Intervistato dall’agenzia LaPresse il segretario generale della Fimmg, Silvestro Scotti critica il progetto di riforma della Medicina generale: "Non introduce una vera dipendenza, ma un modello ibrido con più vincoli e meno tutele". Nel mirino anche la nuova formazione, giudicata poco attrattiva per i giovani, e le criticità delle Case di Comunità. "Così il sistema rischia di perdere altri medici nei prossimi cinque anni".

Durissimo attacco della Fimmg Lazio al decreto sulla riforma delle Cure primarie: “Si smantella il rapporto fiduciario e si riportano le diseguaglianze sanitarie agli anni prima della legge 833”. Nel mirino dipendenza, turnazioni nelle Case di Comunità e apertura ai medici specialisti per coprire le carenze. “Il rischio è una sanità territoriale più fragile e spinta verso privato e assicurazioni”.

Una lettera aperta firmata dalla Simccp e dalle organizzazioni dell'Alleanza per la Riforma delle Cure Primarie accoglie con favore la proposta del Ministro Schillaci. Tra i medici under 40 il consenso all'inquadramento come dipendenti sfiora il 60%, tra le donne il favore verso la dirigenza medica tocca il 50%. Resta il nodo della formazione, per Simccp serve una Scuola di Specializzazione universitaria unica.

Da un lato la manifestazione nazionale di protesta del 28 maggio annunciata dal Sindacato medici italiani contro la bozza di riordino dell’assistenza primaria, dall’altro il via libera condizionato dello Snami. Al centro del confronto ruolo unico, rapporto fiduciario, Case di Comunità e possibile ricorso alla dipendenza per i medici di medicina generale.

Una storica sentenza della Corte Costituzionale sancisce che la gravidanza non può penalizzare la carriera delle future mediche di medicina generale. Dichiarata illegittima la norma che penalizzava le corsiste costrette a prolungare la formazione per recuperare i periodi di astensione obbligatoria in maternità, con effetti negativi su graduatorie e anzianità di servizio.

Bocciatura piena della bozza di decreto sulla riforma della Mg dal Consiglio nazionale della Fimmg che ribadisce il proprio no a qualsiasi riduzione dello spazio convenzionale e alla dipendenza, anche in forma “residuale”, conferma lo stato di agitazione e mobilitazione è dà mandato al segretario nazionale di proclamare lo sciopero in assenza di risposte concrete. Anche Fmt proclama lo stato di agitazione, unendosi a quello dichiarato in precedenza dallo Smi, Snami chiede garanzie su norme e scuola di specializzazione per la Medicina generale, unico tema di convergenza nel confronto con Ministero e Regioni.

Il confronto sulla riforma della Medicina generale si arricchisce di una nuova iniziativa. Il Movimento medici di medicina generale per la Dirigenza lancia una campagna rivolta a Governo, Parlamento e Regioni per chiedere una revisione strutturale delle Cure primarie basata su Specializzazione universitaria e doppio canale volontario tra convenzione e dipendenza nel Ssn.  Una posizione in netta controtendenza rispetto a quella delle principali sigle sindacali della categoria impegnate nel confronto con Ministero della Salute e Regioni sul futuro dell’assistenza territoriale.