Questo approccio è miope, inaccettabile e offensivo per una categoria che ogni giorno garantisce il funzionamento di un servizio essenziale per il Paese".
"Vorremmo conoscere le ragioni per le quali si continua a rimandare sine die la pubblicazione dell’atto di indirizzo del contratto dei medici e dei dirigenti sanitari – hanno dichiarato Pierino Di Silverio, segretario di Anaao Assomed, e Guido Quici, presidente della Federazione Cimo-Fesmed a latere del recente incontro in Aran -. Inoltre, è inaccettabile dover aspettare la conclusione del contratto del comparto per poter iniziare a discutere di quello dei medici".