Oltre l’Acn: quale futuro per la Medicina generale?
La firma definitiva sull'accordo 2022-2024 sblocca gli arretrati per 60mila professionisti, ma il via libera della Stato-Regioni è solo il preludio a una riforma ancora tutta da scrivere. Tra la spinta di Fimmg per la remunerazione oraria nelle Case di Comunità, le barricate di Snami, Fmt e Smi contro il Ruolo unico e le incognite del Ddl Delega, il futuro della Convenzione resta un cantiere aperto: verso quale modello si sta dirigendo la medicina del territorio?
Una proposta di legge di Forza Italia propone di abbattere i vincoli di incompatibilità tra ospedale e territorio per i medici della sanità pubblica. La Fimmg vede nelle Aft lo strumento per gestire la flessibilità senza scivolare nella dipendenza, tra gli ospedalieri il fronte si spacca: Cimo promuove la misura come leva di attrattività, mentre Anaao teme una deregulation priva di tutele contrattuali e carriere certe.
Il 2026 della sanità si apre con un doppio binario normativo che divide la categoria. Se per i medici di famiglia la possibilità di continuare a esercitare la professione fino a 72 anni è una scelta volontaria per garantire la continuità assistenziale, negli ospedali scoppia il caso dei pensionamenti forzati causati da una "dimenticanza" nel Milleproroghe.
La Corte dei Conti ha certificato l’Acn 2022‑2024 per i medici di medicina generale, confermandone la sostenibilità economica. La Fimmg sollecita la Conferenza Stato‑Regioni ad approvare l’accordo nel più breve tempo possibile, per rendere operative misure che incidono su retribuzioni, organizzazione del lavoro e assistenza territoriale e per poter avviare rapidamente la definizione dell’Atto di indirizzo 2025‑2027.